Imola ergo sum

Pubblicata il 8 maggio 2016

Vai alla sezione Cultura & Spettacoli »

Imola ergo sum
«Adesso doveva scoprire dove si nascondeva la città di Imola». Nelle restanti 170 pagine «la Voce» e gli altri protagonisti faticheranno e rischieranno ma alla fine troveranno Imola e proprio lì si chiude questo romanzo fuori dalla corrente quanto riuscito.
Per leggerlo dovete passare in edicola. Siamo infatti all'interno di «La terza memoria» (è l'ultimo Urania: 290 pagine per 6,50 euri) scritto dal reggiano Maico Morellini.

Davvero protagonista Imola, se pure insolita. Del resto, per chi non lo sapesse, Urania è una collana di fantascienza e dintorni, dunque la “stranezza” è d'obbligo.
«Quale segreto nascondeva Imola? E dove si trovava?». La Voce parte con poche notizie certe: c'è un legame – ma quale? - con il «Progetto Cartesio». In uno dei pochissimi documenti rimasti, da prima di quel catastrofico 17 dicembre, si legge «Biblioteca digitale di Imola: tutta la scienza del mondo». Non sembra notizia da poco, soprattutto per la Voce che si muove nel Disordine e... no, il resto non posso dirvelo: è un “delitto” raccontare la trama dei romanzi o dei film.

«Qualunque cosa sia Imola» bisogna arrivarci. E lì Betah e Anestor – altri due protagonisti – non avranno tutte le risposte che cercavano ma scopriranno a esempio che «qui, a Imola, l'eternità non è una parola priva di senso». E nelle ultime pagine, anzi righe, prima dell'Epilogo, chi legge capirà perché Imola è così importante.

Vi consiglio «La terza memoria» in primo luogo per la presenza imponente e misteriosa di Imola, la città dove vivo da molti anni, arrivando anche io – come i protagonisti - da un viaggio lungo (non così angosciante come quello di Betah e Anestor) che ha avuto Roma (disastrata sì ma non come quella del romanzo) per punto di partenza. E lo consiglio anche per l'inventiva, per il mix di generi – fantasy, horror e fantascienza – ma soprattutto per l'amore della scrittura che permea tutto il romanzo di Morellini, scrittore a mio avviso molto interessante; se vi interessa saperne di più su http://www.labottegadelbarbieri.org trovate qualche altra notizia su di lui.

Resta un dubbio: perché Morellini ha scelto Imola (non quella di oggi sia chiaro, ma di un futuro lontano, post apocalisse) come sede del progetto Cartesio e come luogo dal quale «la pioggia, il ghiaccio e il gelo» metaforicamente si dissolvono «liberando un cielo azzurro e caldo»? Perché proprio Imola? Nelle pagine di «La terza memoria» non ho trovato risposta; nella testa mia neanche e neppure in quel poco che so della biografia di Morellini. Mi toccherà cercare un suo indirizzo – non lo conosco – e chiederglielo?

(Daniele Barbieri)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy