Cambiavento

Autodromo, una penosa storia di rumore quotidiano

Pubblicata il 30 settembre 2017

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Autodromo e rumore, una storia senza vergogna
Imola. Sono le 8.30 di una domenica mattina. Nonostante la sveglia sia spenta, un rombo di auto interrompe il sonno e ci obbliga ad alzarci.
Sono le 19.30 di un venerdì, o di un sabato, oppure di una domenica, ormai non fa differenza, quando finalmente è possibile tirare un sospiro di sollievo e ritornare alla vita normale.
L'uso dell'autodromo è diventato oramai insopportabile, per la violenza con la quale ci obbliga, inermi, a sorbirci ogni sorta di rumore e inquinamento, in ogni ora del mattino, del giorno e, anche, della sera, causato da frotte di auto che inanellano giri su giri nel vuoto assoluto.

Così come è sempre più insopportabile l'arroganza di chi fa e disfa i calendari. Proprio così, li fa e poi li disfa a proprio uso e consumo. Che pena!
Per due settimane, infatti, l'uso dell'autodromo è stato contingentato. Sì perchè le corse sono state abbreviate, lo stop al rumore è stato anticipato, il tutto per permettere lo svolgimento regolare dei dibattiti del festival nazionale del Partito democratico che si è tenuto a Imola nel mese di settembre.
Addirittura il giorno del comizio di Renzi, il silenzio è stato anticipato alle 17.
Premetto che tutto questo è giusto, non è possibile partecipare ad una iniziativa di qualsiasi genere se il sottofondo rumoroso supera il parlato delle persone che intendiamo ascoltare. Sacrosanto e giusto chiedere il silenzio. Ma non è altrettanto sacrosanto e giusto che lo stesso silenzio lo chiedano coloro che per 200 giorni all'anno si sorbiscono ogni genere di inquinamento, da quello acustico a quello dell'aria che si respira?

Non pretendiamo una risposta che non arriverà mai perchè l'arroganza di chi permette queste cose sta superando qualsiasi livello di guardia. Il disinteresse o il menefreghismo verso gli interessi dei cittadini, sia che si parli di autodromo, di discarica o altro, è ormai sotto gli occhi di tutti. Una classe dirigente che nasconde il suo fallimento politico dietro l'occupazione del potere, che nasconde la sua incapacità di rapportarsi e dialogare con i cittadini con il silenzio di chi sa che tutto gli è permesso, che gestisce la città favorendo gli interessi di pochi piuttosto che quellli della comunità. Senza intralci.

L'unica speranza è che dove non arriva la ragione umana, dove non arriva chi dovrebbe far rispettare la legge, dove anche la giustizia non arriva, l'intralcio possa arrivare dalla scelta che ognuno di noi fra qualche mese dovrà fare dentro alle urne.
Forse è questa l'ultima possiblità che resta ai cittadini per dire se tutto questo questo va bene così, oppure se è davvero arrivato il momento di voltare pagina.

(Valerio Zanotti)

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