Cambiavento

"Richiami alla partecipazione solo teorici"

Pubblicata il 20 ottobre 2017

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Riceviamo e pubblichiamo

Come non condividere i contenuti elencati nel manifesto di presentazione del “Festival della pubblica utilità”, in corso oggi a Imola, se non fosse che il ricorrente richiamo alla trasparenza ed alla partecipazione sono e continuano ad essere diritti astratti e solo teorici. Non a caso, la Regione Emilia-Romagna si sta accingendo all'ennesima rivisitazione della legge sulla partecipazione dei cittadini, con il chiaro intento di rafforzare il ruolo dei cittadini stessi nelle scelte delle amministrazioni locali, conscia, forse, del fatto che questo diritto nella realtà quotidiana viene continuamente disatteso.

La pubblica utilità è fatta di opinioni e storie dove il comune cittadino viene strumentalmente ignorato a favore di interessi economici particolari, molto spesso fallimentari e, purtroppo di nessuna utilità pubblica. E', ad esempio, il caso dell'attuale attività dell'autodromo di Imola, dove il rumore assordante di oltre 140 giornate annuali di attività non rientra certo nella pubblica utilità ma rende la vita impossibile a migliaia di cittadini imolesi. …E dove il progetto di realizzazione di nuove Officine artigianali si configura come un ennesimo ed inutile consumo di suolo, a fronte di decine e decine di capannoni industriali vuoti inutilizzati ed utilizzabili.

E' anche il caso di un'ostinata richiesta di sopraelevazione ed ampliamento della Discarica Tre Monti, vecchia di 43 anni, dove la cittadinanza non è stata coinvolta nelle scelte, ma nemmeno informata, se non per merito di alcune associazioni “esterne” alla coreografia politica locale: dov'è la pubblica utilità, se non il business per gli azionisti, quando il 95% dei rifiuti conferiti è di tipo speciale (non solido urbano) proveniente da ogni parte d'Italia, attraverso forme di trattative dirette tra attività produttive e gestore? Due episodi che anche la Presidente nazionale di Legambiente ha evidenziato nel proprio intervento di oggi al Festival.

Infine, sempre per restare su Imola, dov'è la pubblica utilità nel caso di un ospedale, svuotato delle sue eccellenze, con unità operative prive da tempo di primariato? E nel caso di una sanità pubblica, soggetta a continui tagli di risorse, non è più in grado di assolvere i propri compiti di controllo e prevenzione? Su tutto questo, dove sta la “pubblica utilità”, nel suo significato più immediato, ma anche come espressione diretta della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica? Ma soprattutto dove sta la trasparenza nell'attuare scelte conseguenti a decisioni prese ma non condivise con i cittadini?

(Legambiente ImolaMedicina)

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