Cambiavento

Vincere la Sicilia

Pubblicata il 11 novembre 2017

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Domenica scorsa i cittadini siciliani sono andati a votare. Beh, non sono andati proprio tutti: su oltre 4 milioni e mezzo di elettori, si sono recati alle urne solamente 2 milioni e spiccioli, ovvero neanche il 47% del totale. Il partito astensionista ha letteralmente dominato, ma visto che un presidente doveva pure saltar fuori diciamo che hanno vinto quelli di destra. L'ex MSI Nello Musumeci è riuscito infatti a conquistare il 40% dei voti e a diventare il presidente della regione. Il patto dell'arancino tra Berlusconi, Meloni e Salvini è risultato vincente: il vasto fronte capitanato dall' “unico pizzo che piace ai siciliani” ha sbaragliato la concorrenza ed è riuscito a imporsi sui suoi avversari. Cancelleri, il candidato pentastellato, ha portato a casa poco meno del 35%, ottenendo il doppio dei voti della scorsa tornata elettorale e, nonostante la sconfitta, un ottimo risultato. Il M5S è infatti la prima forza politica della regione, ma a mio avviso si deve parlare di un successo solamente parziale. Invito a una riflessione critica: il movimento di Grillo nasce come forza anti-sistema, con l'obiettivo di mobilitare e dare voce a quella società civile delusa dalla incapacità e dalla corruzione della classe dirigente e del sistema politico. Come ho già anticipato, in Sicilia l'affluenza è stata del 46,76. Un dato che risulta similare alle precedenti elezioni, quando nel 2012 fu il 47,42% degli isolani ad andare al voto. La percentuale di Cancelleri è cresciuta, ma comunque più della metà dei siciliani non ha ritenuto esserci un motivo valido per andare a votare. I cinque stelle sono nati proprio rivolgendosi a queste persone, ma per il momento sembrano più convincenti agli occhi degli ormai ex elettori degli altri partiti. Se anche i cinquestelle fanno parte del sistema, possiamo a questo punto parlare di un obiettivo raggiunto? In ogni caso c'è chi è andato decisamente peggio. Il centro-sinistra ha incassato una sconfitta pesantissima: Micari (PD+ AP) non ha raggiunto il 19%, mentre Fava (MDP+SI+Possibile) racimola un misero 6%. Considerando la percentuale reale, ci troviamo di fronte a due cifre ridicole: il professor Micari è stato votato da un isolano su dieci, il deputato Fava da uno su trenta(tre). Sicuramente ha inciso la decisione del PD di guardare a un'alleanza a destra e quella di MDP di mandarli a spendere, perché in caso contrario le cose sarebbero andate diversamente. O forse no, perché nel corso della campagna probabilmente si sarebbero ripresentati tutti quegli alterchi cui da un paio di anni assistiamo con assoluta insofferenza. Anche se, tra colpi di mano e colpi di genio, forse ci sarebbe stato qualcosa di cui ridere/piangere per anni. Insomma, visti i risultati di domenica, forse non può sorridere nessuno tranne Musumeci. Eh, lui sì che ha vinto. Ha vinto perché i siciliani dopo cinque anni di Crocetta volevano cambiare. Ha vinto perché l'Italia sotto sotto è da sempre un Paese di destra -così destra? Ha vinto perché la coalizione che lo sosteneva in questo momento riesce a interpretare le vere esigenze degli italiani. Ma ne siamo proprio sicuri? Io ritengo che di sicuro ci sia solo una cosa, a ben vedere: la vittoria di Musumeci è stata senza dubbio favorita anche dal peso dei cosiddetti “impresentabili” di cui tanto si è discusso a livello mediatico. Il primo, tra l'altro, è stato arrestato due giorni dopo essere stato eletto per evasione fiscale: il suo nome è Cateno De Luca e in questo momento si trova e agli arresti domiciliari e sul sito di “World-Record” per arresto più veloce di carica politica, a voi decidere cos'è peggio. Detto ciò, penso che alle persone di buon senso una vicenda del genere non possa non lasciare tanta amarezza. E ne lascia ancora di più considerare lo sfondo in cui si è verificata, ovvero in una terra storicamente tormentata da problemi di legalità e all'indomani di un atto di popolo. Un popolo che in gran parte è rimasto nel silenzio, senza la voglia di esprimersi o, peggio, senza la speranza di poter dire in futuro: “sono fiero del mio voto”. Musumeci ha sì vinto, questo è innegabile. Ma non ha vinto la Sicilia.

(Alberto Pedrielli)

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