Cambiavento

Parlano di antipolitica, ma sono loro a crearla

Pubblicata il 26 novembre 2017

Vai alla sezione Politica »

Qualcuno la chiama antipolitica, qualcun altro populismo, ma siamo sicuri che i nostri Politici hanno ben chiaro ciò che stanno facendo?
Ecco alcuni esempi.
Il 30 aprile 2017 la commissione Quinta della Camera dei Deputati ha posto le basi affinchè le aziende agricole danneggiate dal maltempo dello stesso mese potessero godere dei vantaggi derivanti dallo stato di calamità naturale anche per le produzioni assicurabili non coperte da polizza.
I vantaggi erano due e senza alcun costo per i contribuenti: il primo, la sospensione per un anno dei ratei dei mutui. Il secondo, in presenza di danno superiore al 70%, la sospensione del 50% dei contributi previdenziali per il titolare ed i dipendenti. Però si sono sbagliati. Nel decreto hanno scritto: “per le aziende colpite da gelo, nevicate e gelate”. Si sono sbagliati a scrivere, hanno scritto gelate al posto di grandinate.
Nella seduta del Consiglio comunale del 1 giugno 2017 ho chiesto di intervenire con urgenza (contemporaneamente alla Camera votavano la fiducia al Provvedimento) e in seguito ci venivano date rassicurazioni circa l'aggiustamento dell'errore. Qualcuno degli onorevoli disse che le grandinate erano sottintese. Tanto sottintese che la nostra Regione nel dichiarare lo stato di calamità naturale comprendeva i danni da gelo, nevicate e gelate. Non riconoscendo, quindi, giustamente, i benefici alle aziende del nostro territorio.

Se il buon giorno si vede dal mattino, ecco che i Nostri hanno predisposto il nuovo codice di contrasto alla criminalità e resa obbligatoria la certificazione antimafia per tutte le aziende agricole che beneficiano di contributi pubblici. Una robetta da circa un milione di aziende agricole nel nostro Paese. Prima era obbligatorio solo per i beneficiari di contributi superiori ai 150 mila euro, circa 3 mila in Italia.
Il bello (?) è che questa norma è retroattiva, rende obbligatorio dal 30 novembre la presentazione del Certificato, e di fatto blocca tutte le erogazioni contributive partite in questi giorni. Nel decreto fiscale 2017 hanno deciso di mettere la soglia di 5000 euro, togliendo così 600 mila aziende dall'obbligo della certificazione. Restano 400 mila aziende che intaseranno i tribunali, alzeranno i costi delle aziende agricole stesse e ritarderanno i pagamenti di quanto dovuto.
Le uniche aziende in regola sono quelle 3000 che erano già obbligate e che riscuoteranno normalmente. Una sorta di Principe Giovanni Tax.

In attesa di un sondaggio che ci dica la percentuale delle aziende imolesi danneggiate più da questi politici che dalla tempesta, vorrei ricordare a coloro che parlano di antipolitica come di un fatto negativo, che sono loro stessi a crearla con i loro comportamenti e che i cittadini vanno rispettati e onorati perchè la differenza tra Onorevole e Disonorevole sta solo nel risultato del lavoro parlamentare svolto.
E se un giorno qualcuno votasse retroattivamente a che questi parlamentari pagassero i danni arrecati? Un precedente c'è già. Io personalmente non sono un antipolitico, sono anti questo tipo di politica, questo modo di servire la gente.

(Domenico Errani, Consigliere comunale Imola Art.1 - Mdp)

P.S. E se bastasse una semplice autocertificazione? E se il ministero delle Politiche agricole i certificati se li andasse a prendere autonomamente da quello della Giustizia? E se usassero un po' più di buonsenso?

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl