Cambiavento

2017, fuga dalla Fiom?

Pubblicata il 30 novembre 2017

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Bologna. Fino a non molto tempo fa il sindacalismo di base, in Emilia Romagna era sopratutto noto per le vertenze abitative, nel mondo del lavoro era presente quasi unicamente nel pubblico impiego, mentre era una vera e propria rarità trovarne nell'industria o in aziende private, ma da alcuni anni il sindacalismo di base ha fatto prima la propria comparsa nel settore della logistica e oggi sta facendo capolino anche in alcune aziende nell'industria e più in specifico nel settore metalmeccanico.
Quello delle fabbriche metalmeccaniche è l'ultimo settore su cui si è buttato Usb il sindacato di base e coincide in larga parte con l'arrivo di Sergio Bellavita, ex dirigente della Fiom-Cgil regionale e poi in segreteria nazionale con Landini fino al 2012 e con Bellavita Usb ha iniziato ad entrare nelle fabbriche facendo iscritti, all'inizio di quest'anno in alcune aziende metalmeccaniche di Parma, e ora più recentemente negli ultimi mesi a Ravenna in Marcegaglia e a Bologna in GD, Perini, Toyota Cesab, Lamborghini e Titan.

Ed Usb è così entrata con il botto in alcuni rinnovi delle Rsu, come primo sindacato alla GD e alla Perini, come secondo sindacato alla Mercegaglia e con percentuali oltre il 20% alla Titan e alla Toyota Cesab, in tutte queste aziende di tute blu Usb ha quindi ottenuto buoni risultati erodendo consensi ai sindacati confederali e in maniera particolare erodendo consensi e iscritti alla Fiom, invece alla Lamborghini Usb non è stata in grado di raccogliere le firme necessarie per presentare una propria lista.

In altri rinnovi di Rsu in regione dove Usb non presentava candidati, i risultati per la Fiom sono altalenanti ad esempio a Bologna ha migliorato sulle elezioni precedenti facendo il pieno di delegati in Bonfiglioli e Lamborghini e ottenendo la maggioranza assoluta alla Ducati motori, mentre è arretrata lievemente nelle tre principali aziende di Forlì (Elextrolux, Marcegaglia e Bonfiglioli).
Tali risultati, dove il sindacato di base presenta candidati, sono sintomi di uno smottamento irreversibile dei confederali come auspicano in Usb o sono episodi isolati come si pensa in Fiom o si devono alla radicalità delle lotte solitamente messe in campo da Usb?

Sicuramente il sindacato di base ha ottenuto i suoi migliori risultati alla GD dove il nuovo contratto aziendale frutto di un anno e mezzo di trattativa era stato bocciato dalla metà dei lavoratori e alla Marcegaglia di Ravenna dove alcuni mesi prima delle elezioni della Rsu c'è stata una dura vertenza su dei licenziamenti di lavoratori in appalto, quindi episodi specifici sembra, ma tutte le considerazioni generali restano.

Dopo il voto in GD, dove le tute blu della Cgil sono passate dall'oltre 80% della precedente tornata al 37% della recente ultima, la Fiom di Bologna in un comunicato ha parlato di “populismo” che entra in fabbrica, ma il voto è un voto e le motivazioni possono essere le più svariate, perché in questa azienda su un contratto fortemente innovativo che ha creato malumori in metà dei lavoratori, Fiom, Fim e Uilm forse non hanno avuto capacità di ascolto.

Fiom, Fim e Uilm devono quindi ritornare ad ascoltare i lavoratori, è capitato altre volte di fare un accordo che viene respinto, un sindacalista non è un leader politico che deve guidare il popolo, ma un rappresentante che deve tenere conto di chi rappresenta, e che dire della logistica, più che per i metodi radicali Usb ha sicuramente coperto un buco lasciato vuoto dai confederali.
Allargando lo sguardo sulle migliaia di imprese in regione Usb è presente in una manciata di realtà, un piccolo sindacato in confronto ai confederali, che però a Bologna tra i metalmeccanici ha messo assieme un buon numero di iscritti, e gli iscritti si sa portano le risorse necessarie per fare attività sindacale e a strutturarsi pagando i distacchi ai delegati, e forse a Bologna nei prossimi mesi si giocherà una partita decisiva con Usb che tenterà di entrare in altre aziende.

(Edgardo Farolfi - La foto è di Lorenzo Gaudenzi)

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