Cambiavento

La ballata di Piero

Pubblicata il 1 dicembre 2017

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C'è un tempo per gettare i sassi e un tempo per raccoglierli. (Ecclesiaste)


Dice Bersani che l'inconciliabilità non è con Renzi ma con le sue politiche.
Ho una certa dimestichezza col linguaggio immaginifico di PierLuigi, l'unico politico col dono dell'ironia e perfino dell'auto ironia.
Ma in questo caso non la racconta giusta.
Non si può separare Renzi dalle sue opere.
Che non sono straordinarie come le dipingono i seguaci ma nemmeno orribili come le rappresentano i nemici.
Letta, io credo, non avrebbe fatto peggio, DiMaio e Salvini, che sono il vero paradigma, certamente si.

Alla base del conflitto ci sono ragioni autentiche e risentimenti.
Che poi sono sentimenti delusi e rivoltati, di intensità moltiplicata.
In questa storia di zen non c'è niente.
Renzi nutre rancore verso i suoi nemici, cui addebita la sconfitta nel referendum.
E ne é cordialmente ricambiato, come la sinistra sa fare quando si divide sulle sue verità.
Nè l'uno né gli altri potrebbero chiudere una lettera con la formula socialista di un tempo: saluti fraterni.
È forse per togliersi dall'imbarazzo che non si scrivono, non si parlano, non si telefonano, nemmeno un messaggino.

Solo un messaggero, Fassino.
In un deserto di diffidenza.
Per unirsi bisognerebbe piacersi.
Almeno un po'.
La sinistra non è la destra, non sta assieme per necessità.
Il rancore è un sentimento importante.
La politica a volte lo esalta.

Renzi i suoi avversari non li ha solo rottamati, li ha scherniti.
Maltrattate un cameriere e vi sputerà nel piatto.
Umiliate Shylock, ammonisce Shakespeare nel Mercante di Venezia, e vi taglierà pezzi di carne viva.
Di cosa ci sorprendiamo?
La politica é tante cose ma se viene meno il rispetto diventa anche questo.
Da anni nel gruppo dirigente PD fermentano l'inimicizia e l'insofferenza al confronto.
Questo è il problema.

Che la maggioranza di turno crede di risolvere tacitando i dissidenti e questi abbandonando la compagnia.
Renzi di sassi ne ha gettati tanti, ci ha costruito sopra la sua scalata vittoriosa.
I trattamenti dalemiani, d'altro canto, Veltroni e Fassino, i primi usurpatori, li conoscono bene.
Chi oggi si atteggia a vittima dimentica di essere stato carnefice.
La piega amara del sorriso di Bersani é il racconto di una sconfitta comune, che mette fine a un sogno, cancella un progetto, avvilisce la speranza di un'Italia migliore.

Non sono il più indicato a dirlo, visto che ho lasciato la ditta al tempo in cui ne eri Segretario, ma cosa ci fai tu lì, Pier Luigi, senza Prodi, Letta, Cuperlo, Pisapia, senza un equipaggio, assieme a Scotto e Fratoianni?
Mancano solo Nando Rossi e Turigliatto.
Hai ragione a dire che servono discontinuità sostanziali.
Che il PD ha compromesso la sua credibilità sociale.
Che l'attenzione della sinistra deve essere rivolta al suo popolo deluso.
Ma non sarete voi a riconquistarlo.
Nè il PD né voi.
Non così.
So che lo sai.

Se il contrasto fosse solo di idee vi parlereste guardandovi negli occhi, anziché riempire le cronache di suoni fastidiosi.
Allorquando alla sindrome classica del nemico a sinistra si aggiungono tensioni personali la miscela diventa mortale.
La ricerca del bene comune passa in secondo piano e la verità annaspa nel gorgo propagandistico che inghiotte la politica.
Il giudizio di MDP sui governi di matrice renziana è troppo brutto per essere vero.
Si possono chiedere impegni, non abiure.
Ne riparliamo.

In questo momento, visto che l'iniziativa “pacificatrice” è partita dal PD, é il caso di valutare con quale spirito venga sostenuta.
Un ponte non si regge senza piloni.
E un cerino non è una prova certa che ad appiccare l'incendio sia stato l'ultimo che l'ha in mano.
Gli appelli di Veltroni giovano solo alla sua immagine.
Chi si atteggia a padre nobile deve sporcarsi un po' le mani, approfondire le ragioni di ciò che accade, essere paterno e non paternalista, trattare i figli con giustizia.
Se no é meglio lasciar perdere.
Se si vuole che le cose cambino alcune cose devono cambiare subito.

Come fa il portavoce del PD a chiedere alla mia generazione, impegnata in politica qualche tempo addietro, di valutare con generosità l'operato del suo Principe quando bestemmia la storia sostenendo che prima del suo avvento la sinistra non ha mai combinato niente di buono?
Ha mai guardato gli indicatori economici dei governi di Ciampi e di Prodi?
Come può invocare per Renzi lo stato di necessità, i rapporti di forza che impediscono di approvare questa o quella legge e dimenticare in quali condizioni ha operato il centrosinistra, con una maggioranza legata alla salute dei Senatori a vita?

Come possono i pacificatori tacciare gli altri di ostilità pregiudiziale, che certo non manca, e poi svillaneggiare lo sforzo di tenere in linea di galleggiamento la barca nel ventennio berlusconiano, alimentare convincimenti e sentimenti che hanno fatto di Bersani un traditore, di Letta un esule e di Prodi un estraneo, che non si nomina nemmeno nelle ricorrenze, buono al più per un appello a stare assieme che il Professore non può certo far mancare.

Nei circoli PD si può parlare tranquillamente di Alfano e Verdini ma non di Letta.
Come se si fosse macchiato di chissà quali colpe.
Io non so se il PD è ancora di sinistra o è solo lì nei paraggi.
So che non si può fare così mentre si chiedono riconoscimenti, alleanze e voti a una sinistra stanca di pubbliche umiliazioni.

Ancora ieri tale Sen. Esposito, cui bisognerà ben trovare qualcosa da fare in Parlamento visto che passa le giornate in tv, vantava la cacciata del ceto politico che c'era prima come se lui, loro, non lo fossero e non avessero l'intenzione di continuare ad esserlo.
“Siete davvero tanto sicuri di voi stessi e del vostro tempo- scrive Marc Bloch nella sua Apologia della Storia- per separare, nella folla dei vostri padri, i giusti dai reprobi?”
Non si dovrebbero giudicare gli uomini ma piuttosto spiegarne i comportamenti, tenendo conto di ciò che li ha condizionati, rinunciando al senno di poi.
Non sembra difficile.
Il fatto è che siete meno belli di quel che credete.
Dopo avervi visto all'opera si può dire.
Se non foste quel che siete votare PD sarebbe più facile.
Per votarvi tocca compiere delle astrazioni.
Ignorare i tratti della realtà che non ci piacciono.
Cercare motivazioni più profonde di quelle che suscitano i vostri gesti e le vostre parole.
Continua...

(Guido Tampieri)

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