Cambiavento

Cittadinanza Attiva: "Se davvero si vuole qualificare l'Ausl imolese servono gesti concreti"

Pubblicata il 4 dicembre 2017

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Imola. Dopo le risposte del sindaco Daniele Manca alle domande poste da cittadini, associazioni e comitati, arriva la replica di Cittadinanza Attiva che, punto per punto, affronta i temi sollevati dal Primo cittadino.

Posti letto
"Per quanto riguarda il dato di 3,86 posti letto per 1000 abitanti, sono stati inclusi anche i 158 posti di Montecatone che, come struttura ad alta specializzazione, serve quasi totalmente pazienti da tutta Italia? La norma, partendo dall'indicazione di 3,7 posti letto per 1000 abitanti, prevede che il numero venga aggiustato in base a complessi calcoli che tengono conto, tra l'altro, della capacità di richiamare pazienti da fuori. A togliere ogni dubbio è l'Ausl stessa che certifica nel bilancio di missione 2015 (ultimo disponibile, pag.61) un valore complessivo 'pari a 2,58 per 1.000 abitanti, pertanto sotto lo standard nazionale', una volta depurato il dato dai posti di Montecatone; è impossibile che negli ultimi 2 anni i posti siano aumentati di circa il 50% fino al valore da Lei indicato. Rimaniamo poi convinti che la carenza di posti letto abbia riflessi (anche) al Pronto Soccorso, in quanto non tutti coloro che vi accedono possono essere curati e immediatamente dimessi; in assenza di posti letto in reparto, se necessita il ricovero i pazienti restano in attesa, 'parcheggiati' in qualche modo. Senz'altro ricorderà quante volte le testimonianze giornalistiche da tante parti dell'Italia ci hanno parlato di questo problema! Per quanto riguarda il fenomeno dei ricoveri ripetuti a breve distanza di tempo, basti dire che abbiamo come riferimento le statistiche riportate nello stesso documento Ausl già citato, non impressioni personali: questo era già stato spiegato all'interno della nostra lettera".

Relazioni con altri ospedali
"Non siamo certo spaventati dalla relazione con gli altri sistemi ospedalieri, anzi. Casomai ci chiediamo se questa non sia sempre esistita, a fronte di casi per i quali era necessaria un'assistenza molto specialistica non disponibile all'Ausl Imola. Siamo lieti che nel raggio di 30-40 chilometri sussista 'il meglio del sistema sanitario di questo paese', non lo siamo se dobbiamo trasferirci là per patologie che un ospedale come il nostro potrebbe curare benissimo: l'aumentata distanza tra luogo di residenza e luogo di ricovero comporta ovvie difficoltà per i pazienti e per chi vuole assisterli e portare loro conforto. Lei condivide la nostra idea che Imola debba mantenere primari e strutture qualificate, tuttavia all'incontro 'Stati generali della sanità' abbiamo ascoltato l'assessore regionale Venturi liquidare gli stessi temi come poco importanti. Quindi? Il ruolo di un primario, a parte l'attività strettamente medica, è volta ad assicurare il funzionamento ottimale del reparto: per raggiungere l'obiettivo non è la stessa cosa essere sul posto oppure dislocato a decine di chilometri, avendo per di più da gestire altri reparti in ospedali diversi".

Mobilità dei medici
"Accogliamo con soddisfazione la conferma che, attraverso accordi con altri ospedali, è necessario far venire a Imola (almeno) settimanalmente i professionisti che servono, e non far viaggiare i pazienti. Ci spiace, però, che non sia indicata alcuna data di attuazione; siamo consapevoli dei tempi organizzativi, ma vogliamo ricordare che ogni giorno qualche malato affronta questo problema".

Lavorare assieme
"Gli inviti a lavorare insieme perdono di efficacia se le risposte effettive ai disagi espressi negano addirittura l'esistenza del problema. La creazione di 'spazi di confronto e partecipazione' non può ridursi a una liturgia di incontri tra quattro mura durante i quali i cittadini vengono semplicemente informati di quanto già deciso e di generiche buone intenzioni per il futuro. Ai cittadini interessano i fatti e aspettano di capire, preventivamente, quali azioni concrete si vogliono mettere in campo, quali specifici vantaggi ci si aspetta e come si intende arrivarci. Noi abbiamo dato il 'contributo comunitario' che Lei chiede, continueremo a proporre riflessioni e sottoporre esigenze: è questo il senso del nostro appello alla responsabilità politica la quale deve rispondere di quello che viene deciso a livello tecnico".

In conclusione Cittadinanza Attiva rinnova "la richiesta di aumentare i posti letto in medicina e geriatria e di nominare i primari mancanti, a testimonianza della volontà di conservare le nostre strutture qualificate. Chiediamo di avviare in tempi brevi la presenza settimanale degli specialisti da altri ospedali a Imola, per le visite. Su tutto questo continueremo a verificare e sollecitare il suo intervento".

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