Marketing contro tradizione

Pubblicata il 8 gennaio 2018

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Qualche anno addietro la rivista Time aveva stilato la lista delle “app” per centrare obiettivi e desideri primari che soprattutto verso la fine dell'anno “promettiamo a noi stessi di dover assolutamente fare”, e che riguardava budget, life-style e la gestione del tempo quotidiano sotto controllo.

In poco meno di un decennio infatti marketing aggressivo e strapotere mediatico hanno scalzato miti a favore di “partner” di tendenza che nella quotidianità aiutano vivere la globalizzazione e a tenere il passo, centrando gli obiettivi che ci proponiamo; il successo di ciò, anche in una terra di tradizioni cristiane quanto di certezze laiche come la nostra, deriva dalla pianificazione degli obiettivi che sono stati pochi, flessibili, realistici e di facile credibilità popolare.

Negli ultimi anni i casi più eclatanti di questa atavica disaffezione e sudditanza culturali, a mio avviso, sono stati due. Il primo abbraccia l'ambito religioso ed è stato sicuramente l'invasione pittoresca dei mostri di Halloween, che ha fatto uscire dai nostri “devoti” schemi i Defunti (2 novembre), Santa Lucia (13 dicembre) e la cara vecchia Befana (6 gennaio), anteponendo il banale slogan “dolcetto o shcerzetto” al miracoloso e planetario “segno” divino di questo santo periodo dell'anno ove la famiglia di Gesù, in fuga dalla violenza di Erode, è specchio da 2017 anni in quà dell'identico problema di accoglienza dei profughi.

Il secondo caso, più “laico”, è quello del Black Friday che ha “bannato” la lunga stagione degli ancestrali Saldi, cancellandola in modo pirotecnico complice la benedizione del nuovo che avanza in tema di relazioni, per alcuni una bellezza di cose imperfette, Facebook, Google, Whatsapp, Amazon, ecc.

Superstizioni, regole e proponimenti, complici le nuove tecnologie che la scienza ha messo nelle nostre avide ed inesperte mani, sono diventati così a differenza del passato facce della stessa medaglia di quella fabbrica dei desideri che ci ha abituati ad ascoltare le “Voci di Dentro” che portiamo nell'anima arricchendole assieme alla condivisione di valori degli altri nostri simili, “Voci” finalmente non più solo il “Lato B” della nostra vita di ogni giorno, come a dire che chi smette di ascoltare smette anche di capire.

Da ciò l'esigenza ed il desiderio di una nuova stagione verso uno stravolgimento dei vecchi schemi, dove colpevolmente gran parte delle intenzioni rimanevano sulla carta, perseguendo di contro un trend dove la forza di volontà di ognuno di noi diventi risorsa infinita al fine di centrare gli obiettivi preposti, ipotesi di un recente passato che son diventate le tesi dei giorni nostri ovvero lezioni di vita che insegnano che alla caparbietà ci si deve per forza aggrappare perché senza quella non si va da nessuna parte.

(Giuseppe Vassura)

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