Cambiavento

La tragedia dell'amianto in un documentario

Pubblicata il 10 gennaio 2018

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Bologna. Era il 2007 quando Giuliano Bugani e Salvo Lucchese iniziarono il lavoro per la produzione del documentario “Anno 2018: verrà la morte. L'amianto in corpo. Tutti lo sapevano. Tranne loro: i lavoratori”.
Perchè 2018 nel titolo? Perchè si stima che sia proprio il 2018 l'anno dove le morti per l'esposizione e per l'ingerimento delle fibre di amianto raggiungeranno il loro culmine.

L'obiettivo del documentario è stato quello di sollevare il problema della possibile cura contro il tumore da amianto, e per riuscire a coinvolgere la medicina per la ricerca di un farmaco in grado almeno di bloccare il tumore provocato dalla fibra di amianto. Oggi è necessario riaprire il dibattito sul tema amianto, in ogni sua forma, dalla contaminazione, alla malattia, alla rimozione dell'esistente, alla pericolosità di ciò che è ancora presente sul territorio nazionale.

Torna quindi di forte attualità questo documentario uscito nel 2008 e pluripremiato in diversi festival sul documentario: Anellodebole 2008 (Menzione Speciale); Pistoia Corto Film Festival 2008 (Primo Premio); Premio Ocurt, Napoli 2009 (Primo Premio); Officinemafestival Bologna 2009 (Menzione Speciale); Premio Ilaria Alpi 2009 (Selezione); Sila Film Festival 2009 (Menzione Speciale); Visionariafestival 2009 (Finalista); Overlookfestival 2009 (Finalista); Festival Internazionale Documentario Reportage Ambientale Genova 2009 (Finalista).
Nell'ottobre 2016 il prestigioso Centro Studi "Sereno Regis" di Torino inserisce nel suo archivio il documentario.

Già dieci anni fa, questo documentario anticipò la tragedia che nel 2018, secondi dati raccolti dagli autori, colpirà circa cinquecentomila persone, in Europa, contaminate dall'amianto. La fibra di amianto sviluppa il tumore nel corpo umano dopo circa quarant'anni dal contatto con il corpo, e negli anni '70 e '80 l'esposizione fu universale. Colpì lavoratori e cittadini comuni e il numero di esposti è sottostimata. L'amianto in quegli anni era lavorato in migliaia di fabbriche in tutta Europa, utilizzato nell'edilizia e nell'industria civile e militare, dalle navi agli aerei, ai treni. La coibentazione era utilizzata nelle condotte elettriche e la presenza del cemento amianto nelle tubature degli acquedotti pubblici solo in Italia raggiunge i 130.000 km.

Amianto respirato nella sua volatilizzazione all'interno degli stabilimenti, amianto ingerito attraverso il rilascio della fibra durante rotture nelle tubature degli acquedotti. Dispersione della fibra nel suo corpo usurato. Il documentario di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese è anche un'inchiesta nel mondo del lavoro nel nord Italia, e tra casi civili che evidenziano l'incalcolabile tragedia. Il documentario punta il dito contro tutti coloro che sapevano della pericolosità della contaminazione: dai sindacalisti di grandi aziende metalmeccaniche, ai dirigenti delle aziende stesse, a molti medici, e alle stesse Istituzioni, ma che hanno taciuto, mettendo a rischio centinaia di migliaia di vite umane.

Per informazione e contatti: Giuliano Bugani cell. 348.8428834 - bugani.giuliano@gmail.com

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