A pugno chiuso

Pubblicata il 26 gennaio 2018

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Nn sforzarti di essere migliore degli altri, cerca di essere migliore di te stesso. (W.Faulkner)

C'è qualcosa che non quadra nel ragionamento di LeU e, per altri versi, di quei compagni che, al culmine dell'indignazione per il “tradimento della sinistra” del PD, hanno deciso di sostenere una formazione che ha addirittura decretato l'estinzione della specie e gode, anche per questo, delle simpatie di Marie Le Pen.

Non è qualcosa di politico, che ne abbiamo viste tante, sbagli ne facciamo tutti e non ci sorprendiamo più di niente, nemmeno di Errani che, dopo una vita al comando, va a braccetto coi Disubbidienti, e Fassina che, dopo essere stato nei Governi del rigore, diventa anti sistema.

Quello che non quadra ha a che fare con la logica.

Mi chiedo: se, come voi stessi dire, la sinistra è in crisi in tutto il mondo (ci resta solo il Canada), come si fa a sostenere un attimo dopo che in Italia il solo impedimento a un futuro prospero e giusto è rappresentato da questo PD e in primis dal suo segretario?

Possibile pensare, senza che la ragione vacilli, che, tolto di mezzo Renzi e persistendo quel grumo di questioni planetarie che siete certo più bravi di me ad analizzare, in Italia la sinistra risorgerà magicamente e con essa l'occupazione, il benessere e, dulcis in fundo, la felicità?

E che voi siate, stando così le cose, la migliore o forse l'unica forma di vita cosciente dell'universo progressista capace di realizzare, come si sarebbe detto un tempo, il socialismo in un solo Paese?

Al punto di arrogarvi l'esclusiva dei valori della sinistra, vestire i panni del giudice e stabilire che il partito che ne costituisce l'espressione più rappresentativa non appartiene più alla famiglia.

Che equivale a dire che non solo Renzi ma anche il PD non è di sinistra.

Che i milioni di elettori che lo sostengono non hanno a cuore le sorti di chi soffre, non vorrebbero un'occupazione sicura, salari migliori, un welfare a misura dei bisogni e, perché no, visto che nessuno ne parla, un pianeta in salute.

Che i loro sentimenti, le loro idee, le loro azioni sono, scientemente o incoscientemente, perduti alla causa.

Almeno fino a che non decidano di liberarsi dell'attuale gruppo dirigente.

Fatemi capire.

Quelli che votano LeU si, quelli che se ne sono andati in questi anni si, quelli del PD no?

Se si stacca la spina un attimo, come quando il televisore non manda più immagini e si prova, basta un minuto, a riattaccarla, ci si rende conto dell'enormità.

In quale codice genetico sta scritto che le diversità non possano convivere, che se non si riesce a farlo da vicino non lo si possa tuttavia fare da lontano, che la separazione debba necessariamente diventare contrapposizione?

Che si debba per forza tracciare un confine manicheo fra sé e gli altri, una giustapposizione valoriale che conferisce ad alcuni un diversi titolo morale o, semplicemente, una superiore sensibilità politica.

Non avvertite in questo atteggiamento l'eco di tamburi lontani?

Non Fratoianni, che é la brutta copia di Bertinotti, ma almeno voi di scuola PCI che integralisti, estremisti non lo siete stati mai.

Voi sapete che da soli non vi bastate.

Ora che la realtà costringe anche Renzi ad abbandonare l'illusorio disegno della vocazione maggioritaria, il tema delle alleanze diventa, per chi si proponga di governare, una questione politica essenziale.

Con chi pensate di cambiarla l'Italia?

Se non assieme alle donne e agli uomini che votano PD.

La vostra gente, al netto di chi se ne è andato, tanti li conoscete anche per nome.

Collaborare é la parola chiave, cum-laborare, lavorare assieme.

Non c'è un'altra strada.

Vale per tutti naturalmente.

Credo che a nessuno sfugga, pur nel furore della lotta, che un fronte diviso ma non ostile al punto di danneggiare gli uni, gli altri e il tutto, se la potrebbe almeno giocare con la destra.

A volte sembrate un ceto politico avulso, in preda a una sorta di disordine esistenziale.

Non vi adombrate, gli offesi siamo noi che ci crediamo ancora.

Sappiamo che di qui alle elezioni nessuno tornerà indietro.

Ma forse siamo ancora in tempo per non spingerci troppo oltre.

Su un terreno dove é facile prendere velocità, perché ogni promessa di futuro è senza controprova.

Non sono il più indicato a sostenere che le scelte di Renzi siano state le migliori possibili.

Per questo ci sono difensori d'ufficio che fanno perdere voti ogni volta che aprono bocca.

Fatico tuttavia ad appagarmi dell'ovvio.

Sostenere che si può fare altrimenti e di più va bene, ma poi bisogna dire chi, cosa, come.

Altrimenti non vale.

Non c'è una sola forza politica che non si erga a paladina dei deboli.

E tuttavia non c'è un solo luogo dell'Occidente in cui le loro condizioni non siano peggiorate negli ultimi vent'anni.

Emilia-Romagna compresa.

Anche quando non c'era Renzi, la cui importanza viene esagerata, nel bene come nel male.

La realtà ci dirà presto chi ha ragione.

Anche grazie al vostro contributo il PD verrà quasi certamente ridimensionato e Renzi, verosimilmente, non sarà il prossimo Premier.

Neanche uno di voi, tuttavia, lo diventerà.

La verifica del fondamento delle vostre tesi sarà affidata alle rassicuranti mani di Salvini o DiMaio.

Meglio che cominciate a familiarizzarvi con questa prospettiva.

E a prendere sul serio i loro programmi perché è con questi, non con gli ottanta euro di Renzi, che dovrete fare i conti.

Così da dar conto ai vostri elettori, che vi auguro di recuperare in gran numero nel bacino dell'astensione, dell'appropriatezza delle vostre scelte.

Che aprono alla mucca la porta del salotto.

Vista da vicino potreste scoprire che é un toro.

Che Grasso riesca a influenzare un governo dei grillini da una posizione minoritaria quando non è riuscito a farli ragionare un Bersani ancora in forze, sembra poco probabile.

Che raddrizzino il legno storto dell'M5S gli intellettuali di sinistra attratti dal fascino “rivoluzionario” del nuovo, sconfina nel puro velleitarismo.

Io non credo che abbiate compreso appieno non tanto con chi ma soprattutto con cosa avete a che fare.

Il problema di adeguare i rugginosi ingranaggi della democrazia rappresentativa a una scala decisionale ingigantita e sfuggente non si risolve affidandosi a un confuso assemblearismo eterodiretto da non so chi, dove muore la razionalità e regna l'intolleranza.

Vaccinarsi contro questo virus non è obbligatorio ma mi sento di consigliarlo.

Io l'ho fatto.

Qualche tempo fa.

Forse non vedrò la rivoluzione ma non mi ammalo più.

(Guido Tampieri)

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