Cambiavento

Il diritto-dovere del voto

Pubblicata il 12 febbraio 2018

Vai alla sezione Politica »

La consapevolezza che dal 1993 il voto non era più un dovere, la cui astensione era sanzionata, ha di fatto amplificato l'ideologia di quanto la politica fosse distante, irritante ed incomprensibile; mutò perciò il “sentimental” elettorale vissuto quindi solo come un diritto e fu per questo che la motivazione da “passionale” diventò direttamente proporzionale alla fiducia nella politica, nel bene e nel male.
Decadendo quindi l'obbligatorietà del dovere di voto, l'astensionismo è divenuto una costante con un'incidenza percentuale sempre più rilevante complice, oltre alle valutazioni di ordine morale, il progressivo sfaldamento delle organizzazioni politiche operanti sul territorio, un volano di mobilitazione affettiva verso il partito di appartenenza che ha smesso di fidelizzare ideologicamente tesserati e simpatizzanti.

E' della fine degli anni '70 la “questione morale” di stampo berlingueriano, che denunciava la corruzione di alcuni partiti politici, e che secondo alcuni ha dato il via alla non partecipazione al voto da parte dell'elettorato italiano; a quei tempi non era possibile sottrarsi alla “fisicità” delle operazioni di voto ed alle politiche del 1976 i voti “inespressi”, ossia schede bianche e nulle, erano solo ad una sola cifra percentuale.

Negli anni delusione, rabbia, frustrazione ed apatia hanno accomunato la disaffezione al voto fino ai giorni nostri e se sarà ancora questo il primo partito a vincere come in passato lo si vedrà molto presto, a cominciare dal turno elettorale “amministrativo siciliano di inizio novembre per finire con le “politiche” di primavera di fine legislatura.

Non sono valse a nulla le crisi economiche del passato per avvicinare la politica ai cittadini malgrado i movimenti di piazza di quegli anni, la narrazione del crollo occupazionale causato ad esempio dai guai finanziari della crisi Lehman è stato “spostato” dalle piazze ai salotti della tv perdendo quell'autorevoleggerezza che la base popolare ha sempre amato, perché quando si sente (e si vede) di persona il potere del governo tanto più l'elettore può sperare, o illudersi, di influenzarlo e quindi di votarlo.

E' collassata perciò la vecchia politica degli slogan giacca e cravatta da cui ne è nata un'altra (forse peggiore) fatta di T-shirt e hastag, V-Day e Meetup, una politica come prodotto e non di pensiero foriera di istanze programmatiche delle sinistre ora strillate dalle destre che hanno disaffezionato ulteriormente l'elettorato, soprattutto giovanile, condizionando ad esempio sia la vittoria di Trump che la Brexit.

E' ormai radicata convinzione che ciò che si decide nelle stanze dei bottoni del potere (anche politico) sia qualcosa di umanamente distante, una sordità verso qualunque richiamo di coscienza civile e tutto ciò grazie all'arroganza dei tanti “attori” che negli anni hanno proposto ricette infallibili da cui si è solo imparato che al peggio no c'è limite, che non si decide abbastanza sui rapporti tra politica ed economia e che così facendo mai ci sarà qualche via d'uscita per il cittadino.

All'orizzonte nulla di buono, sarebbero invece utili governanti di un'altra pasta, che riconoscessero onestamente la limitatezza delle proprie conoscenze e che facessero un buon uso di ciò che sanno con la saggezza consentita dalle circostanze; solo così si potrebbe far mancare l'obiettivo specifico da raggiungere ovvero il desiderio di mandarli a casa, quale è la mission dell'astensionismo, primo partito italiano ed europeo, quello con la più alta percentuale di giovani, un movimento di non elettori in costante crescita che non ha leader, che non scende in piazza e che non ha paura di essere una cosa brutta.

(Giuseppe Vassura)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl