Il Compagno Minniti

Pubblicata il 1 marzo 2018

Vai alla sezione Lettere e Commenti »

Il ministro degli Esteri e per la cooperazione internazionale è un tal Angelino Alfano, Minniti si occupa di migranti in quanto Ministro dell'Interno e per il suo coordinamento con la guardia costiera libica unitamente al sostegno anche finanziario al losco personaggio che controllava Sabratha (uno dei maggiori punti d'imbarco verso l'Italia) allo scopo di ricondurre alcuni dei barconi in Libia viene, con il governo italiano e la UE, accusato di collusione con e di pagamenti ai gestori dei "campi profughi" libici. Il risultato e'stato una modesta riduzione dei numeri di migranti approdati in Italia nella seconda meta' del 2017 (meno 20% sul 2016)e una fulminea azione di formazioni paramilitari (Gorfat Amaliyet e Brigata Wadi forse vicina al generale Haftar))che hanno pensionato "lo zio" che controllava Sabratha e proteggeva anche il terminale ENI. Si dice la Wadi sia stata aiutata da forze speciali francesi.Al Sarraj, il leader di Tripoli sostenuto dalla comunita' internazionale ha affermato su "Le Monde" che l'Italia non finanziava gruppi armati(trafficanti)ma aiutava municipalita' libiche a sviluppare l'economia.La Libia, che fino alla caduta del regime era una dei paesi piu' ricchi dell'Africa grazie al suo gas e petrolio dava, ed ancora offre impiego a numerosi lavoratori dell'Africa sub-sahariana.Il fiume di migranti ha quindi cercato nuove rotte (dalla Tunisia alla Sicilia e dall'Algeria alla Sardegna)aumentando anche la pressione sul Muro e le citta' fortificate di Ceuta e Melilla che lasciano filtrare in Spagna dal Marocco solo qualche migliaia di migranti all'anno (ma nessuno se ne scandalizza). Flussi non registrati aumentano il rischio di ingressi criminali in Italia. Certamente il Ministro dell'Interno e' bene informato sui maggiori gruppi di criminalita' organizzata che operano nel paese da una generazione, opprimendo la propria etnia ma non solo: i nigeriani, gli albanesi, i cinesi e la mafia russa ben collegata con la nostra.
Non e'compito del nostro ministero dell'Interno e nemmeno delle ONG riabilitare i campi profughi in Libia. In medio oriente tale compito viene svolto bene da due organizzazioni dell'ONU (IOM e UNHCR)ma essendo la Libia controllata da milizie irregolari sarebbe necessaria un'azione militare che nessuno dei paesi (USA Francia e Inghilterra) i cui agenti speciali girano nei dintorni si sogna di affrontare.Non pagavamo forse Gheddafi (governo Berlusconi) per tenersi i migranti in campi nel deserto che non dovevano essere meglio di quelli attuali?
Questo stracciarsi le vesti sui campi libici da parte di ONG e organismi internazionali che hanno informazioni precise mi sembra di parte: molti cadaveri giacciono sulle rotte del Sahara e i migranti che dal corno d'Africa vanno in Yemen se la passano molto peggio di quelli da noi accolti.Tutta l'Africa e' traversata da milioni di rifugiati in paesi (come l'Etiopia)che mal possono accoglierli.Addentriamoci anche noi nel deserto (La Stampa, 13.01.2018, p.29 "Quel che serve all'Italia in Miger" di Marco Bertolini)"deliberata dal consiglio dei Ministri l'operazione in Niger-120 uomini da portare a 470 in sei mesi e con velivoli da trasporto-per l'addestramento di forze addette alla lotta al terrorismo e al controllo dei suoi confini col Sahara...da cui passa buona parte del flusso migratorio che arriva in Italia"Il Niger -uno dei paesi piu'poveri del mondo- e' piuttosto affollato. Vi si trova un robusto contingente militare francese, una base della legione straniera e la base USA di Agadez intenta a combattere i Jihadisti(una delle loro specialita'e'la tratta di schiavi).Purtroppo come recita il titolo di un articolo di Limes (no.7,2016):in Niger le guardie sono ladri e cogestiscono le migrazioni."La migrazione genera risorse economiche importanti sostituendosi al business del turismo che un tempo era la prima risorsa della regione..oggi i turisti per noi sono i migranti.. trasportatori, ristoratori, alberghi, tutti sono coinvolti".Inoltre dopo l'ultima rivolta dei tuareg (2011) molti ex combattenti di Agadez si erano impiegati come guide turistiche e non sarebbe prudente secondo alcuni rendere disoccupati degli ex combattenti che si sospetta abbiano ancora arsenali nel deserto.Agadez dista mille chilometri dal confine libico, se sopravvivono la traversata del deserto i migranti vengono presi in consegna dai cartelli libici. La UE (avendo fornito risorse all'apparato militare nigerino)ha costretto il Niger nel 2015 a passare una legge che sancisce pene severe per chi anche solo aiuti i trafficanti,ma la legge non viene applicata e i numeri dei migranti raddoppiano di anno in anno e,secondo le leggi del mercato, l'esplosione della domanda ha comportato il crollo dei prezzi ma solo nelle rotte in cui i trafficanti colludono con le forze dell'ordine.Laddove e' in corso una guerra civile i migranti sono esposti ad abusi e ricatti ed anche invitati ad arruolarsi con al-Quaida a condizioni economicamente vantaggiose.Insomma la sorveglianza e il controllo di una fascia desertica larga 5.400km. da Dakar ad Asmara e'una follia che costerebbe molto di piu'dell'accoglienza in Europa.La valuta guadagnata col traffico dei migranti supera di gran lunga il valore complessivo degli aiuti ricevuti a titolo di cooperazione internazionale.
Qualcuno disse che per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, ma errata. Bloccare i flussi sul Mediterraneo, se fosse etico e possibile,equivale a tappare il buco nella diga per fermare la piena. Concordo tuttavia con il tentativo del Ministero dell'interno di rallentare la piena, una piena che abbiamo visto crescere nell'ultima generazione (non solo da sud ma anche da est).Nello stivale si sono al filo dei secoli mescolate etnie e migrazioni che pero'sono avvenute molto piu' lentamente (anche nel caso delle invasioni barbariche) ed hanno permesso un adattamento reciproco. Secondo MSF vi sono gia'10.000 migranti regolari in Italia rigettati in ghetti e favelas, in parte cio'si deve al fatto che ottenuto il permesso cessa l'accoglienza (nel caso di minori lo stesso avviene al compimento del diciottesimo anno).Immagino che in campagna elettorale dettagliare la complessita' del problema parra'irritante ma noi siamo nell'Europa ed stretti fra diversi fuochi:la Francia preoccupata per problemi di ordine interno pattuglia le frontiere con determinazione ed i paesi (gruppo di Visegrad) dalla Polonia alla Croazia passando per l'Ungheria e l'Austria rivendicano la loro autonomia dalla scelta tedesca. La Germania ha accolto il maggior numero di migranti poiche' ha bisogno di forza lavoro, ma la Germania ha anche bloccato la rotta balcanica con l'aiuto della Turchia rendendosi conto di quale effetto i flussi migratorii avrebbero avuto sul fragile equilibrio balcanico.La tenuta, economica e di pace sociale dell'Italia e'in questo contesto essenziale per la tenuta dell'Europa. Il lungo viaggio delle forze "democratiche e antifasciste" nel nostro paese e' una storia in cui la prudenza e il compromesso efficace hanno affiancato la fedelta'e la resistenza nei momenti piu' difficili.La legge di iniziativa popolare "ero straniero" che e'stata presentata ma purtroppo non votata nella passata legislazione aiutera' l'inserimento. Le regole che propone per dare la cittadinanza sono restrittive (altri paesi europei hanno disposizioni piu'generose su questo diritto). La necessita'di integrare la seconda generazione di immigrati e'compito urgente,affidato anche alla scuola.
Mentre il presente pare ingovernabile il futuro non permette di farsi illusioni.L'instabilita' libica e' un problema collaterale (e sulla stabilita' algerina egiziana e del Marocco avrei molte riserve) poiche' i flussi migratorii sono causati su tutta l'Africa subsahariana dalla crisi economica dovuta al crollo dei prezzi delle materie prime,petrolio incluso,le siccita', l'inflazione e l'inurbamento selvaggio,oltre all'inasprirsi di tensioni politiche e militari in Sudan,Somalia ed Etiopia.In prospettiva, da qui alla meta' del secolo,la terrificante esplosione demografica della zona (in cui la popolazione dovrebbe raddoppiare secondo l'ONU)mentre il clima si riscalda e la qualita' del suolo continua a deteriorarsi insieme alla capacita' di nutrire la popolazione non offre tregua. Vi sono paesi in Africa che progrediscono significativamente come il Rwanda e L'Etiopia, ma ve ne sono altri come la Repubblica Democratica del Congo e la Nigeria che affondano in infinite guerre civili.La Germania e con essa l'Europa si stanno volgendo ad est ma l'Italia resta legata al suo destino geografico di ponte sul Mediterraneo verso l'Africa.

(Cecilia Clementel)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy