Garantire il diritto alla sicurezza

Pubblicata il 9 maggio 2018

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Garantire il diritto alla sicurezza
Lugo (Ra). Il tema della sicurezza è ormai un tormentone, difficile da affrontare e da risolvere. Ne abbiamo parlato con il sindaco referente perl'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Daniele Bassi, sindaco di Massa Lombarda.

Partiamo dall'inizio.

“Siamo molto impegnati dall'inizio della legislatura ad affrontare come prioritario il tema che riguarda le politiche pubbliche di sicurezza. In particolare si è registrata una forte attenzione alla dimensione locale e di conseguenza, alla cosiddetta "sicurezza urbana", che comprende come ambiti di intervento alcuni fenomeni non criminali o al confine di comportamenti illegali che possono comunque influenzare la percezione della sicurezza nelle città.
Un esempio sono le cosiddette "inciviltà", concetto utilizzato per racchiudere entro una stessa definizione azioni diverse quali scrivere sui muri, compiere atti di vandalismo contro arredi urbani, disturbare la quiete pubblica con schiamazzi notturni, ecc.
Un altro esempio è il degrado urbano e/o sociale, che chiama in causa anch'esso fenomeni molto diversi, dall'incuria degli spazi verdi al consumo di droghe o bevande alcoliche in luogo pubblico, dalla prostituzione per strada all'accattonaggio molesto, ecc.
Fenomeni che, seppur diversi tra loro, godono di alta visibilità sociale e possono aumentare il senso di insicurezza dei cittadini.
Assume quindi straordinario valore la firma del "Patto per la sicurezza" tra i nove sindaci dell'Unione della Bassa Romagna e il Prefetto della provincia di Ravenna. Si tratta di un documento concreto e di prospettiva, elaborato con pazienza e tenacia.
Due sono le parole chiave del Patto: responsabilità e convivenza, perchè è con il senso di responsabilità messo in campo da tutti che si definiscono regole di convivenza condivise.
E' indispensabile compiere i necessari passi in avanti che consentano a tutti gli attori istituzionali di svolgere non solo la propria parte, ma di concorrere a rafforzare lo spirito di collaborazione.”

Ma sono tante le sicurezze di cui si parla
“Infatti "Sicurezza" è un termine che io declino al plurale.
Il termine assume significati diversi in base all'aggettivo che può essergli affiancato, come "sicurezza pubblica", "urbana", "sociale", "ambientale", "sanitaria"; o in base al tipo di pericolo fronteggiato o di strumento di protezione adottato.
Pensiamo a quanto c'è di nuovo nella definizione di sicurezza urbana con riferimento, ad esempio, al decoro e alla rigenerazione urbana quali principali fattori nella percezione della sicurezza.
Le tre dimensioni della sicurezza, specialmente urbana, consistono dunque nella tutela dell'ordine pubblico e del contrasto a fenomeni di criminalità, nei comportamenti che pregiudicano l'ambiente urbano o disturbano la convivenza civile e nei problemi connessi ai mutamenti della morfologia sociale e demografica della città.
Il Patto per la sicurezza concorre a promuovere: la sicurezza come diritto primario dei cittadini e che concorre alla qualità della vita; l'urgenza di dare risposte all'aumentata domanda di sicurezza dei cittadini; la necessità di provvedere a interventi da affiancare a quelli tradizionali, attraverso prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione dove e quando occorre.
Prioritario è il controllo sociale preventivo, che si può esercitare in varie forme e che privilegia interventi, azioni e buone pratiche (e quindi parliamo di strumenti non coercitivi) per garantire qualità della vita e coesione sociale, privilegiando la collaborazione tra istituzioni e cittadini stessi.”

E anche la situazione generale è molto complessa.
“Siamo consapevoli che capire cosa è giusto fare non è mai semplice, in quanto la nostra coerenza è messa quotidianamente alla prova da una realtà irta di contraddizioni.
Affrontarle, le contraddizioni, provare a smuoverle è un esercizio di responsabilità, senza nascondere i problemi, anzi affrontandoli tutti i giorni, in particolare quelli più complessi.
Se riceviamo una collaborazione reale è più facile.
Ciò è possibile con un dialogo sincero, serrato, aspro se occorre, ma sempre improntato al bene comune, sapendo che a volte ci troviamo di fronte, oltre alle questioni vere, anche paure, fantasmi alimentati ad arte da chi vuol costruire un pezzetto di consenso e poco altro.

E i sindaci cosa possono fare?
“I sindaci devono poter contare su un'arma in più per garantire la sicurezza dei cittadini: la legge.
Bene la riduzione dei tempi per il riconoscimento del diritto di asilo e di quelli per il ricorso in caso di diniego di permesso di soggiorno. Positiva è anche la valutazione dei sindaci rispetto alla previsione che i migranti in prima accoglienza contribuiscano e si integrino nella comunità prestando attività di volontariato per lavori di pubblica utilità.
Occorre riconoscere da parte di tutti che la gestione efficace dei flussi passa necessariamente da un'alleanza forte tra governo e amministratori locali. E in questa provincia il coordinamento, le decisioni assunte, il continuo coinvolgimento dei comuni da parte della prefettura hanno e stanno oggettivamente rappresentando un valore aggiunto.
In questi anni il nostro obiettivo prevalente è stato quello di investire nella strumentazione che potesse garantire una sicurezza stradale e a seguire anche ingenti risorse per cercare di garantire sicurezza urbana.”

Facciamo qualche esempio.
“I comuni della Bassa Romagna in questi anni hanno - in modo dinamico - implementato e ottimizzato i propri sistemi di videosorveglianza.
Da ultimo, sono stati investiti 290.000 euro per il progetto dei varchi, che consentiranno un puntuale presidio degli accessi al territorio, a cui vanno aggiunti 270 mila euro per ulteriori investimenti per il potenziamento di videosorveglianza, strumentazioni, presidi informatici per la Polizia Municipale, ecc. Ciò si è reso possibile anche grazie ad alcuni bandi regionali che ci hanno visto prevalere, accedendo in tal modo a specifici contributi.”

Il ruolo della polizia locale.
“La Polizia Locale nonostante la cronica carenza di organico continua a garantire con enormi sforzi un servizio continuo e capillare sul territorio essendo presente anche con più pattuglie su tre turni di servizio per 365 giorni l'anno.
Organico che comunque abbiamo incrementato investendo nell'assunzione di dieci nuovi agenti di polizia locale (oltre il 15% del totale ora in servizio) che permetteranno di rendere ancora più efficace l'opera di presidio e controllo del territorio. Si è reso pertanto necessario intervenire sulla struttura organizzativa per qualificare ulteriormente le competenze e le funzioni della Polizia Municipale, in un'ottica di maggiore rispondenza al raggiungimento degli obiettivi previsti dagli strumenti di programmazione e pianificazione e per perseguire più efficacemente le direttive della Giunta dell'Unione, delineando compiutamente i diversi profili di responsabilità, l'organizzazione dei servizi, le competenze, al fine di migliorare gli standard di servizio, impiegando in modo più efficiente le risorse.
Obiettivo pienamente raggiunto con il nucleo infortunistica ad esempio che rileva la quasi totalità degli incidenti su tutti i territori sgravando le altre forze di polizia.
E' questa funzione così multiforme che fa della Polizia Locale il primo regolatore sociale per affermare il rispetto delle regole e la corretta convivenza.
Come per gli anni precedenti, intendiamo proseguire nell'obiettivo di realizzazione di un sistema integrato di sicurezza urbana, nella quale la Polizia Locale ricopra un ruolo fondamentale di promozione di interventi finalizzati al miglioramento della percezione della sicurezza e alla riduzione del fenomeno della microcriminalità (furti, danneggiamenti, disturbo della quiete pubblica) e fruibilità del territorio per la realizzazione dei quali sono stati previsti servizi straordinari congiunti con le altre Forze dell'Ordine, Polizia di Stato, Comando dei Carabinieri e Guardia di Finanza, al fine di ottenere una capillare presenza sul territorio.
Occorre operare affinché la percezione della sicurezza sia diffusa nelle comunità, specie in questi ultimi tempi contrassegnati da frequenti episodi di microcriminalità che sono vissuti con profondo allarme e timore.
I numerosi incontri e le molteplici assemblee pubbliche organizzate dall'Unione e dai singoli comuni dall'inizio della legislatura, in collaborazione e grazie alla qualificata presenza dei rappresentanti delle forze dell'ordine dello Stato e della polizia municipale, hanno sempre registrato una partecipazione numerosa e attiva dei cittadini.

Che dire dei gruppi di vicinato?
“L'esito di questi momenti di dialogo, ascolto e confronto, ha prodotto un importante coinvolgimento dei cittadini, attenti a ciò che accade nel territorio, per svolgere un ruolo di prevenzione, purché indirizzato correttamente con puntuali segnalazioni alle forze dell'ordine.
Basti pensare, e non è quindi frutto del caso, che ad oggi circa il 20% della popolazione della Bassa Romagna è impegnata in progetti di controllo sociale del territorio, attraverso i gruppi di vicinato, creati con il coordinamento e con il sostegno delle amministrazioni comunali e le forze dell'ordine.
La stessa Regione Emilia Romagna, che ha recentemente pubblicato un vademecum per il controllo di vicinato sulla base delle esperienze delle polizie locali regionali, ha rappresentato la Bassa Romagna come uno degli esempi più virtuosi.
Tutto ciò a dimostrazione del fatto che l'attenzione dei sindaci della Bassa Romagna al tema della sicurezza è un fatto riconosciuto e può aiutare a consolidare il senso di appartenenza alle nostre comunità, a questo territorio, con l'obiettivo di continuare a farlo crescere partendo da una rinnovata coesione sociale.”

(m.z.)

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