Nel nome delle donne ventuno aree verdi del territorio

Pubblicata il 17 maggio 2018

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Nel nome delle donne ventuno aree verdi del territorio
Imola. Ventuno nomi di donne che hanno contribuito in modo decisivo al progresso culturale, scientifico, sociale, economico e politico, dal 9 maggio scorso identificano altrettante aree verdi del territorio comunale. Sono quelli di Tina Anselmi, Hannah Arendt, Emanuela Sansone, Ondina Valla, Sibilla Aleramo, Teresa Gullace, Anna Maria Mozzoni, Maria Grazia Lombardi, Giuseppina Strepponi, Vittoria Guadagnini, le sorelle Mirabal, Rita Levi Montalcini, Nella Marcellino, Vittorina Dal Monte, Margherita Hack, Giulia Cavallari, Giovanna Tabanelli, Hina Saleem, Ildegarda di Bingen, Audre Lorde, Sabina Santilli.

L'inaugurazione dei nuovi toponimi si è svolta simbolicamente presso l'area verde accanto al parcheggio della Bocciofila che costeggia il Canale dei Molini, da oggi intitolata alle Lavandaie. La commissaria straordinaria Adriana Cogode e la Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola hanno scoperto la targa che ricorda la fatica del lavoro di cura affidato, da sempre, alle donne. Si è chiuso così un percorso di oltre due anni svolto dalla Commissione, teso a colmare il notevole squilibrio di genere nella toponomastica della città. A tal fine è stata inoltre sottolineata l'esigenza di un nuovo regolamento comunale che adotti criteri di pari opportunità nell'assegnazione dei toponimi, annullando innanzi tutto il divario consolidato con un'azione positiva transitoria di riequilibrio dell'esistente.

Il suddetto percorso si è sviluppato in linea con la proposta dell'Associazione nazionale sulla toponomastica di genere, patrocinata dal Senato della Repubblica e assunta in seguito dal Ministero dell'Istruzione , dell'Università e della Ricerca (MIUR)  finalizzata a promuovere un impegno istituzionale per l'affermazione della cultura di genere come fattore di riequilibrio della conoscenza e della visibilità del ruolo delle donne nella storia della comunità. Già alcune scuole imolesi avevano avviato un lavoro giunto a sintesi con l'indicazione di nomi (alcuni dei quali recepiti dalla delibera comunale sulle aree verdi) fra cui quello di Bianca Bizzi poi assegnato alla scuola secondaria di primo grado in Pedagna. La Commissione Pari Opportunità ha riconosciuto nella proposta dell'Associazione nazionale un'occasione importante per dare un proprio competente contributo a concretizzarne le finalità. Un passo su un cammino ancora lungo verso l'affermazione di una cultura di genere che restituisca piena dignità alle donne come componente imprescindibile della comunità sociale protagonista delle vicende storiche.

Il valore della toponomastica
L'assegnazione di nomi ai luoghi del territorio ha una funzione di orientamento e di identificazione dei luoghi stessi ma è altresì la testimonianza di una storia collettiva locale e non che ci riguarda tutti/e, la cui conoscenza è consapevolezza di un'identità collettiva, di una cultura che ci appartiene e a cui apparteniamo. Per questo il riequilibrio fra toponimi maschili e femminili è un'azione culturale non formale né di principio, che riconosce il contributo dato dalle donne alla formazione dell'identità e della storia comuni. Contributo quasi sempre invisibile nella storia ufficiale che finisce così per privare i/le cittadini/e in particolare le generazioni più giovani di una componente fondamentale della formazione di una visione compiuta della realtà e del mondo. 

Storie oltre i nomi
Grazie alla Fondazione della Cassa di Risparmio quel percorso è sintetizzato in una pubblicazione che racconta le storie delle donne a cui sono state intitolate le aree verdi e presentata contestualmente all'inaugurazione. “Storie che hanno finito per tessere una tela col proprio tempo storico, affrontandone con coraggio le asperità, contrastandone gli schemi pregiudiziali e di angustia culturale, imparando dalle sofferenze, dalle privazioni di natura sociale, economica e sessista, il valore di essere, in libertà. Storie straordinarie e al contempo ordinarie, che tanto hanno in comune con quelle di milioni di altre donne” (dalla prefazione).

La pubblicazione è disponibile presso gli Istituti culturali e nelle sedi delle Associazioni femminili imolesi nonché sul sito internet del Comune di Imola nell'area dedicata alle Pari Opportunità.

 

(v.g.)

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