I volti "dolorosi" di Matteo Sbaragli

Pubblicata il 18 giugno 2018

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Collana Atelier 01 - Matteo Sbaragli from DOC - Arte Romagna on Vimeo.



Imola. Inizia con la pubblicazione di questo primo video la collaborazione con il DOC (Centro documentazione delle Arti moderne e contemporanee in Romagna) istituito nel 2015 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola.
In particolare verranno pubblicati i documentari realizzati dal DOC che hanno l'obiettivo di raccontare gli artisti romagnoli nei loro luoghi di lavoro, quindi di valorizzare le Arti moderne e contemporanee in Romagna. Brevi, curati nei minimi particolari, con ottima musica di sottofondo, ognuno di questi mini documentari è dedicato a un artista romagnolo vivente, ripreso nell'intimità del suo luogo di lavoro.
Quello che voi vedete è solo la parte terminale del lavoro svolto dal DOC, infatti per ogni artista sono raccolte ore di immagini, che resteranno a memoria del suo lavoro.
La Fondazione Cassa di risparmio di Imola è l'unica in Italia ad avere una collana di video, un formato che, a differenza del cartaceo, permette la diffusione sui social e ha, quindi, una maggiore capacità comunicativa. Al termine racconterà ben 100 storie di artisti romagnoli, costituendo anche un importante strumento di promozione per la loro attività.

Il primo video: Matteo Sbaragli
Matteo Sbaragli ha frequentato il Liceo Artistico di Ravenna e si è laureato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2005, assieme ad altri giovani artisti forlivesi, dà vita al gruppo Mandra (nel senso autoironico di ammassamento di bestiame o di persone moralmente amorfe o spregevoli) che dagli originari otto fondatori è passato agli attuali quattro: Matteo Sbaragli, Jacopo Flamigni, Carlo Rivalta e Daniele Angelini. Il gruppo svolge attività nei campi dell'installazione, della video-arte e dell'arte concettuale con finalità anche provocatorie e dissacranti nei confronti della situazione artistica locale. Questa sorta di ribellismo neo-futurista non obbliga, però, le carriere individuali che si sviluppano indipendentemente dalle finalità del sodalizio. Come pittore Sbaragli è apertamente figurativo e si dedica, quasi esclusivamente, a ritratti di grande formato. Partendo da fotografie di personaggi comuni, l'artista le trasforma, con tecnica precisa e memore di grandi maestri americani dell'oggettività, in forme simboliche di un disagio. I volti, in parte meticolosamente riprodotti fin nel più intimo dettaglio, subiscono parziali deformazioni o offese, vengono tradotti in colori innaturali, hanno parti incompiute, vengono percossi da violenti getti di colore oppure, staccati dal corpo, assumono aspetti inquietanti. Bilanciando abilmente realtà e immaginazione, Sbaragli ritrae, in fondo, una realtà dolorosa: quasi una carrellata di volti usciti da una camera autoptica o da un manuale illustrato di criminologia. Un mondo violentato che la forte carica espressiva della pittura di Sbaragli affronta non con il cinismo tipico della società contemporanea ma quasi con antichi sensi di pietà e di compassione. Oltre che su tela Sbaragli dipinge su fogli di alluminio e su lastre di plexiglass dipinte sia sul fronte sia sul retro. Sbaragli ha esposto in numerose mostre collettive di ambito locale (Forlì, Rimini, Dovadola, Russi e Faenza) e ha tenuto poche mostre personali, anche di incisione.

Il DOC
È il primo esperimento in Italia di questo genere e raccoglie in un unico contenitore – www.arteromagna.it – centinaia di artisti e di opere, biografie, pubblicazioni e acquisizioni. Il “DOC, Centro di documentazione delle Arti in Romagna”, come un museo online, riunisce il mondo delle arti romagnole moderne e contemporanee grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Partendo dalle mostre realizzate, molte delle quali riguardano appunto la realtà artistica e culturale romagnola, la Fondazione ha ritenuto opportuno proseguire in questo campo d'indagine, attraverso lo studio del Comitato scientifico (formato dal presidente Andrea Emiliani, storico italiano dell'arte e presidente dell'Accademia Clementina, dal vice presidente e curatore scientifico Franco Bertoni, critico d'arte e direttore del Museo Ugonia di Brisighella, da Roberto Balzani, storico e studioso, dalla direttrice del Museo di Imola Claudia Pedrini, da Sergio Baroni, esperto di antiquariato e conoscitore dell'arte romagnola del Novecento, da Francois Burkhardt, già direttore del Centre Pompidou di Parigi. Per la Fondazione di Imola ne fanno parte Evaristo Campomori, il Marchese Gianfranco Selvatico Estense, Giuseppe Savini, responsabile culturale della Fondazione e Giovanni Vignazia, segretario del Centro) creando un organismo strumentale e informativo in progress, che avrà come compiti quelli di promuovere, documentare e valorizzare gli artisti operativi in Romagna dagli inizi del secolo scorso ad oggi, raggiungendo l'obiettivo di offrire al pubblico e alla critica una occasione di visione complessiva e agli artisti romagnoli, ai musei locali e agli enti – pubblici e privati – l'opportunità di una maggiore circolazione delle proprie attività.

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