Destra e sinistra per me pari sono

Pubblicata il 5 luglio 2018

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Nell'attuale stato delle cose, nell'evolversi decisamente troppo rapido della tecnologia e delle sue relative applicazioni, nella situazione dei mercati (internazionali e nazionali) che si affidano sempre più a innovazioni a volte decisamente forzate, nelle mutazioni sociali purtroppo sempre più spesso orientate dall'immediata convenienza o semplicità piuttosto che a una logica strutturale, risulta assi difficile individuare (e tanto meno predire) una via da seguire in grado di assumere i tratti, non di una vera e propria soluzione, ma anche solo di una lieve panacea.

La statistica ci insegna poi che i risultati percentuali troppo spesso risultano essere definiti dal punto di osservazione, punto che, altrettanto troppo spesso, viene individuato a seconda della convenienza. Disastrose poi le scelte che vengono effettuate da discutibili personaggi come l'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America: America First si sta tramutando in Poor America! considerato che i risultati ottenuti hanno assunto l'effetto di minacciosi boomerang.

Il disagio sociale che ritengo sia universalmente noto e che ha assunto forma e manifestazione nelle ultime tornate elettorali, testimonia la validità di quanto sopra: fino a pochi anni fa i risultati delle consultazioni venivano definiti da lievissimi spostamenti, mentre ora le percentuali rappresentano realtà di vittorie schiaccianti o di sconfitte cocenti.
Tuttavia le analisi, le risultanze e le soluzioni di molti rappresentanti politici non lasciano spazio ai dubbi, alle incertezze, alla forza del dubbio: soluzioni certe e inequivocabili troneggiano nei talk-show e nelle interviste. Anche solo la possibilità di un lontano dubbio sembra svanire nelle limpide dichiarazioni del capetto di turno, in palese contrasto con quel quasi 50% di elettorato che ha rinunciato alla manifestazione di voto ben certo, purtroppo, che qualunque cosa accada nulla è destinato a mutare. Un classico esempio di saggezza popolare.

Un aspetto dovrebbe, a mio avviso, essere oggetto di attenta analisi, di profonda valutazione e, da chi dovuta, di pesante autocritica: la sintesi quasi identica che viene espressa da esponenti del rinnovamento, della destra e della sinistra. Ascoltare le critiche, l'esporre soluzioni e pronosticare risultati da parte di esponenti della Confindustria come Bonomi, ex-ministri come Calenda, provvisori segretari come Martina ed esponenti della destra come la Meloni, e farlo ad occhi chiusi, ci ridurrebbe alla noia più estrema in quanto ci parrebbe di riascoltare la medesima solfa più e più volte. Straziante e distruttivo.

Riscontrare che esponenti della sinistra (si fa per dire...) e personaggi di destra certa la pensino allo stesso modo fa prima sorridere, poi riflettere: come è possibile che la persona che ho davanti, quella che ho individuato come nemico, quella contro la quale mi sto battendo con unghie e denti la pensi esattamente come me? Come è possibile che ci si trovi su fronti diversi e a volte opposti in contemporanea con identiche vedute e valutazioni. Ho forse sbagliato nell'individuare il nemico?

Ben al di là dell'improbabile rissa causa identità di vedute, si riesce ad intravvedere una luce di verità fin troppo chiarificante: che ci sia chiaro o no, abbiamo ceduto lo scettro del comando alla leva dell'interesse, al profitto che ha assunto il ruolo di diritto, alla convenienza personale prevaricante rispetto al bisogno ed al diritto di tanti.
E questi poveri tanti, ondivaghi ed incerti, si dibattono nell'assurda speranza che qualcuno si faccia carico dei loro problemi, nella patetica rincorsa dell'ultima trovata tecnologica relativa alla comunicazione, nell'ennesima maschera che ci viene proposta come star dell'ultimo grido, nell'ultima auto che sa fare tutto da sola, nell'ultimo paradiso di mare o di montagna accuratamente preparato da seri professionisti che sanno bene come preparare la scena adatta alle nostre illusioni.

Un saggio orientale parlava della certezza di sostare sulla sponda del fiume in attesa che il cadavere del nemico passi davanti ai suoi occhi: non ne sono tanto convinto. Che sia maturo il momento di risalire la corrente per anticipare l'evento?

(Mauro Magnani)

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