"Ritorna il sogno del F1, ma quanti dubbi!"

Pubblicata il 3 settembre 2018

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Puntuale come l'alternarsi delle stagioni, il sogno della F 1 sulle rive del Santerno rivive nelle menti dei nostri amministratori, chimera sognante di lustrini e visibilità nazionale ed internazionale della nostra città.

Gli uomini si alternano ma la malattia permane: una malattia evidentemente contagiosa che rende nebuloso e imperscrutabile il lungo elenco delle priorità circa i bisogni della nostra Imola. Una piccola luce si intravvede all'orizzonte come un barlume di speranza: si parla, in caso affermativo per il grande ritorno del circo rombante sulla pista imolese, di un referendum indetto per lasciare la scelta ai cittadini.

Avremo tempo e modo per discutere di questa scelta che ad un primo esame profuma di democrazia ma che a ben vedere evidenzia tutti i dubbi di una scelta e non mancheremo di evidenziare alla città tutta la lunga serie di scelte alternative che, al contrario, lasciano intravvedere sicure prese di posizioni circa le vere priorità sociali, politiche, economiche, ambientali, salutistiche.

Proponiamo, allo scopo, un breve elenco degli interventi che si potrebbero realizzare con la spropositata cifra necessaria per il ritorno della "Ferrari" sull'autodromo: si riscontrano voci di decine di milioni tra ammodernamenti e messa a norma della pista e delle strutture sommati al compenso per il circo motorizzato.

Non ha importanza la provenienza del denaro: si tratta pur sempre di denaro pubblico. E con questa massa di denaro quanti medici si potrebbero assumere e pagare giustamente per rendere un po' più brevi le attese dei pazienti (sempre meno pazienti...) agli sportelli del locale ospedale? Quante buche sull'asfalto delle nostre strade potrebbero essere chiuse? Si potrebbe cominciare a (cercare di) risanare il tremendo incombere dell'inquinamento derivante dalla criminale scelta di stracaricare la discarica sulle colline fin troppo vicine alla nostra città? Si potrebbe dare una solida mano a quanti cercano di sopperire con il loro lavoro e abnegazione ed entusiasmo alla incolpevole miseria di chi non riesce neppure a procurarsi un pasto al giorno nella grande terra ricca della nostra Romagna? E della grande ricchezza del bellissimo parco ex Ospedale psichiatrico L. Lolli dove tra imponenti alberi di ogni tipo si trovano splendidi edifici in avanzato stato di abbandono che, se ammodernati e risanati potrebbero ospitare tutte le scuole necessarie alla nostra città? Finalmente localizzate in un unico insieme, al centro della zona abitata, in un'oasi di verde e di silenzio, di facile accesso ai mezzi pubblici e in una zona ricca di parcheggi?

Per il momento abbiamo finito l'elenco delle alternative ma non la rabbia per la stupidità e la cecità dei nostri amministratori, incantati nell'inseguire un mito già abbondantemente e irrimediabilmente sulla strada del tramonto, della fine, coperto dalla nebbia e dalla polvere del tempo e della storia. Ne riparleremo!

(Cittadini per un Autodromodiverso)

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