Lugo, parte la Fiera, ma….

Pubblicata il 9 settembre 2018

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Lugo (Ra). E' partita la Fiera Biennale di Lugo. Una buona occasione per fare il punto sul sistema produttivo e ci siamo rivolti al presidente della Cna, Nicola D'Ettorre.

La Fiera è sempre occasione per un bilancio sul passato e per guardare al futuro. Come è andato il passato biennio per le imprese del nostro territorio?
“Sarebbe semplice risponderle citando il numero di fallimenti delle imprese, delle attività commerciali, delle zone industriali sempre più deserte e dei cartelli esposti, affittasi/vendesi, sulle vetrine sfitte della nostra città e del nostro territorio. Credo invece sia importante non parlare più di crisi ma di una metamorfosi irreversibile che riguarda tutto il tessuto economico e che sta obbligando il sistema imprenditoriale a confrontarsi con un nuovo modo di fare impresa. Fatta questa premessa Innanzitutto bisogna analizzare com'è il rapporto tra economia e politica locale e valutare, se in questo nuovo contesto, questo rapporto sia cambiato in modo speculare alle esigenze del tessuto economico locale. Direi poco, molto poco rispetto alle nostre aspettative. Le faccio solo un piccolo esempio: sono molti mesi che chiediamo una mappatura delle zone artigianali dismesse per concertare con le istituzioni un progetto di rilancio. Ci è stato promesso che durante questa fiera verrà presentato.”

Da diversi anni è aperta la questione del rapporto con il comune di Lugo. Noi abbiamo ascoltato il parere di alcuni imprenditori e dalle loro risposte emerge un riflessione sconsolata: la città non si occupa delle imprese e sembra più orientata ad essere un luogo del tempo libero. Lei che ne pensa?
“La cultura è importante. Io stesso non perdo l'occasione di ripeterlo. Però la cultura da sola non salverà il nostro territorio. Bisogna agire con maggiore decisione, in questo particolare momento, sull'economia locale attivando delle vere relazioni costruttive non di facciata. Sicuramente non la penseremo tutti allo stesso modo ma dobbiamo viverlo come un punto di forza non di debolezza. Se fossimo tutti sempre d'accordo non si alimenterebbero discussioni costruttive per far crescere il nostro territorio. È questo il messaggio che da quando sono presidente cerco di lanciare ma non ho ancora ricevuto risposta. Dobbiamo partire dal principio che : tutti lavoriamo per un fine comune, il benessere sociale ed economico di tutte le persone che rappresentiamo e non dobbiamo cadere nel tranello del campanilismo che certo non aiuta nessuno. Da parte nostra non c è nessun pregiudizio, non vogliamo mettere in difficoltà nessuno. Vogliamo solamente lavorare per migliorarci e migliorare."

Si può prevedere, in tempi ragionevoli, una svolta?
“Se per svolta economica, nelle condizioni attuali, i tempi sono ancora lunghi perché non è ancora stata pianificata una vera azione di rilancio. Invece a livello politico non manca molto per capire se il tessuto locale è contento della attuale amministrazione che ci sta governando.”

(m.z.)

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