Filctem, Roncassaglia confermata fa il punto: "Direzione Hera non vuole il confronto"

Pubblicata il 13 ottobre 2018

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Filctem, Roncaglia confermata fa il punto: "Direzione Hera non vuole il confronto"
Imola. Il 3° congresso della Filctem Cgil di Imola, svoltosi venerdì 12 ottobre, ha confermato alla guida della categoria Tiziana Roncassaglia Menghetti all'unanimità con 23 voti a favore.

Nella sua relazione la segretaria generale della Filctem imolese ha tracciato un quadro completo della situazione territoriale nei comparti di competenza della categoria, ceramica, gomma plastica, tessile, chimica, vetro. "La pesante crisi che ha investito il nostro Paese negli ultimi 10 anni - ha sottolineato Roncassaglia Menghetti - ha avuto forti ripercussioni in questi settori che hanno pagato un prezzo elevato, soprattutto in termini di occupazione, e le donne come sempre sono state quelle più penalizzate. Come categoria abbiamo continuato a gestire situazioni di emergenza, contrattazione difensiva, ma non solo. Nelle realtà produttive che sono sopravvissute alla crisi e ora continuano a crescere si torna a discutere anche di contratti aziendali, di rinnovi e costituzione di Rsu".

SETTORE TESSILE
Nell'ultimo anno hanno chiuso definitivamente le aziende che ancora erano sopravvissute alla crisi del comparto, che è stato tra i primi ad accusare, dal 2008 in poi, i contraccolpi dovuti principalmente alla concorrenza dei Paesi emergenti. Attualmente sul territorio resistono piccole realtà, ma faticano enormemente e non riescono a far fronte neppure al pagamento puntuale degli stipendi.

SETTORE GOMMA PLASTICA
All'Irce, che attualmente occupa 240 dipendenti, pur facendo ancora ricorso all'ammortizzatore sociale per alcuni reparti, si parla anche di investimenti e si creano nuove sinergie per essere sempre più competitivi sul mercato. L'Irce è una realtà industriale del nostro territorio in cui le relazione sindacali non sono sono mai state semplici, a parte l'ultimo accordo aziendale. Ogni tornata di rinnovo ha visto da parte della Cgil la proclamazione di scioperi e mobilitazioni. In questo momento siamo in piena trattativa per il rinnovo dell'Integrativo, in cui, oltre a richieste di aumenti economici, siamo a richiedere sopratutto anche il rispetto delle norme sulla sicurezza e ambientali, grazie anche all'ottimo lavoro che stanno svolgendo i nostri Rls in azienda. Per quanto riguarda la Wegaplast, azienda che era riuscita ad uscire indenne dalla crisi, non avendo subito significativi cali di ordini, siamo ora in una situazione che desta qualche preoccupazione e necessità di un confronto con il Consiglio di Amministrazione a cui nei prossimi giorni chiederemo un incontro.

SETTORE CHIMICO
Ci sono anche realtà che continuano a crescere, nel comparto della piccola e media industria chimica spiccano aziende come la Packaging Imolese, che è stata acquistata nel 2016 dal Gruppo Deco di Bagnacavallo. Da azienda non sindacalizzata, siamo passato ad un tesseramento del 30%, abbiamo costituito la Rsu (4 componenti, tutti Cgil), abbiamo sottoscritto il primo accordo aziendale, e cosa ancora più importante, abbiamo visto aumentare a dismisura le persone che partecipano alle nostre assemblee. Il nostro prossimo impegno sarà mettere in campo una tutela di filiera all'interno dell'azienda, considerando le diverse cooperative ed i tanti lavoratori somministrati a cui ricorre l'azienda.

SETTORE CERAMICO
Per l'ex Cerim, poi MaKer, poi dal 1° gennaio 2017 Florim, essendo stata incorporata nel Gruppo modenese, il 2017 è stato l'anno della svolta. La famiglia Lucchese, grande azionista del Gruppo, ha deciso di scommettere sullo stabilimento di Mordano, investendo oltre 80 milioni per realizzare un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di grandi lastre. Nuovo stabilimento e nuove tecnologie (prevalentemente Sacmi): insomma una fabbrica 4.0. Ciò ha comportato dalla primavera del 2017 ad oggi, all'assunzione nello stabilimento di Mordano di 66 persone, la cui età media è di 36 anni, di cui il 90% uomini.I dipendenti Florim in Italia sono passati dai 987 del 31 dicembre 2016 ai 1100 del 31 dicembre 2017. Da parte sindacale, in questo caso quasi esclusivamente Filctem, sono partite le rivendicazioni di carattere economico e normativo: prima tra tutte la vertenza per il recupero del differenziale economico del pagamento degli ammortizzatori negli anni 2014/2016, che hanno portato ad un cospicuo risarcimento per 60 dipendenti. Richiesta di passaggi di livello e l'avvio del rinnovo dell'accordo aziendale, l'ultimo sottoscritto risaliva al lontano 2008. Al momento siamo nelle condizioni di sottoscrivere nei prossimi giorni l'ipotesi di accordo da sottoporre al voto dei lavoratori.
L'accordo sulla riduzione d'orario in Coop. Ceramica parte invece da molto lontano, in pratica dall'incontro al Circondario Imolese, nel giugno 2013, in cui il presidente Stefano Bolognesi dichiarò 500 esuberi strutturali destinati ad aumentare ulteriormente. Da quell'annuncio in poi, come categoria, si è sempre lavorato per trovare una soluzione che fosse, per quanto riguarda le maestranze, la più sostenibili possibile. Il percorso dell'azienda fino ad ora ha visto susseguirsi accordi sull'incentivazione di uscite volontarie di personale. Nel 2009 l'azienda contava 1945 dipendenti contro i 1178 attuali, con una perdita di 767 posti di lavoro. Sono state utilizzate negli anni tutte le forme di ammortizzatori sociali, dal contratto di solidarietà fino alla Cassa in deroga, per arrivare all'estate di quest'anno, momento in cui l'azienda dichiarava ancora 100 esuberi e le settimane di ammortizzare di cui poter usufruire fino al settembre 2020, più o meno una decina. La trattativa che ha portato all'accordo di riduzione d'orario in Coop. Ceramica ci ha impegnati sia a livello professionale che personale, sono stati mesi di tensione, di conteggi infiniti, di discussioni anche al nostro interno, ma ritengo che l'accordo sottoscritto sia il meglio che potessimo raggiungere data la situazione, e che la delegazione trattante Cgil, pur nelle sue diverse anime e punti di vista, sia riuscita trovare un punto equilibrio. In breve, l'accordo prevede che a fronte della riduzione d'orario per i lavoratori dei reparti coinvolti, ci sia da parte dell'azienda un'integrazione al reddito ed una copertura dei contributi per la pensione, con un versamento straordinario al fondo di settore. Ma il nostro impegno non si conclude con l'accordo, ora bisogna monitorare la situazione, trovare sempre nuove soluzioni per i problemi e le difficoltà che si presentano quotidianamente, con un occhio di riguardo per i lavoratori dei Servizi generali che, oltre ad essere i più penalizzati da un punto vista economico, sono anche i più deboli, non avendo molte possibilità di trovare nuove collocazioni lavorative in altre realtà produttive. Malgrado la trattativa sia stata lunga e complessa, a tratti aspri, dobbiamo riconoscere che l'azienda mai si è sottratta al confronto.

Chi invece si sottrae continuamente al confronto è la direzione aziendale di Hera. La riorganizzazione del Gruppo per filiere di servizi e non più per territori avviata nel 2013 ha comportato cambiamenti a tutti i livelli, comprese le relazioni industriali. Relazioni che sono diventate sempre più difficili negli ultimi anni, in cui l'azienda si sottrae continuamente al confronto anche per contrattazioni che sarebbero di natura strettamente territoriali, cercando di spostare a livello nazionale tutte le relazioni sindacali.

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