L'Ascom: "Troppo sommerso turistico nel circondario fa male agli alberghi"

Pubblicata il 15 ottobre 2018

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Nei giorni scorsi, nella sede della Confcommercio Ascom Imola si è tenuto un incontro degli albergatori del Circondario Imolese, dove erano presenti il presidente di Federalberghi Bologna Celso De Scrilli, il presidente di Al.ter.Im Gianfranco Montanari, l'assessore al Turismo-Sport e Grandi Eventi del Comune di Imola Maurizio Lelli, l'assessore al Turismo del Comune di Castel San Pietro Terme Tomas Cenni e il direttore Generale di Federalberghi Nazionale Alessandro Massimo Nucara. L'incontro, dedicato al turismo e all'accoglienza nel territorio del Circondario Imolese, è stata l'occasione per fare il punto e definire le prospettive su alcune problematiche rilevanti che gli imprenditori del settore devono affrontare nello svolgimento della loro attività, con particolare attenzione al rapporto con le amministrazioni locali.

Infatti, come sottolineato all'unisono dai due presidenti delle Associazioni degli albergatori, “buona parte dell'imposizione sulle attività di albergazione deriva dai livelli territoriali di governo, rispetto ai quali proponiamo di avviare confronti per rivedere e meglio valutare sia l'imposizione di Tari e Tasi per le strutture alberghiere del territorio che l'imposizione e l'utilizzo delle risorse derivanti dalla imposta di soggiorno”.

Il direttore generale nazionale di Federalberghi ha poi fatto il punto sull'operato della Federazione a livello nazionale: La Federalberghi ha avanzato al governo la richiesta di escludere gli immobili strumentali dall'Imu o, quantomeno, rendere tale imposta interamente deducibile dal reddito di Impresa.

All'incontro è stata poi presentata l'indagine “Sommerso turistico nel Circondario Imolese”, condotta e elaborata da Federalberghi in collaborazione con Incipit su dati inside Airbnb, dalla quale risulta come anche nel Circodario Imolese (come in tante zone d'Italia) il fenomeno dell'abusivismo ricettivo sia ben presente.

Dall'indagine presentata è emerso che ad agosto 2018, nel Circondario Imolese, risultavano disponibili su Airbnb.it 158 alloggi, in crescita rispetto ai 124 chei risultavano ad agosto 2016.
L'indagine ha rilevato che degli annunci presenti su Aribnb.it:
- il 51,27% era riferito ad interi appartamenti in cui non abita nessuno;
- il 60,13% era riferito ad alloggi disponibili per oltre sei mesi all'anno;
- il 50,63% era pubblicato da host che gestiscono più di un alloggio.
(Fonte: elaborazione Federalberghi/Incipit srl su dati Inside Airbnb)

La Federalberghi ha censito tutti gli alloggi disponibili sul portale Airbnb.it e, tramite la propria associazione territoriale facente capo a Confcommercio Ascom Imola, mette a disposizione delle Autorità locali competenti l'elenco rilevato. Ciò per permettere agli uffici e gli Enti competenti di svolgere gli opportuni controlli”.

Nell'incontro sono poi state richiamate le “4 grandi bugie” della cosiddetta sharing economy che provocano una tremenda concorrenza sleale alle strutture alberghiere:
- non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono alloggi;
- non è vero che si condivide l'esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all'affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno;
- non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all'anno;
- non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali.

Negli interventi degli Assessori al Turismo di Imola e Castel San Pietro Terme è stata dichiarata la massima disponibilità ad affrontare, nel breve, i temi affrontati nell'incontro.

Nel proprio saluto il presidente di Confcommercio Ascom Imola Gianluca Alpi ha ricordato che “le imprese alberghiere sono un punto nevralgico per intercettare i flussi turistici nazionali e internazionali e condurli al nostro territorio. Gli alberghi sono infatti la porta d'entrata che conduce ai nostri ristoranti, ai nostri esercizi commerciali e alle nostre attività della cultura, dello sport e dei servizi alla persona.” E' quindi “importante e necessario che enti locali e di governo si impegnino, assieme alle associazioni di rappresentanza, per risolvere situazioni di illegalità che costituiscono abusi e provocano danni agli operatori, alberghieri ed extralberghieri, che operano nel rispetto delle regole”.

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