Case popolari: bisogna recuperare una morosità di un milione e 300mila euro

Pubblicata il 15 ottobre 2018

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Case popolari: bisogna recuperare una morosità di un milione e 300mila euro
Imola. “Stiamo valutando il problema della morosità dei cittadini nelle case popolari. In alcuni casi, ci sono situazioni problematiche dovute alla crisi economica che colpisce ancora, mentre abbiamo dodici nuclei familiari in decadenza. Devono documentare la loro situazione patrimoniale. In un caso, abbiamo addirittura il superamento del patrimonio mobiliare per 520mila euro al posto dei 49mila previsti dalla legge mentre il reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) è di circa 24mila euro”. Così l'assessore alla Casa Ina Dhimgjini ha fatto un quadro dello stato dell'arte sul tema sempre insidioso del diritto alla casa popolare da quando si è insediata la nuova giunta del Movimento 5 stelle ricordando la linea: “Chi non avrà più la possibilità di rimanere dovrà andare via, ma valuteremo caso per caso. Se il superamento del tetto Isee sarà dovuto a un assegno di mantenimento o di invalidità, vedremo se potranno regolarizzarsi”.

La Dhimgjini puntualizza: “Il diritto a stare nelle case popolari va a chi ne ha bisogno e contemporaneamente ne rispetta le regole, non facciamo nessuna distinzione fra cittadini italiani o stranieri”. Infine, conclude l'assessore “con Acer stiamo valutando di dare possibilità agli abitanti in alloggi popolari di fare l'autorecupero, ovvero gli inquilini fanno dei lavori di miglioramento nelle case, del cohousing e di rivisitare lo sportello Casa in un'ottica di prossimità, ovvero di riportarlo in seno all'Amministrazione comunale mentre ora è gestito da Asp e Acer”. Ciò fa parte del rinnovo della convenzione che il vicepresidente di Acer, Marco Bertuzzi, ha definito molto positiva e ha detto di essere fiducioso possa essere rinnovata entro la fine del prossimo anno”. In Acer, c'è anche da sostituire nel cda Carmela Cappello, la sfidante perdente alle elezioni comunali di Imola dello scorso 24 giugno, che ora siede in consiglio comunale.

E' stato poi il turno del direttore di Acer Giuliano Palagi che ha sottolineato come “negli anni l'ammontare della morosità sia arrivato a quota un milione e 360mila euro euro dei quali oltre 600mila euro erano già trattati a livello amministrativo o legale dalla precedente amministrazione di Imola, perché non abbiamo nessun interesse ad arrivare allo sfratto, prima dell'insediamento della nuova giunta mentre per i restanti 700mila e rotti euro negli ultimi tre mesi sono state messe in moto tutte le pratiche ancora da trattare decidendo, d'accordo con il Comune, di far tentare agli avvocati di convincere le persone a pagare. Al momento, come Acer, riceviamo circa 50mila euro all'anno da pagamento dei canoni e morosità, ma tra agosto e settembre questa media è cresciuta, anche se vogliamo verificare quanto dipenda dal nostro lavoro e quanto, ad esempio, dagli effetti della riforma regionale della vicepresidente dell'Emilia-Romagna Gualmini".

E le occupazioni di case popolari? Per ora, conclude Palagi “abbiamo una sola occupazione abusiva, per cui siamo in attesa dello sgombero da parte delle forze dell'ordine mentre nel triennio 2015-2017 ci sono state quattro occupazioni senza titolo. L'idea è anche quella di controllare severamente tutta quell'area 'grigia' delle persone che stanno in casa legalmente, ad esempio per assistere un malato, ma fanno entrare gente che non ne ha titolo e che a volte commette anche reati".

(m.m.)

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