E' già al lavoro la Cia 4.0

Pubblicata il 17 ottobre 2018

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Imola. Abbiamo incontrato la direttrice nazionale della Cia, Rossana Zambelli, al termine di una riunione con i responsabili imolesi e abbiamo colto l'occasione per approfondire con lei i temi dei servizi alle imprese.

Oggi, in molti offrono servizi alle imprese; in che si distingue la Cia per giustificare il suo presidio in questo ambito?
“Siamo importanti per vari motivi. Innanzitutto il nostro primo obiettivo è quello aiutare l'agricoltore in tutti gli adempimenti che deve fare. Da una parte il nostro impegno è quello di semplificare e sburocratizzare perché da uno studio che abbiamo fatto alcuni anni fa emergeva che servivano 100 giornate per adempiere a tutti gli adempimenti burocratici e quindi ribadisco il primo obiettivo è semplificare gli adempimenti è finché questo fatto non si avvera vogliamo aiutare gli agricoltori e fa capire agli imprenditori che possono contare sui nostri tecnici per svolgere tutti gli adempimenti di cui hanno bisogno.
A questo elemento vogliamo aggiungere una consulenza di fiducia. Noi non vendiamo prodotti a noi piace pensare che gli agricoltori vengano in casa della Cia capire qual è lo strumento migliore per crescere e cambiare, per vendere e stare sul mercato.”

Quali a suo avviso le concorrenze più pericolose?
“Quelle che vengono da soggetti che promettono e non conoscono il settore e chiunque venda illusioni. Non basta saper fare una domanda, bisogna anche portarla a termine ed è qui la vera sfida.”

L'Italia, come sappiamo è il paese dei mille campanili. I modelli costruiti per una dimensione nazionale fanno a volte fatica a cogliere le differenze regionali. Come ovviare a questo problema?
“Ci riusciamo perché siamo presenti in tutte le regioni, in tutte le province e in 5000 comuni. Io sono il direttore nazionale ma soil direttore nazionale ma so che posso valermi di una rete di tecnici territoriali. Noi abbiamo una strategia ma la conoscenza è una conoscenza territoriale; questa è la nostra forza perché vogliamo essere il più vicino possibile alle imprese. Noi abbiamo il referente nel comune e se si tratta di una consulenza complessa sa a quali tecnici rivolgersi.”

E veniamo ad un altro grande tema. LA Cia dispone di una grande quantità di dati, di informazioni. Sta pensando di utilizzarli per essere ancora più puntuale nei servizi alle imprese agricole?
“La risposta è sì e vediamo come. Come Cia abbiamo un sistema online dal 2006, quindi 12 anni fa abbiamo messo mano a tutte le procedure e abbiamo dato vita al Sicia (sistema informativo Cia). Oggi disponiamo a livello nazionale di una banca dati importante che i colleghi possono interrogare anche per anticipare i bisogni degli agricoltori E se l'agricoltore non viene noi, grazie ai dati di cui disponiamo, stimolarlo ad essere presente alla situazione. A questo aggiungiamo i temi dell'agricoltura di precisione, dell'agricoltura 4.0 quattro. E' un tema nuovo per tutti, ci cimentiamo anche noi in maniera innovativa partiamo dalla vitivinicoltura e dalla olivocoltura , stiamo poi facendo un progetto sperimentale, con Unipol, per i giovani per tracciare lungo la filiera e dare un valore aggiunto a quelle aziende che possono, meglio descrivere, nella filiera, quello che l'azienda dà in termini di prodotto. A questo si aggiunge la possibilità di intervenire sui fattori della produzione, per esempio attraverso centraline meteorologiche posso dare delle allerte per ottimizzare l'uso dei trattamenti. Poi di alcuni nostri giovani si sono offerti di provare ragionare sulla scatola nera per i trattori. Insomma stiamo lavorando su questa strada e anche noi stiamo valutando come utilizzare i big data e per noi vuol dire utilizzarli maniera buona. Oltre al fatto che dobbiamo difenderci dai pirati informatici. Il futuro, in ogni caso, è lì e dobbiamo andare sempre di più verso un'agricoltura di precisione.”

(m.z.)

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