Pd in (con) fusione, pioggia di no sul voto per unire i comuni

Pubblicata il 17 ottobre 2018

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Pd in (con) fusione, pioggia di no sul voto per unire i comuni
Castenaso (BO). Si è consumata qui, in un paese di circa 16mila abitanti in provincia di Bologna, la nuova sconfitta del Pd sulle fusioni di comuni. L'onda lunga di quella serie di “no” già espressa nell'imolese dai comuni della vallata del Santerno nell'ottobre di due anni fa.
La tempesta perfetta che ha mostrato una scollatura - che oramai pare insanabile - fra le amministrazioni emiliano-romagnole a targa partito democratico e i cittadini che non condividono più le scelte “calate dall'alto”.

Castenaso non è solo un paese di provincia come tanti. Qui la sorella di Matteo Renzi, Benedetta, è stata fino a poco tempo fa assessore. E, sempre qui, risiedono e ne sono originari i fratelli Conticini, quelli dei fondi Unicef di cui tanto si è parlato in questi ultimi tempi. Insomma un comune “renzianissimo”, che indubbiamente è possibile considerare, meglio di altri, un laboratorio per analizzare lo “stato di salute” attuale del Pd.

Della vicenda ne abbiamo parlato a caldo con Fabio Selleri, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle della città villanoviana. Consigliere, cosa ha vinto il 7 ottobre?
“E' un giorno importante, gli elettori hanno scelto di conservare un presidio di democrazia come il nostro Comune. Il lavoro che abbiamo fatto insieme agli altri gruppi di opposizione e al Comitato No fusione è stato premiato oltre ogni aspettativa. Non si tratta solo della bocciatura di un progetto sbagliato, che ha cercato di irretire i cittadini con promesse di opportunità economiche ed efficientamenti organizzativi inesistenti; si tratta della fine di un ciclo”.

Cosa rimane ora del Partito democratico?
“Il Pd, dopo avere sposato le teorie aziendalistiche care alla grande finanza, dal 2014 tenta insistentemente di spingere l'Italia sulla strada dello svuotamento delle istituzioni e delle autonomie locali. Prima con la riforma costituzionale Renzi-Boschi, poi con la legge Delrio che ha imposto alle regioni obiettivi assolutamente immotivati e lontani dalla Carta costituzionale, come la riduzione a 300 del numero di comuni emiliani. Da due anni i cittadini bocciano in modo sistematico questi attacchi: no alla riforma costituzionale nel 2016, un crollo verticale nei consensi Pd alle ultime elezioni politiche ed ora la disfatta annunciata di questo progetto di fusione, perseguito con insistenza incomprensibile”.

Cosa farete ora, l'anno prossimo a Castenaso si vota per eleggere il sindaco...
“Ora occorre voltare pagina. I cittadini stanno riprendendo in mano la Politica, quella con la P maiuscola. Siamo stanchi di dire no a progetti sbagliati; a maggio ci saranno le elezioni amministrative, sarà un'ottima occasione per chiedere a chi sbaglia tutto da anni di fare un turno di riposo, permettendo ad altre forze politiche di portare avanti progetti a cui si possa dire finalmente qualche sì”.

(Verner Moreno)

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