Con.Ami, al di là delle polemiche qual è la reale situazione del Consorzio?

Pubblicata il 18 ottobre 2018

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Con.Ami, al di là delle polemiche qual è la reale situazione del Consorzio?
Imola. Lodevole l'aspetto prudenziale di uno dei Consorziati (Stefano Golini, sindaco di Mordano) circa il "gioiello" capace di creare ricchezza come null'altro nei nostri territori, ma degno di precisazioni il contenuto della dichiarazione. Vediamo perché.
"Il Con.Ami è patrimonio comune: non può essere depredato a colpi di maggioranza!": giusto e condivisibile se non fosse che proprio per l'intervento (tempestivo?) da parte dell'ex sindaco Manca, alla fine del suo secondo mandato e giusto in tempo prima della sconfitta molto pesante alle ultime elezioni amministrative, si è stabilito che le decisioni non vengano prese a maggioranza di quote rappresentative, ma a maggioranza dei partecipanti al Consorzio. Di per sé l'intervento appare lodevole e denso di valore democratico (rinunciare alla maggioranza sicura per condividere con tutti gli altri partecipanti il peso della decisione ci riporta all'antico, all'antica Atene), ma la tempistica appare carica di dubbi. Quindi, traendo le conclusioni, Golini sbaglia affermando che non sia corretto "depredare" il Con.Ami a colpi di maggioranza: per farlo (depredare che brutto termine...) occorre ora la maggioranza dei Comuni consorziati.

Corretto e condivisibile il dubbio circa il momento: le dimissioni del presidente Manara e della quasi totalità del Consiglio di amministrazione rendono problematica (e forse scorretta dal punto di vista legale) un'azione di intervento sulle riserve consortili. Al contrario, evidenziare, quale fattore di rischio, il ridotto accantonamento a riserva ( Fondo Riserva, bilancio 2017 € 3.696.904) non è condivisibile, in quanto l'attuale ammontare di accantonamento risulta tale per un'operazione effettuata tra le gestioni 2015/16 che evidenzia il saldo a riserva diminuito di ben 11.300.000 € confluito a Capitale consortile: nulla quindi assimilabile a carenza strutturale o a rischio produttivo o gestionale, ma scelta del Consiglio di amministrazione, sicuramente concordata con i Comuni consorziati (negli stessi anni di gestione il Capitale consortile passa da € 276.903.762 a € 285.793.747: lo stesso identico importo). Un aumento del capitale investito porta comunque solidità e disponibilità ad ogni Comune partecipante: si tratta di una voce di attivo di bilancio patrimoniale.

Il problema poi della diminuzione dell'utile di gestione intaccato dal mancato introito derivante dalla discarica, deve poi essere affrontato da due punti di vista: uno finanziario e l'altro ecologico.
Sicuramente una diminuzione si farà sentire tra i numeri del Consorzio (circa € 1.200.000), ma è sufficiente ripassare i bilanci degli ultimi anni per rendersi conto che "l'altalena" del risultato positivo di esercizio risulta essere di tutta evidenza. Un po' di cifre? Riporto da dati di bilancio anno per anno: 2012 € 11.417, 2013 € 9.835, 2014 € 10.099, 2015 € 9.371, 2016 € 11.002 e 2017 € 8.825.
I dati sono in migliaia di € e le variazioni sono sensibili, quasi a scadenza annuale. Interessante poi il constatare un andamento dei risultati che pone qualche interrogativi gestionale: nulla di grave o di irreparabile, ma l'andamento (a volte tendenziale) di alcuni parametri pone qualche perplessità. Le immobilizzazioni immateriali passano da un valore al 2012 di € 15.030 (mm di €) a 13.915 del 2017; le materiali al contrario da un valore al 2012 pari a € 252.061 a 279.430 nel 2017; un incremento di circa 20.000.000 di € per impianti e macchinari e di circa 23.000.000 di € per le immobilizzazioni finanziarie: contemporaneamente il valore alla produzione passa da € 11.904.875 (2012) a 1.085.313 (2017) e il costo di produzione sale da un valore 2012 di € 10.660.840 a 11.815.846 nel 2017. Un'attenta valutazione occorrerà pur farla e possibilmente a maggioranza.

Il punto di vista "ecologico" non deve poi essere assolutamente trascurato in questi tempi dove l'inquinamento appare come il maggior pericolo per la società mondiale: vale la pena continuare ad ammassare scarti industriali (perché di questo si parla), di sovrastare una realtà di anni precedenti colma di incognite, di dubbie scelte, di pericoli per la salute dei cittadini, per vedere numeri positivi su di un bilancio? Siamo certi che sia corretto per un Amministratore pubblico chiudere gli occhi circa un possibile (ma sembra davvero accertato) rischio ambientale in contropartita ad una disponibilità finanziaria pur elargita a beneficio della collettività?

Una domanda, per finire, si evidenzia per la necessità di chiarezza al sindaco Golini e riguarda gli interventi di questi ultimi 10 anni finalizzati alla conduzione di una delle partecipate: Formula Imola. In questo lasso di tempo, tra interventi a sanatoria (fallimento), perdite di gestione a ripetizione fino a quando i numeri dei costi sono transitati dal conto economico di Formula Imola a quello del Consorzio (tra le voci di spesa perfino l'acquisto del caffè!) e attività di miglioramenti strutturali e gestionali si perviene alla notevole somma di oltre 30.000.000 di € (inclusi i finanziamenti statali per 12.000.000) e viene da chiedersi se i Comuni consorziati fossero davvero tutti concordi nell' usare il "bancomat" Con.Ami per interventi in una struttura partecipata che se è vero che determina un favoloso indotto (tutto da dimostrare) nella città di Imola, arreca ben poco, se non nulla, ad altre realtà partecipanti alla vita del Consorzio: Sesto Imolese gode degli afflussi di visitatori all'autodromo Imolese? e la stessa Mordano? Una riflessione di opportunità e di validità, oltre che di partecipazione, quella vera?

Per finire, se è vero che la richiesta di distribuire € 3.130.000 tra i Comuni Consorziati rappresenta un valore pari ai 4/5 della disponibilità in riserva, non è ben chiaro cosa significhi che equivale ad indebitare i Consorzio per quasi la metà della richiesta.

(Mauro Magnani)

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