Discarica Tre Monti, Comune contro Regione al Consiglio di Stato

Pubblicata il 23 ottobre 2018

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Discarica Tre Monti, Comune contro Regione al Consiglio di Stato
Imola. Il Comune sulla discarica Tre Monti passa dalle parole ai fatti concreti e si costituisce nel giudizio di fronte al Consiglio di Stato. Toccherà all'avvocato Silvia Gotti di Bologna spiegarne compiutamente le ragioni all'udienza del prossimo 20 dicembre a Roma.

La carta giocata è di quelle importanti e messa sul tavolo al momento giusto. Sancisce senza dubbi che il Comune di Imola non è più così “favorevole” alla discarica e che il percorso “partecipato” - fiore un poco appassito all'occhiello dell'ultima amministrazione Manca - nei fatti pare avvenuto solo “legalmente”, senza un coinvolgimento profondo dei cittadini.

Alla querelle dell'ampliamento della discarica si inserisce quindi la netta presa di posizione dell'amministrazione di piazza Matteotti che, con la determinazione dirigenziale n. 727 del 22 ottobre 2018, mette nero su bianco l'incarico legale. Un avvicinamento di sostanza alle tesi dei comitati “no-discarica” che hanno dalla loro parte già due vittorie: il no alla sopraelevazione pronunciato dal Tar felsineo lo scorso gennaio, e la bocciatura della richiesta di sospensiva proposta dalla Regione e da Herambiente del maggio scorso.

Le motivazioni che hanno portato l'amministrazione ad agire, si legge nell'atto, riguardano il “prospettare e fare valere l'interesse e la preoccupazione per la salute pubblica, derivanti dalla mancata valutazione nel procedimento impugnato dei profili di natura igienico-sanitaria e di sicurezza ambientale che produrrebbero gli ampliamenti in progetto sommati all'impianto esistente”.
Insomma, preoccupazioni che la Giunta precedente aveva ritenuto, visto il parere positivo espresso nella procedura di valutazione di impatto ambientale, già superate dalle valutazioni espresse nel corso del procedimento. O, almeno, questa è una possibile spiegazione - al netto della sentenza che potrebbe invece rimettere in gioco quegli elementi - visto che l'impianto della Tre Monti è sempre lo stesso.

Nello stesso tempo, la costituzione in giudizio servirà anche “per chiedere conseguentemente approfondimenti tecnici da espletarsi nell'ipotesi in cui il Consiglio di Stato, in accoglimento dell'appello, proceda ad esaminare i motivi di ricorso in primo
grado dichiarati assorbiti e riproposti dai ricorrenti, attuali appellanti”. In altre parole pare intendersi che in caso di sconfitta giudiziaria del Comune la questione non terminerà con la sentenza, ma procederebbe comunque sulla strada tracciata dall'attuale maggioranza ed espressa nelle linee di mandato che prevedevano di “chiudere e bonificare il sito di discarica”.

(Verner Moreno)

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