Le donne di Trama di Terre: "No al decreto Salvini e sì a Imola chiama Riace"

Pubblicata il 26 ottobre 2018

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Le donne di Trama di Terre: "No al decreto Salvini e sì a Imola chiama Riace"
Imola. Il 3 ottobre 2018 é nato il Coordinamento Regionale dei centri Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ) di tutte le 9 Province dell'Emilia Romagna per proporre modifiche al Decreto 113/18 su "Immigrazione e Sicurezza", attualmente in fase di approvazione in Parlamento.

Il Coordinamento regionale oltre a riprendere le moltecipli questioni di incostituzionalità del decreto 113/ 2018 chiede fra l'altro la "riconferma per il sistema Sprar" che "garantisce la possibilità dei territori di dare una risposta concreta ed efficace al bisogno effettivamente presente e, al tempo stesso, di dare continuità territoriale ai percorsi di accoglienza". Secondo il decreto legge infatti del sistema di protezione potranno beneficiare soltanto i titolari di protezione internazionale mentre rimarranno esclusi i richiedenti asilo

Dopo un lungo lavoro a livello locale, regionale e nazionale il coordinamento Sprar Emilia-Romagna ha inviato una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna, agli assessori al Welfare e alla Sanità della Regione, al delegato Anci Emilia-Romagna e ai sindaci dei Comuni titolari di progetti Sprar chiedendo di formulare insieme "un appello congiunto degli Enti Locali e degli enti del terzo settore per la conservazione e il consolidamento del sistema pubblico Sprar". L'appello segnala fra l'altro che "la contemporanea limitazione del diritto di asilo, lo smantellamento del sistema pubblico Sprar e la sostanziale cancellazione della protezione umanitaria creeranno un grave danno ai territori e una situazione di non governabilità che rischia di ricadere direttamente sugli enti locali anche perchè le persone che stanno per perdere o perderanno la protezione umanitaria resteranno completamente prive di diritti, non saranno espellibili dall'Italia e, presumibilmente, resteranno sui territori".

Per queste ragioni "Trama di terre" aderisce alle manifestazioni del 27 ottobre contro il cosiddetto decreto Salvini e invita i cittadini di Imola a partecipare l'8 novembre all'incontro "Imola chiama Riace" per confrontarsi su pratiche di buona accoglienza presenti nel nostro Paese.

Le donne di Trama di Terre chiedono "alla sindaca e al consiglio comunale di Imola di promuovere un ordine del giorno come da quello approvato pochi giorni fa dal Comune di Torino che sospende nei fatti le misure disposte dal decreto Salvini in via transitoria fino alla conclusione dell'iter parlamentare".(http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_808.shtml).

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