Un posto da senatore che fa gola, Manca rischia la poltrona

Pubblicata il 27 ottobre 2018

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Daniele Manca, ex sindaco di Imola
Roma. Daniele Manca, ex sindaco di Imola e attuale senatore “riuscirà a mangiare il panettone al senato”? Roberto D'agostino sul suo, solitamente bene informato sito Dagospia, si pone la domanda che certamente non farà piacere al diretto interessato.
Ma si sa, la politica è per cuori forti e Manca da questo punto di vista non è secondo a nessuno. O, meglio, uno che potrebbe dargli del filo da torcere forse esiste. Purtroppo - dal suo punto di vista - quella persona è il “primo dei non eletti” al Senato. Per una manciata di voti Ernesto Carbone, (rimane di lui il mitico hashtag “ciaone” che poi non gli portò, va detto, così fortuna) è rimasto fuori da palazzo Madama. E, anche se tutte le sue dichiarazioni sulla vicenda sono sempre state felpate pare che qualcosa sia cambiato. Almeno secondo Dagospia.

Manca che, si legge, “si è candidato pur essendo sindaco in palese violazione delle norme elettorali” potrebbe essere dichiarato decaduto e fare subentrare Carbone che “già scalda i muscoli”. Il renziano a quattro ruote motrici, come lo definisce D'Agostino andrebbe quindi ad occupare la sedia del nostro ex sindaco. Almeno secondo l'interpretazione che vedrebbe già la “Giunta per le elezioni - che non ha ancora pubblicamente in calendario la discussione sul caso, ndr) - intenta a considerare ineleggibile il senatore.

La vicenda l'avevamo già raccontata anche noi a ridosso della tornata elettorale. Potremmo di nuovo tentare di dividere le certezze dalle opinioni. Per quanto riguarda le prime, la legge elettorale è chiarissima. E' possibile candidarsi alle elezioni durante il mandato da sindaco ma, se non ci si dimette entro 180 giorni dalla data delle elezioni non si può essere eletti. Nulla d'incomprensibile. Il concetto è chiaro. Da sindaco si gode di una posizione “privilegiata”. Si hanno ancora in mano le leve della politica, delle relazioni istituzionali. Insomma, si potrebbe partire davanti ad altri e questo la legge non lo permette.

Le opinioni. Manca, più volte interpellato, ha sempre detto di avere verificato e di avere avuto pareri rassicuranti. Quella legge, in sostanza, non sarebbe mai stata applicata. E' certamente un'opinione che si discosta dalla lettera della legge. Comunque ognuno è liberissimo di crederci, se gli fa comodo. Rimane però un precedente importante di cui avevamo già dato conto. Nel 2008 il sindaco Pd di Brescia, Paolo Corsini, fu eletto parlamentare pur non essendosi dimesso nei tempi previsti dalla legge (un ritardo di soli 8 giorni, ndr). E che fece la Giunta per le elezioni? Coerentemente alle norme vigenti allora - e oggi - propose all'Assemblea l'annullamento dell'elezione per motivi di ineleggibilità. La decisione vale la pena leggerla.

Ora, non sappiamo come la cosa finirà. Possiamo solo dire che la legge è chiara, il precedente esiste e, forse più di tutto, il Pd in parlamento ora è all'opposizione. Buon Natale.

(Verner Moreno)

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