In Consiglio il ricordo di Franca Dall'Olio, vittima della strage del 2 agosto a Bologna

Pubblicata il 29 ottobre 2018

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In Consiglio il ricordo di Franca Dall
Castel San Pietro (Bo). Si aprirà alle 19 con la commemorazione di Franca Dall'Olio (nella foto), vittima della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, la seduta del Consiglio Comunale di Castel San Pietro Terme in programma martedì 30 ottobre, nella sala consiliare al primo piano del Municipio. Oltre ai componenti del consiglio e della giunta comunale, saranno presenti Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione Familiari delle Vittime della Strage del 2 Agosto, la storica Cinzia Venturoli e i parenti di Franca Dall'Olio, fra cui l'anziano padre che risiede in una casa di riposo del territorio comunale.

Franca Dall'Olio, 20 anni, abitava a Bologna, ma la sua famiglia è di origine castellana. Franca era considerata la “bimba” dell'ufficio: figlia unica lavorava da quattro mesi per la Cigar, società che si occupava della ristorazione all'interno della stazione di Bologna. Qualche attimo prima dell'esplosione, era al telefono con un fornitore che era andato a consegnare della merce. Normalmente era lei a scendere e a controllare il materiale. Quella mattina chiese invece al fornitore di salire lui. Il fornitore le rispose: “Mi ha fatto venire in mente che devo fare un'altra cosa prima; poi vengo”. Poi ci fu l'esplosione, mentre Franca, al suo tavolo di lavoro, controllava il libro della contabilità. Assieme a lei morirono le colleghe Mirella, Euridia, Nilla, Katia e Rita. Dopo la commemorazione, nella sala consiliare sarà trattato l'ordine del giorno del Consiglio Comunale (pubblicato nel sito del Comune www.cspietro.it).

Nella stessa serata di martedì 30, alle 20,30 nella Sala Soglia della Biblioteca comunale di Osteria Grande, si terrà la proiezione del docu-film “Cantiere 2 agosto. Narrazione di una strage”, frutto del progetto di narrazione popolare dedicato alla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, promosso dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna in collaborazione con l'Associazione Familiari delle Vittime della Strage del 2 agosto. Interverranno: l'Associazione Familiari delle Vittime, il regista Matteo Belli, la consulente storica Cinzia Venturoli, la narratrice Fabrizia Capitani, e l'assessore alla Cultura Fabrizio Dondi. L'ingresso è libero. La proiezione è inserita nel programma della 15esima Festa Internazionale della Storia.
L'iniziativa nasce sulla scia del progetto “Una vita, una storia”, presentato e realizzato nel 2016 quando, durante la commemorazione del 2 agosto, sono state distribuite cartoline con le biografie delle 85 vittime. Il successo che questo lavoro ha avuto a livello locale e l'eco risuonata in ambito nazionale ha spinto gli ideatori a pensare ad un suo sviluppo in un ulteriore progetto di racconto. Così è nata l'idea di “Cantiere 2 agosto” dove ottantacinque narratori hanno raccontato le ottantacinque storie delle vittime della strage in diversi luoghi della città. I narratori sono stati coadiuvati dalla consulenza storica di Cinzia Venturoli, collaboratrice dell'Associazione Familiari delle Vittime della Strage del 2 agosto, e dal lavoro registico curato da Matteo Belli.

Ad una prima fase di ricerca dei narratori, tutti volontari e reclutati fra la cittadinanza attraverso i social media e i mezzi di comunicazione, è seguito un periodo di studio e realizzazione delle singole narrazioni, a partire dal materiale documentale fornito dalla storica e dall'archivio dell'Associazione Familiari delle Vittime. Ogni singolo narratore ha avuto a disposizione due incontri con il regista per strutturare scenicamente il proprio racconto. Il 2 agosto 2017, dalle 11 alle 23, ogni narratore ha raccontato la storia di una delle vittime per dodici volte, iniziando sempre allo stesso minuto di ogni ora. Ciascuno di loro si è esibito nello stesso luogo della città, dando vita ad una grande polifonia urbana di storie disseminate in ottantacinque palcoscenici naturali. L'obiettivo è stato non solo dare vita al ricordo di chi non c'è più, ma anche ad una grande esperienza d'incontro pubblico in cui chi narra si fa testimone di un evento cruciale di conoscenza del passato, in rapporto a uno spazio, a un luogo e al tempo presente.

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