Casteldaccia: niente di nuovo all'orizzonte

Pubblicata il 6 novembre 2018

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E' sulle prime pagine di tutti i quotidiani, quasi si trattasse di una notizia, di una novità: nella nostrana realtà l'evento è talmente scontato, già visto ed archiviato al punto di venire da tutti noi accettato come l'ineluttabile, il prevedibile, l'ovvio. Andiamo per ordine.

Non si sa bene come, e forse non si saprà mai, ad un certo punto della mia vita ho messo insieme un po' di soldini e decido di costruirmi una casetta tutta per me. Sarà una cosina discreta ma civettuola, non invadente nell'aspetto ma sorprendente nella sostanza. Non posso certo permettermi la cima di una collina vista mare, ma un bel po' di verde penso di essermelo guadagnato: un amico di un amico di mia moglie, con un prezzo di favore, mi cede un bel fazzoletto di verde in un posticino discreto, silenzioso, a pochi passi dal fiume. Fresco d'estate e riparato d'inverno: l'ideale.

Il notaio, che abita sopra all'appartamento dove abita il socio del pro-nipote del mio bisnonno, compila tutto in fretta e basta accendergli una luce forte che chiude tutti gli occhi, anche quelli che servono per vedere! E poi non starò certo lì ad aspettare permessi, licenze e burocrazia varia: tutti si arrangiano e non sarò certo io a fare la figura del povero fesso.
Un amico di un amico del mio secondo zio conosce un gruppo di muratori (gente in gamba è...) che in una decina di mesi costruisce il tutto. Non se ne parla di fatture, di Iva (non la cantante, quell'altra) nè di parmessi o licenze: quasi nottetempo si scava, si getta, si innalza, si copre, si rifinisce. Un gioiello da non credere e ho pure speso la metà di quanto...

Il fratello dell'amico dello zio di mio nipote conosce quello addetto agli allacciamenti (acqua, luce e gas) e non è certo persona da rifiutare un piccolo favore ad un amico degli amici: un bel cesto di frutta di stagione, due cartoni di bianco di Erice e una spensierata borsetta acquistata da quel ragazzo che ha montato il negozio dentro al suo furgone (solo per risparmiare eh!) per la di lui signora e il gioco è fatto. Detto fatto acquisto un po' di mobili (dal fratello del ragazzo del furgone, quello che vende in garage (ma che garage grande che ha!) e qualche altra cianfrusaglia nei vicoli dietro Ballarò. Biancheria solo ed esclusivamente nella piazzetta in fondo a via di Bucciria, nell'angolo dove vendono la "meusa" (non maritata, bada bene) ed entro nella mia casetta.

Poi iniziano i guai: una bella notte (piove a dirotto) il fiumiciattolo diviene un torrente, poi un torrente rabbioso, poi un fiume incazzato e mi trovo con un metro di acqua in casa: a parte il sonno rovinato, addio mobili, suppellettili, infissi, porte, e tutto quello che avevo acquistato, per rifinire, da quello che passa ogni tanto con il camion, quello che non ha mai il bancomat in funzione, quello che si guarda sempre intorno (chissà perchè poi). No, qua io non ci posso vivere e poi vado in cerca di un finanziamento per i danni subiti. qualche richiesta e cado in mano ad un amico infido: invece del risarcimento una denuncia e un giudice venuto da fuori (meglio roba di cosa - pardon, casa nostra) mi giudica evasore e decide per l'abbattimento della mia casetta.

Ricorro, protesto, cerco altri amici, conoscenti, vicini di idea: la sentenza è definitiva. Disperato ricerco un modo per recuperare un po' del soldo perso e non trovo di meglio che affittare il tutto (messo a posto grazie al cugino del fratello del vicino di casa di mia cognata) ad un caro amico. Forse voi direte che il mio concetto di amico è un po' vago, bisognoso di approfondimenti e di nuova individuazione di corretti valori, ma si tratta di persona in affanno, tiene pure una famiglia numerosa (che bei bimbi ...) e una moglie sempre sorridente.
E poi mica gli faccio un contratto con tutta quella carta, quelle denuncie, quelle tasse da pagare: io faccio pagare poco a te e non pago nulla per me. Pari siamo.

Poi il fiume si ri-incazza una triste notte di questi nuovi climi che ci meritiamo in quanto siamo più stupidi della stolta capretta del nonno dello zio del tenutario del commesso di mio fratello: siamo tutta una famiglia, una grande famiglia. Questa volta non ci sono perdoni: si muore, muoiono in tanti, giovani, vecchi, bambini. Se ne vanno nel silenzio tra urla mai ascoltate da sordi per definizione. Al lutto e al danno si aggiunge la beffa: la casetta in riva al fiume non è stata demolita per il semplice fatto che il sindaco non ha il becco di un quattrino: per vedere di riportare tutto come prima sarai ancora una volta "TU" a dover pagare. Forse non hai capito bene: lui fa la marachella e tu ripaghi il danno. Prova di chiedere aiuto alla sorella del custode del nipote del vicino di casa di quello che fa sempre le vacanze insieme a quello che porta il cane a defecare davanti al cancello di casa tua: non so se basta.
Lasciate ogni speranza o voi che state dentro: oggi il grande Dante avrebbe scritto così!

(Mauro Magnani)

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