Brandelli d'Italia

Pubblicata il 9 novembre 2018

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Metà lagnosa e metà insolente, c'è un'Italia convinta che settant'anni di democrazia e la fatica di due generazioni siano “niente”.
Se la meriterebbero, loro si, un'altra bella ripassata di fascismo, di miseria e di guerra.
(Michele Serra)


Mentre la terra si sbriciola sotto i colpi del maltempo e dell'incuria e le persone soffocano tra i fumi delle discariche incendiate dalla malavita, il Ministro Salvini agita la piazza contro l'Europa.
Il bersaglio più comodo e vigliacco di classi politiche nazionali inette, senza comprensione né visione.
La Patria senza voce, che ha il volto deformato di chi lo disegna a proprio uso e consumo.
Il nemico che non c'è.

“Si vis pacem para pacem”, se vuoi la pace prepara la pace, dice San Paolo.
Noi, invece, continuiamo ad ammassare truppe alla frontiera.
C'è sempre una campagna di Russia da fare, le scarpe sono le stesse, di cartone.
Dov'è la vittoria?
I cialtroni godono di un vantaggio competitivo incolmabile.

Che se in mezzo a stupidaggini e oscenità di ogni genere ne dicono una giusta, anche la più banale, come quella che l'Italia non può accogliere tuttta l'Africa, che nessuno si è mai sognato di sostenere il contrario, la gente pensa: visto che la sa lunga?
Allorquando, invece, una persona di valore, usa a dire e fare cose assennate, incorre in errore, che succede anche ai migliori, ecco che tutti la metteranno in discussione e non esiteranno a biasimarla.
Non tira una buona aria per chi nutre pensieri onesti e complessi.
E però è di questo che c'è bisogno.

La storia delle èlite avverse al popolo è un raggiro.
Con cui gli asini vogliono soppiantare i cavalli.
Se le cose non vanno bene é anche perché ci sono poche élite e poco preparate.
Se qualcuno a volte non capisce non è sempre colpa di chi parla.
La saggezza popolare ha, coniato motti preziosi: “a buon intenditor poche parole”, “non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire” fino al risolutivo “la madre dei cretini é sempre incinta”.
Ci ha però offerto qualche salvagente, che uno afferra se vuole, o può.
Il mio preferito è “Ccà nisciuno è fesso”.
Di quello che succede “là” ognuno risponde per sé.
In questa materia siamo più sparpagliati che vincoli.

Il PIL è fermo e nessuno se ne assume la colpa.
Non chi governava prima, che l'aveva pur (moderatamente) mosso.
Non chi governa ora, che é lì da troppo (?) poco.
La cosa funziona sempre così.

Chi regge le sorti delle nazioni si tiene il magro, quando c'è, e scarta il grasso.
Che viene ammassato a Bruxelles.
Col pieno accordo di tutti.
Dal Manzanarre al Reno non c'è chi non sostenga, a volte per convinzione, molto per calcolo, che “l'Europa così com'è non funziona”.
Detta così è perfino una ovvietà, se non fosse che questa espressione è diventata la condizione d'accesso all'ascolto.
La usa anche il mio macellaio che non sa di cosa parla.

Ben pochi dei detrattori dell'UE, del resto, e anche dei timidi europeisti che per difenderla l'offendono, sanno di cosa parlano.
Dato che evitano accuratamente di chiedersi perché l'Ue é così com'è e cosa bisogna fare perché diventi come vorremmo fosse.
Perché, vedete, lei, l'Europa, da sola, se non glielo dicono i popoli e i loro governi non può saperlo.
L'Ue certo non funziona al meglio, ma cosa, guardandoci attorno dall'Italia tutta alle Regioni, ai comuni, al nostro condominio, alla nostra vita, funziona come vorremmo?
Eppure chi direbbe: la mia vita coniugale così com'è non funziona, oggi a pranzo vorrei pasta e broccoli.

La gente è risentita perché le cose da tempo non vanno bene.
Ma sbaglia bersaglio.
E mezzo di trasporto.
Incattivita dalle troppe soverchierie e impoverita nella cultura prima ancora che nel portafoglio, si é affidata agli ultimi pifferai, neanche tanto magici, che passavano di qui.

É bastato vestire da leader un ragazzotto e far diventare la Lega da secessionista a patriottica.
Di quale Patria non si sa, visto che sono gli stessi che ieri volevano abbattere le statue di Garibaldi.
Un po' di “negri” sono riusciti là dove era fallito Cavour: unire gli italiani.
L'obiezione “cosa hanno fatto gli altri?” ha un fondamento ma, prima o poi qualcuno dovrà pur cominciare a chiedersi “cosa stanno facendo questi?”.
Se ancora non accade non è solo per la mancanza di alternative ma per il persistere di un sentimento popolare che fonde contraddittoriamente assieme
il rimpianto del passato come luogo dei diritti, del benessere e dei sentimenti, perduti e la condanna del passato come ininterrotta pratica di malgoverno.

Per provare a far nascere un sentimento nazionale, intergenerazionale e interpersonale più confidentemente positivo é necessario riconnettere realtà e percezione di un periodo storico che, come ogni altro, ha conosciuto luci e ombre.

Se credi che esista un luogo del passato cui è desiderabile tornare e che chi c'è sia comunque meglio di chi c'era ti precludi ogni possibilità di valutare criticamente il presente, consegni a chi governa una delega in bianco per fermare il tempo.

È quello che l'esecutivo in carica sta facendo.
La sua “rivoluzione” è conservativa, meglio restaurativa.
Sul piano politico e su quello del costume.
É una controriforma.
Che vuole chiudere, chiudere, chiudere.

Così come cinquant'anni fa i giovani di tutto il mondo si batterono, tra slanci generosi e tragici errori, per rovistare in tutti i cassetti e cercare le chiavi per aprire, aprire, aprire.
Non è solo propaganda, come pensano alcuni.
C'è della sostanza, della pessima sostanza.
Che va contrastata con ogni mezzo.

Tra il populismo reazionario di Trump, di Putin, di Bolsonaro e l'ispirazione che unisce, molto più di quanto si pensi, il nocciolo duro grillino e leghista, ci sono molte affinità : sovranismo, xenofobia, omofobia, sicurezza, intolleranza, controllo dell'informazione, diffidenza verso la scienza, paura della cultura.
Bisogna impedire che questo cerchio si chiuda.
Stringendo un cappio al collo della democrazia liberale.
Questa, direbbe Ceronetti, è tenebra in movimento.
Per Bersani il colpevole è Salvini.
Per me è il Governo, è una maggioranza nella quale in cinque solamente si oppongono a una legge orribile.
Pierluigi ha visto la mucca nel corridoio ma non vede il maiale in salotto.
Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei.
Esser fiduciosi é una necessità.
Non è facile.
In giro c'è tanta brava gente ma non giurerei che sia la maggioranza.

Giustiziato l'ultimo colpevole dentro e fuori dei confini, il popolo tra qualche tempo non avrà più alibi e dovrà affrontare il più temibile dei nemici: sé stesso.

(Guido Tampieri)


Ps. Nel centenario della fine della Grande guerra, mentre i sovranisti celebrano la vittoria, il pensiero di ogni cristiano, credente e non, va ai milioni di vittime della stupidità umana.

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