Sulle tracce dei rifiuti

Pubblicata il 9 novembre 2018

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Sulle tracce dei rifiuti
Bologna. "Sulle tracce dei rifiuti" è il titolo del nuovo report di Hera per spiegare con trasparenza e chiarezza dove va a finire la raccolta differenziata. Importanti le performance realizzate nell'area di Imola-Faenza, dove la raccolta differenziata è salita nel 2017 al 55%. La multiutility, che porta a effettivo recupero il 93% di quanto correttamente differenziato dai cittadini, conferma il proprio ruolo al centro di un'economia verde che dal territorio imolese e faentino, ogni anno, muove 4,3 miliardi di euro di fatturato e impiega 5.200 lavoratori.

Nel territorio di Imola-Faenza cresce la raccolta differenziata, passata dal 54,6% del 2016 al 55% del 2017, con una raccolta procapite di 362 kg per abitante che si avvale anche di 19 centri di raccolta. Hera conferma così il proprio ruolo nel cuore di un'economia virtuosa che ogni anno muove 11 miliardi di euro di fatturato, di cui 4,3 dal solo territorio imolese e faentino, dove le attività collegate alla prima destinazione e al recupero dei rifiuti danno lavoro, attraverso 32 impianti e 30 aziende, a 5.200 persone.

Tracciabilità dei rifiuti
Le performance ambientali della multiutility, del resto, trovano conferma anche allargando il perimetro della ricognizione. Sull'intero territorio raggiunto dai servizi di Hera, infatti, la raccolta differenziata supera il 60%, ben al di sopra della media nazionale, con un dato procapite che si attesta a 276 kg di rifiuti per abitante e una percentuale di materiale differenziato portato a effettivo recupero che raggiunge il 93%.

È quanto emerge dalla nuova edizione di "Sulle tracce dei rifiuti", report sulla tracciabilità dei rifiuti presentatoalla Fiera Ecomondo di Rimini, che entra anche nel dettaglio dei diversi materiali: si va dalla plastica, con 28 kg raccolti per abitante e il 71% di materia portato a recupero, fino al vetro, con una raccolta procapite di 35 kg e un recupero che raggiunge il 96%, passando per tanti altri materiali fra cui la carta, con 61 kg raccolti per ogni abitante e una quota di materia effettivamente recuperata che tocca il 95%. Il report – forte di ulteriori evidenze dedicate a verde, organico, metallo, legno e ferro - offre così un'ampia panoramica sul mondo del recupero e rende conto del nesso fra la qualità della raccolta differenziata effettuata dai cittadini e i benefici che derivano loro sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, con un risparmio annuo che nel 2017 è stato stimato in circa 31 euro a famiglia, pari al 13% della bolletta.

Importanti, nel complesso, i risultati conseguiti da Hera. È già stato raggiunto, ad esempio, l'obiettivo del 70% sul riciclo degli imballaggi, che l'UE raccomanda entro il 2030, mentre manca poco al target relativo al tasso di riciclo complessivo, che l'Unione Europea ha fissato al 55% entro il 2025 e rispetto al quale Hera si trova già al 48%.

Il Gruppo Hera, inoltre, è il principale partner italiano del Centro di coordinamento per la raccolta dei Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e attraverso 161 centri di raccolta riesce a coprire il 6% dell'intera raccolta nazionale, pari a 16 mila tonnellate di materiale, che viene recuperato al 90% contribuendo così alle ottime performance delle Regioni servite dalla multiutility.
La multiutility, tuttavia, non si accontenta di ottimizzare la gestione dei rifiuti e, da sempre, punta anche alla loro complessiva riduzione. Si tratta di un'azione ad ampio raggio, che contempla anche una serie di progetti realizzati di concerto con tante realtà del terzo settore, finalizzati a contrastare lo spreco alimentare nelle mense aziendali del Gruppo e ad incentivare il riuso di ingombranti in buono stato e di farmaci non ancora scaduti.

Biometano
A Ecomondo, inoltre, sono state illustrate le novità del parco impiantistico del Gruppo, recentemente arricchitosi del primo impianto italiano su scala industriale per la produzione di biometano dai rifiuti organici. Inaugurato pochi giorni fa a Sant'Agata Bolognese (BO), l'impianto è frutto di un investimento di 37 milioni di euro ed è in grado di trattare ogni anno fino a 135 mila tonnellate di rifiuti organici, ricavandone 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile interamente rinnovabile destinato soprattutto all'autotrazione, e 20 mila tonnellate di compost, un biofertilizzante perfetto per usi agricoli.

“Quando si parla di rifiuti - commenta Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera - le soluzioni facili non esistono e la strada maestra deve passare attraverso significativi interventi di infrastrutturazione industriale, che mettano in sicurezza i territori serviti, scongiurino situazioni di emergenza e favoriscano in maniera credibile il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità indicati a livello internazionale. Da questo punto di vista - prosegue il Presidente della multiutility - Hera continua a seguire una strategia di lungo periodo fatta di programmazione e importanti investimenti, testimoniata anche pochi giorni fa dall'inaugurazione dell'impianto per la produzione di biometano dai rifiuti organici a Sant'Agata Bolognese. D'altra parte occorre che anche le istituzioni competenti facciano la loro parte, armonizzando le normative di settore a uno scenario sempre più sfidante, destinato a complicarsi anche in ragione del blocco all'importazione dei rifiuti verso la Cina.”

“I tanti capitoli del nostro impegno a favore dell'economia circolare - aggiunge Stefano Venier, amministratore delegato del Gruppo Hera - esprimono un approccio che affronta il problema delle risorse a 360 gradi, senza ridurlo alla gestione della sua sola coda, cioè degli scarti. Sottoscrivendo ad esempio il Global Commitment della Fondazione MacArthur sulla riduzione dell'inquinamento da fonti plastiche ci siamo dati l'obiettivo, entro il 2025, di aumentare del 70% la nostra produzione di plastica riciclata, contribuendo così con 250 altre aziende a tracciare quella 'line in the sand' che descrive in maniera evocativa il senso di questo importante protocollo internazionale, nel cui solco il tema della raccolta diventa parte di una più ampia azione collettiva che guarda anche e soprattutto alla sorgente del problema, puntando su partecipazione, innovazione e capacità industriale. Su tutti questi fronti noi vogliamo continuare a dire la nostra, mettendo sempre più a frutto la posizione di leadership che nel campo della plastica ci deriva dall'acquisizione di un'eccellenza come Aliplast. D'altronde - conclude Venier - nell'interesse dell'economia circolare sono fondamentali anche le varie iniziative che abbiamo intrapreso in materia di efficienza energetica, e grazie alle quali registriamo importanti risultati in termini di riduzione dei consumi, decarbonizzazione e promozione di quelle energie rinnovabili con cui, non a caso, alimentiamo già tutte le nostre attività.”

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