Con.Ami, finalmente verso un'intesa sul Cda

Pubblicata il 13 novembre 2018

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Con.Ami
Imola. Si conclude, per ora con un nulla di fatto, ma si avvicina l'accordo nell'ennesima assemblea dei soci di Con.Ami. Stavolta era presente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e sui cinque componenti del Cda, precondizione per discutere tutto il resto compresa la distribuzione del fondo di riserva,  l'intesa sembra a un passo. Augusto Machirelli, ex direttore del Con.Ami, in un primo momento sembrava non aver dato la sua disponibilità a entrare nel Cda, ma su di lui il pressing è forte in quanto è gradito sia alla giunta 5Stelle imolese (in particolare alla Sangiorgi) sia agli altri sindaci di gran parte del Pd e quindi potrebbe diventare addirittura il presidente del Cda. Restano inalterati i nomi di Giulio Cristofori vicino ai grillini, Mirco Minghini per la zona Emilia ovest, Baseggio per il territorio faentino, mentre Sara Boninsegna, indicata dai piccoli Comuni, è in uscita e Stefania Corrado in entrata al suo posto nel Cda. Se ne riparlerà venerdì 16 novembre sperando di definire tutto positivamente.

Il sindaco di Dozza Luca Albertazzi osserva: "Condivido il nome di Machirelli come possibile presidente in quanto di assoluto prestigio anche se non aveva partecipato al bando, ma il fatto che fra gli altri quattro probabili nomi del Cda di Con.Ami solo uno (Cristofori) avesse partecipato al bando pubblico, metodo condiviso da tutti, mi lascia molto perplesso".

Intanto il sindaco civico di Castel del Rio Alberto Baldazzi spiega la sua posizione: "Con disagio constato che, mentre partiti e movimenti parlano del sesso degli angeli e sfogliano nomi e curriculum, nessuno si accorge che, se si proseguirà con questo andazzo, tra pochi mesi la Tari degli imolesi crescerà a doppia cifra. Sarà il combinato disposto del rischio discarica, da un lato, e del grave ritardo strategico di questa Amministrazione imolese, che si fa tenere la melina dal Pd sui nomi del consiglio di amministrazione come se quella fosse la questione-chiave. Mentre le lune passano, il ritardo del ConAmi genera rischi finanziari: se non cambia nulla. Lo scenario più probabile è che senza la discarica già dal 2019 le tasse per gli imolesi cresceranno fino al 10%. Almeno che qualcuno lo dica. Invito i giornalisti a chiedere ai revisori dei conti del ConAmi lo scenario senza discarica e in assenza di una costruzione alternativa: così i cittadini e le imprese capiranno, e cominceranno a mettere via i risparmi per far fronte all'aumento fiscale. La mia controproposta è la seguente: via il tema dei nomi, subito un piano industriale e finanziario della direzione attuale (Stefano Mosconi vicino al Pd, ndr), già in carica, che ci dica come scongiurare gli aumenti delle tasse sui rifiuti in caso di mancata discarica. Infine: con il dilettantismo, da un lato, e le meline del Pd nelle quale i grillini cascano, dall'altro, Imola e i suoi territori sono a rischio di un significativo aumento fiscale, che significa ridimensionamento della competitività. Poi non si dica che nessuno l'aveva detto".
 
(Massimo Mongardi)

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