La verità, il denaro, la monnezza

Pubblicata il 15 novembre 2018

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La verità, il denaro, la monnezza
Nulla come l'impatto con nuove e impellenti difficoltà è in grado di svelare la vera natura dell'uomo, la sua nascosta volontà, la sua capacità di contrasto, la sua forza di reazione. Ovviamente, l'intera gamma di manifestazioni fin qui elencate può assumere valore positivo o negativo e questo dipende esclusivamente dall'intrinseca qualità dell'uomo medesimo.

Da un po' di tempo tendevo l'orecchio e restavo in attesa: possibile si tratti di un caso isolato? No, mi dicevo, non è possibile. E infatti. Primo fu il Visani, ex vice-sindaco della città e ora robusto candidato alla segreteria di quello che fu il triste residuo di un'idea che per anni ha saputo governare il comune, determinarlo nella crescita di qualità e socialità: poi, si sa, anche il grande impero romano fini per decadere, quindi...
Non in grave ritardo, forse dovuto a profonda riflessione, ecco giungere il sindaco (eletto in lista civica) di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, seguito, o anticipato ma non ci è dato saperlo con esattezza, da Stefano Mosconi, che so essere direttore del Con.Ami, ma che non conosco. Ma tant'è...

Minacce di bilanci in fase di sdrucciolo verso situazioni incresciose, fondi insostituibili che svaniscono, disdicevole ricorso alle ultime riserve di un misero tesoretto, aumenti di tasse a doppia percentuale, situazione economica della comunità Imolese in profondo rosso.

La faccio breve anche perché ho finito le parole e mi resta solo una grande tristezza: cari Imolesi tutti, il vostro destino è segnato, ha seguito una linea tracciata con precisione da menti superiori: il vostro benessere, la vostra tranquillità e serenità dipende da quanto rusco viene ammassato lassù sulle nostre colline, a quintali, a furia di container, a tonnellate, a centinaia di tonnellate, a milioni di tonnellate, a centinaia e centinaia di autocarri maleodoranti che transitando sulle belle strade panoramiche delle nostre adiacenti colline scaricando colà l'oro marcio della nostra ricchezza: il rusco, la monnezza, il liquame, il rifiuto, lo scarto della nostra illuminata società.

Salutate con gesto della mano e ampio sorriso sulle labbra: è la ricchezza di noi tutti che viene depositata lassù, un po' lontano, sapientemente obnubilata da occhi indiscreti. Fate una passeggiata e recatevi a vedere: lassù regna ordine sovrano, ampi spazi puliti e quasi luminosi, tubi e macchinari in grado di intimorire i più e rendere incoscienti i molti.
Poi, se il vento cambia di direzione dileguatevi in fretta e furia...

Lassù risiede la rendita sicura del colosso azionario Hera, munifica distributrice di dividendo al nostro prezioso Consorzio e da quest'ultimo, ah! miracolo economico, prezioso sconto alle vostre povere disponibilità.
Non comprendete? Mi sono espresso con parole di difficile comprensione? Chiedo venia e provvedo, non con poca difficoltà: il vostro fallace benessere dipende da quanto veleno voi siate disposti ad accettare sulla vostra terra, nelle vostre acque, nell'aria che respirate, nell'olezzo che raggiunge le vostre case. Volete i vostri smart dell'ultimo grido?
L'ultimo jeans che più strappato non si può? L'ultima nata dream-car che fa tutta da sola, anche quando vi ammazza? E allora tenetevi saldi tutti i veleni che una società profondamente ammalata di stupidità e di incurante previsione sa, con mano esperta e silenziosa, ammannirvi. Poi se vi troverete a crepare di cancro e andrete a far parte di una triste statistica poco conta: questa è la società del numero e voi siete solo una stupida formichina in grado solo di seguire la traccia della precedente appartenente alla stessa specie.

Non ho ancora finito. Una sostanziosa parte di quella lorda ricchezza viene poi elargita all'altro devastante fenomeno che giace proprio dove le colline finiscono, là, sulle rive del nostro fiume. Decine di milioni di denaro a forma di euro (ancora per poco), respiro per il mirabolante indotto sull'economia cittadina e delizia per le nostre scuole e le nostre case. Rialzate le manine, sorridete luminosi al passaggio dei rombanti bolidi puzzolenti, maleodoranti, inquinanti e infestanti. Quello che non riesce a raggiungervi da lassù vi viene spedito in casa da quaggiù e il cerchio si chiude.

E voi, miseri componenti di civici comitati, aizzatori di benpensanti fragili di mente, incapaci di provvedere a sé stessi, voi che non riuscite a comprendere il flusso della ricchezza, voi che sareste anche disposti a qualche piccolo sacrificio pur di respirare un'aria un po' più pulita, di bere alla fonte acqua fresca e profumata, voi che sapete trarre gioia dal rumore della natura, voi che osate tramare nell'ombra mentre sapienti e qualificati uomini di politica e di potere sanno individuare la corretta strada che conduce al benessere, sappiate ritirarvi in buon ordine e silenzio: la battaglia che eravate pronti a combattere è persa ancor prima di essere iniziata.
Avete fatto molto rumore per un nulla (furto da William, grand'uomo), un nulla che profuma di denaro, non pulito, ma denaro. E che monnezza sia!

(Mauro Magnani)

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