Italia in Comune sui maltrattamenti: "No alle telecamere nelle scuole"

Pubblicata il 19 dicembre 2018

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Italia in Comune:
Imola. "Italia in Comune esprime solidarietà alle famiglie dei bambini, che pare abbiano subito maltrattamenti all'interno di una scuola dell'Infanzia Statale di Imola da parte di un insegnante. In attesa che le indagini facciano il loro corso, è importante sottolineare che la proposta del centrodestra, di rendere obbligatorio l'uso di telecamere di sorveglianza nelle strutture educative, andrebbe a decretare, di fatto, la sconfitta di un intero sistema scolastico". Ecco la posizione della coordinatrice di Italia in Comune Giuseppina Brienza, già assessore alla Scuola nell'ultima giunta Manca, sui maltrattamenti che una maestra avrebbe effettuato a bambini dai 3 ai 5 anni, in particolare del Nord Africa, in una scuola per l'infanzia in centro storico.

"La fiducia si costruisce aprendo le strutture, non chiudendosi e propagandando facili
slogan, come fan Salvini e compagnia - sottolinea attaccando la Lega la coordinatrice del partito del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex del M5s -. Italia in Comune propone di potenziare ed investire non nelle telecamere, ma nel sistema educativo del settore infanzia del Comune di Imola utilizzando i cospicui fondi previsti dallo Stato per il sistema 0 – 6, che vedrebbe il coinvolgimento di tutte le strutture per l'infanzia del territorio (comunali, statali e private), per rendere uniforme il sistema di alta qualità già esistente. Questo è l'unico modo per affrontare con intelligenza queste situazioni, con la conoscenza e la
cultura, non certo con la paura e il sospetto nei confronti del 'diverso', che non appartengono
all'identità della nostra città e che non ci rappresentano. Una scuola non è un supermercato come non è un negozio o una piazza da poter controllare freddamente con telecamere. Ci auguriamo che l'attuale Amministrazione sappia prendere la strada giusta per salvaguardare il grande tesoro dei servizi all'infanzia di Imola e che non ceda alla voce suadente delle sirene leghiste e di quella destra di cui non condividiamo in nessun modo i principi".

Per la Cgil la segretaria Mirella Collina e quella della Flc-Cgil Alessandra Loreti "quanto appreso sui maltrattamenti che un'insegnante della scuola materna del nostro territorio avrebbe inferto ai bambini stranieri che frequentavano la sezione, ci lascia sbigottiti e affranti. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, riteniamo necessario dare la piena solidarietà alle famiglie dei bimbi coinvolti ma anche di tutti quegli insegnanti, la maggior parte, che fanno dell'integrazione e dell'insegnamento alla solidarietà il loro obiettivo principale. Dal momento che tutti noi abbiamo una responsabilità morale di ciò che accade all'interno di una struttura scolastica, il nostro invito è di tenere alta l'attenzione e di evitare atteggiamenti omertosi segnalando puntualmente situazioni di possibili criticità, che devono essere valutate e verificate dagli organi competenti nel più breve tempo possibile".

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