Piscina Ortignola in crisi di liquidità, la Cgil tutela i lavoratori

Pubblicata il 3 gennaio 2019

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Piscina Ortignola
Imola. La situazione critica per chi lavora alla piscina Ortignola continua da novembre e, per il momento, non si vedono spiragli chiari per le tante persone, ben 120, che ruotano attorno all'impianto che continua a essere assai frequentato dagli utenti. Alcuni lavoratori si sono rivolti con preoccupazione alla Camera del lavoro che non è rimasta certamente insensibile alla situazione e ha chiesto e ottenuto di incontrare la società.

Durante il primo incontro del 3 gennaio con la Cgil, Paola Lanzon, presidente della società Deai, che gestisce l'impianto insieme con la Uisp, ha spiegato che "non ci sono problemi legati alle attività o alla gestione attuale, ma le questioni da sanare sono vecchie da anni e finora nè l'amministrazione passata guidata da Daniele Manca e neppure quella attuale della sindaca Manuela Sangiorgi hanno deciso di darci un aiuto. La situazione critica è dovuta a un ritardo consistente, a suo tempo, nella consegna della struttura facendoci perdere praticamente una stagione, con un conseguente rinvio delle attività, e a spese da noi sostenute nel corso degli anni (ad esempio per l'acquisto di arredi) di cui avrebbe dovuto farsi carico la proprietà, il Comune di Imola, o l'impresa costruttrice Ortignola Srl, che ha sempre percepito regolare affitto anche se a tutti gli effetti la struttura non è stata ancora completata, soprattutto nell'area esterna (campo di calcetto e altro, ndr). Dovremo sicuramente riorganizzare il personale, razionalizzare e tenere i costi i più bassi possibili in questo momento, c'è una certa disponibilità da parte dei lavoratori che operano in questa piscina ormai da molti anni anche se siamo tutti davanti a una serie di problemi. Le iscrizioni ai corsi di nuoto stanno andando bene e speriamo di continuare a erogare buoni servizi a tutti i clienti. Ci tengo a precisare che la nostra non è una crisi gestionale, ma di liquidità ed è per questo che abbiamo chiesto una fidejussione di circa 400mila euro all'Amministrazione comunale che è proprietaria della struttura. Penso che si trovino davanti a una scelta politica". Aiutare o meno l'Ortignola in difficoltà? Optare per il sì darebbe adito a un precedente, ovvero altri potrebbero chiederlo, ma è anche vero che in tal caso siamo di fronte a un bene pubblico e il suo buon funzionamento andrebbe a favore dei cittadini-utenti.

Il secondo incontro di Deai e Uisp si è svolto l'8 gennaio con la segretaria della Cgil Mirella Collina, di Davide Baroncini della Nidil-Cgil e di Michele Boffa della Slc-Cgil. “Siamo stati informati che nel frattempo è stata pagata la retribuzione di novembre ai soli dipendenti, mentre per i collaboratori è ancora sospesa. Visto che la difficoltà di pagare le mensilità continuerà anche nei prossimi mesi, l'intenzione è quella di ridurre le ore di attività e decurtare del 15% il compenso dei collaboratori (qualcosa di simile a contratti di solidarietà, ndr). Proposta a cui abbiamo risposto con una diffida, sostenendo che, prima di applicare un simile provvedimento, chiediamo di vedere i bilanci 2017-2018, per capire le cause che hanno portato a questa situazione di crisi, e di valutare il piano di risanamento – sottolineano Collina, Baroncini e Boffa -. Siamo disponibili a discutere ed eventualmente sottoscrivere un accordo, dopo averlo sottoposto ai lavoratori, che preveda una riorganizzazione e razionalizzazione, se temporanea, che distribuisca il disagio su tutti, in modo equo e con criteri condivisi".

"Riteniamo necessario definire un piano di rientro delle mensilità non retribuite con verifiche da effettuare mensilmente - concludono alla Cgil -. Occorre, inoltre, prevedere nell'accordo che nel caso in cui cambino le condizioni economiche (ad esempio minor spesa sull'affitto, maggiori iscrizioni e altro) si ritorni alle condizioni precedenti per quanto riguarda il compenso orario e si ripristinino gli stipendi non erogati. L'esito di questo incontro è stato illustrato in assemblea ai lavoratori, una rappresentanza dei quali sarà presente al prossimo incontro in programma il 15 gennaio, al termine del quale decideremo in assemblea nella serata sempre del 15, con tutti i lavoratori interessati, se accettare la  proposta di accordo o intraprendere altre iniziative. Come Cgil abbiamo anche chiesto un incontro urgente a Ortignola Srl e al Comune di Imola per capire se è possibile abbassare i costi, intervenire sul completamento della struttura e quali strumenti mettere in campo per aiutare i lavoratori in difficoltà. Stiamo parlando di una struttura pubblica e di servizi molto graditi alla cittadinanza, grazie anche alla professionalità e alla passione che molti giovani del nostro territorio mettono in questo lavoro”.

(m.m.)

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