UN PARCO STORICO E UN AUTODROMO VINTAGE: "Belle époque al parco"

Pubblicata il 2 dicembre 2013

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Acque Minerali, primo Novecento
17 agosto1913, una domenica di cento anni fa.
Imola è in trepida attesa dell’arrivo delle squadre dei Ciclisti Rossi per il loro Convegno Nazionale. La Lotta, il settimanale locale dei socialisti, scrive alla vigilia: Per la seconda volta - nel giro di pochi mesi - Imola socialista e proletaria si appresta a ricevere e ad ospitare col più vivo entusiasmo i delegati e le rappresentanze delle Squadre dei Ciclisti Rossi d’Italia. […] Se domani il sole risplenderà chiaro sul cielo sereno, i compagni, gli amici, e tutti quanti si interessano del nostro movimento, potranno constatare la rapida estensione e il notevolissimo incremento assunto oggi dalle organizzazioni dei “Ciclisti Rossi”.

Pubblicità su "La Lotta", agosto 1913L’organizzazione era nata due anni prima, ed aveva trovato terreno fertile per una rapida espansione in tutte le principali regioni, tanto da indurre alcune fabbriche a mettere in produzione biciclette marca “Avanti!”, pneumatici “Carlo Marx” ecc. Anzi, ci fu addirittura qualche furbetto che, fidando nellaCiclo Avanzi (dettaglio) scarsa attenzione ai dettagli della classe operaia, mise in produzione anche il velocipede “Avanzi”, ovviamente il marchio aveva la stessa grafica della testata giornalistica.
È dalla primavera che a Imola squadre di Ciclisti Rossi vanno e vengono. Si allenano. Già nel giugno era stato convocato un convegno nazionale, fallito per il maltempo e perciò rinviato. Ora si spera nella clemenza del cielo.

I ciclisti sono attesi in grande numero - ancora La Lotta - da Faenza, Massa Lombarda, Conselice, Lugo, Forlì, Cesena, Ravenna, Cervia, Rimini, Pesaro, Bologna (70 ciclisti con fanfara), Reggio Emilia (40 ciclisti con fanfara). Hanno assicurato il loro intervento i rappresentanti di Torino, Milano, Venezia, Mantova, Carpi, Firenze (i rappresentanti già arrivati in bicicletta), Terni ecc.  
Il programma del Convegno: a metà mattina “Vermouth alla Birraria Passetti” come preludio. Poi, nel pomeriggio, il clou della giornata: sfilata dei Ciclisti dal centro per la festa con la Banda La Banda alle Acquecittadina al parco delle Acque Minerali. Straordinaria novità: durante il percorso, per conto del Novo Cine, uno speciale incaricato eseguirà la cinematografia dei ciclisti. Più tardi, quando lo stabilimento delle Acque Minerali avrà accolto tutta la folla che potrà accogliere, verrà eseguita un’altra cinematografia di tutto il pubblico che si troverà presente al raduno.

Da notare che il Novo Cine (in via Emilia, all’angolo con l’attuale via Vaini) era di proprietà del  geom. Nullo Gardelli, pioniere della cinematografia imolese e socialista,  cointeressato anche nella sopra citata Birraria Passetti. Il bel locale all’aperto era sito in quello che era stato il giardino di Caterina Sforza, accanto al quale lo stesso Gardelli avrebbe costruito qualche anno dopo il Cinema Modernissimo.

La manifestazione fu un successo, e il sole non mancò; ce lo conferma La Lotta nel resocontoFesta dei Cicliti Rossi alle Acque del 24 agosto: Alle 15.30 circa il corteo giunse alle Acque Minerali dove in breve tempo si riversava una vera fiumana di cittadini. Si calcola domenica scorsa dentro lo stabilimento vi fossero non meno di 3.000 persone […] il caffè-birreria raggiunse un incasso mai verificatosi in questa stagione…. Pochi giorni più tardi “la film” (così si diceva) fu proiettata al Novo Cine per una vera folla di pubblico.

Quella pellicola si è conservata. Grazie alla luce d’agosto, alla magia del cinema e all’iniziativa di Nullo Gardelli, oggi possiamo vedere i nostri antenati vivere quella giornata di spensieratezza, muoversi e sorridere alla macchina da presa. Il corteo percorre le strade cittadine, centinaia di biciclette, sulla passerella di legno che precedette il ponte attuale, Festa alle Acque, si banchettaattraversano il Santerno per raggiungere il parco. Uomini, per lo più in paglietta, signore con grandi cappelli e lunghi abiti, popolane con lo scialle in testa, si ristorano seduti ai tavolini o sull’erba, all’ombra di alberi passeggiano, fumano, si atteggiano  davanti all’obiettivo. Suona la banda, nella sua bella divisa bianca, bambini vestiti alla marinara l’ascoltano e battono il tempo seduti a terra lì vicino; poco lontano un Festa alle Acque, popolani a passeggioteppistello si prende uno scappellotto da un signore. Ma non se ne cale, anzi gli risponde con una sonora pernacchia. Come è attento l’operatore di ripresa! Sulla chiara giornata estiva aleggia, viva, la fiducia nel “Sol dell’Avvenire” che Andrea Costa, morto qualche anno prima, aveva ispirato ai socialisti italiani.

Cento anni fa! Allora il parco delle Acque Minerali aveva già una considerevole storia alle spalle ed era meta abituale di escursioni e manifestazioni. All’inizio di ogni estate la stampa locale ne annunciava l’apertura  con gli eventi programmati.
Il primo impulso alla sua formazione era stato l’incanalamento delle sorgenti curative di acque Sulfuree e Marziali (o ferruginose) scoperte nei dintorni una quarantina di anni prima dal nostro concittadino Gioacchino Cerchiari, che resero il luogo immediatamente popolare. Risale al 1871 la Stabilimento Acque Minerali tra le due guerrevera e propria originaria sistemazione dell’area come parco, con la realizzazione di viali e aiuole secondo i principî di quello che era considerato l’ultimo grido della moda paesaggistica : il giardino naturalistico, o all’inglese. La sistemazione delle fonti di mescita per le cure idropiniche all’interno del parco gli diede il nome che ancor oggi (immeritatamente) porta con sé: le Acque Minerali.

Basta leggere quel gustoso libretto del Cerchiari, intitolato “Sulle Acque Minerali dette del Monte Castellaccio” (Imola, Galeati 1839, poi ristampato in offset nel 1970 dalle stesse officine grafiche) per rendersi conto dell’importanza potenziale che quelle acque rivestivano per la città. Nelle esperienze del medico Cerchiari, condotte con scrupolo, fervore umanitario e un certo ottimismo d’epoca, si possono annoverare guarigioni di molti malanni; e dove non guarivano, alleviavano certamente molte sofferenze: dallo scorbuto alla gastrite, dalla pellagra alle flatulenze, dall’epatite cronica all’enterite.

Cento anni sono passati dall’allegra invasione dei Ciclisti Rossi. Cento anni di progressi, di cambiamenti, e non sempre in meglio... Gli anni della cosiddetta Belle époque, nonostante le misere condizioni dei ceti popolari, furono carichi di attese e di speranze che i decenni successivi (pensiamo alle due guerre) si sarebbero incaricati di contraddire. Ci furono comunque per il nostro parco altri bei momenti fino a tempi relativamente recenti. E ora? potremo mai contare sull’avvento di una nuova, diversa, époque del parco e che sia anche più festosa e più bella di quella del primo Novecento?

Pensiamo che la vita delle Acque Minerali, non solo per la lunga storia che hanno alle spalle, ma per i tempi che non potranno tardare a schiudersi, si prolungherà ben oltre l’età del motore a scoppio e dell’inquinamento. Saranno tempi in cui la morsa dell’asfalto, del cemento e del rumore dell’autodromo “vintage” si allenterà. Con beneficio di tutti.

(Giuliana Zanelli e Mario Cacciari)

Nota - La pellicola sui Ciclisti rossi è stata restaurata per iniziativa della Bacchilega editore (2004) assieme al filmato sui funerali di Andrea Costa del 1910.

Già pubblicato
UN PARCO STORICO E UN AUTODROMO VINTAGE: "La vita del Ginkgo e quella delle Acque Minerali" >>>>

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