Imola. 9.000 pasti donati, 6 onlus coinvolte, 4 mense aziendali di Hera attive nel progetto: Imola, Bologna, Granarolo dell’Emilia e Rimini, ma è prevista l’estensione progressiva a tutte le mense interne dell’azienda. Questi sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano il primo anno di attività di «CiboAmico», l'iniziativa che Hera ha promosso per il recupero degli alimenti non consumati nelle proprie mense aziendali, a favore di associazioni onlus che operano verso persone che vivono situazioni di difficoltà.
Il progetto è stato avviato a Bologna, presso la mensa aziendale Hera di viale Berti Pichat, nel novembre 2009 e si è poi allargato successivamente a Granarolo dell’Emilia, Imola e Rimini. Nelle quattro mense si servono quotidianamente un complessivo di circa 1.200 pasti. Le associazioni onlus destinatarie degli alimenti sono attualmente 6, per un totale di oltre 160 persone ospitate.
A Imola «CiboAmico» è partito nell’aprile 2010 presso la mensa aziendale nella sede di via Casalegno ed è l’Associazione Comunità Papa Giovanni 23° che collabora al progetto, utilizzando gli alimenti nella struttura di pronta accoglienza per adulti in stato di disagio e con particolari difficoltà economiche ed abitative di Imola, che ospita circa 10 persone.

La collaborazione con «Last Minute Market» e «Concerta»
«CiboAmico» si avvale del supporto di Last Minute Market, società spin-off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, e della collaborazione di Concerta, la società che gestisce le mense di Hera. L’operazione trova infatti le premesse nel bando di gara indetto da Hera nel 2009 per la gestione delle mense, con criteri di scelta del fornitore basati anche su aspetti di sostenibilità ambientale e sociale.

I numeri del 2010
In questo primo anno di attività sono stati donati complessivamente circa 9.000 pasti completi, di cui oltre 1.500 solo a Imola da aprile a dicembre (168 la media mensile), con conseguenti benefici sociali, economici e ambientali, a partire dalla prevenzione della produzione di rifiuti e dal riutilizzo delle eccedenze. Ciò significa aver evitato l’impiego di oltre 11 milioni di litri d’acqua (pari a quasi quattro piscine olimpiche), il consumo di oltre 150 mila metri quadrati di terreno, la mancata liberazione nell'atmosfera di più di 19.000 chilogrammi di anidride carbonica equivalente per la cui neutralizzazione sarebbero necessari circa 39 ettari di bosco, una superficie pari a circa 78 campi da calcio.
Nel monitoraggio effettuato sull’andamento del progetto, la onlus coinvolta ha espresso una generale soddisfazione verso l’iniziativa, in particolare sottolineando il risparmio in termini economici (oltre un quinto del totale del cibo previsto dalle associazioni viene offerto proprio grazie ai recuperi presso le mense Hera) che ha, di conseguenza, permesso di allargare la gamma di servizi offerti ai propri assistiti, e di fornire agli assistiti una alimentazione più completa.
Per Susanna Zucchelli, direttore Hera Sot Imola-Faenza, «Questo progetto ha una forte valenza territoriale, mettendo in relazione soggetti diversi che operano nella realtà locale e creando una rete solidale e sostenibile».
«Dal 1974 ad oggi – ha evidenziato il prof. Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e presidente di Last Minute Market – nel mondo gli sprechi alimentari sono cresciuti del 50 per cento e, purtroppo, continuano a crescere. Attraverso CiboAmico siamo solidali sia verso le fasce più deboli della società che verso l'ambiente».