Imola. “I saldi invernali 2011 nel Circondario Imolese si chiudono confermando un andamento complessivo tutto sommato discreto, seppure orientato ad una sostanziale stabilità rispetto alla scorsa e nonostante il perdurare del momento di difficoltà economica delle famiglie legate alla crisi”. Questo il risultato dell'indagine condotta da Ascom Imola – Confcommercio al termine del periodo di vendite di fine stagione.
Ricordiamo che i “saldi invernali 2011” sono partiti in tutta l’Emilia Romagna Giovedì 6 gennaio e sono terminati il 6 marzo scorso. L’indagine rileva quindi che i saldi continuano ad essere un appuntamento atteso dai consumatori e per i commercianti una parte importante delle vendite dell’intero anno. “I saldi hanno avuto un andamento complessivo in tenuta rispetto al 2010. A cambiare sono stati semmai alcuni atteggiamenti dei consumatori, che quest’anno hanno marcato l’orientamento verso acquisti utili e concreti – conferma il Presidente di Ascom Imola, Danilo Galassi, che sottolinea la tendenza all’acquisto che manca nel guardaroba – Una volta si approfittava dei prezzi ribassati “per togliersi uno sfizio”, oggi per fare un investimento e comprare i capi che servono”.
Viene confermata dunque la tendenza dei saldi ad assumere la valenza di investimento per il futuro, ovvero un’occasione per acquistare prodotti necessari al guardaroba e di effettivo utilizzo anziché, come un tempo, per acquisti di impulso, non sempre necessari e più legati alle tendenze. Grande attenzione da parte dei consumatori è stata data al rapporto qualità/prezzo: si preferisce comprare capi durevoli, meglio se di marca. L’indagine condotta da Ascom Imola – Confcommercio evidenzia che la tendenza rilevata non presenta significative differenze tra i centri commerciali e i centri storici.
E mentre i saldi invernali si congedano, le vetrine di molti negozi sono già allestite con le collezioni primaverili. I consumatori potranno ora trovare nei negozi collezioni molto appetibili, con un rapporto qualità/prezzo coerente e più sostenibile, poiché la crisi ha spinto molte aziende produttrici a venire incontro alle esigenze dei consumatori.
“L’augurio che facciamo – conclude Galassi – è che la nuova stagione confermi la fine della discesa ed una nuova stabilità dei consumi per settore della moda e dell’abbigliamento”.