Bologna. Un no secco all'eventuale adeguamento delle tariffe dell'acqua arriva dal comitato “Acqua pubblica” di Bologna che ha effettuato lo scorso 15 marzo un'incursione pacifica durante l'assemblea dei sindaci della Provincia di Bologna, la quale discuteva dell' “adeguamento delle tariffe” relative al servizio idrico. “Il meccanismo malato a cui ci opponiamo prevede che in risposta ad un comportamento virtuoso che si sostanzia in una diminuzione dei consumi di acqua, le tariffe aumentino del 10% per scaricare sulle bollette dei cittadini i 'mancati profitti' del gestore, Hera SpA”. Sulla stessa lunghezza d'onda “Sinistra ecologia libertà”  che ritiene “intollerabile la proposta di aumento da parte di Hera delle tariffe dell'acqua del 10% nel 2011 con la motivazione di una riduzione dei consumi industriali e domestici, che hanno portato a un minor introito”. Secondo Sel, “a seguito degli aumenti deliberati nel 2010 si andrebbe a determinare  un aumento di circa il 20% nell'arco di 2 anni. Se le famiglie consumano meno per risparmiare, Hera alza il costo dell'acqua, quindi il risparmio viene vanificato, garantendo così  gli stipendi  milionari dei manager,  del presidente Hera e i dividendi degli azionisti”.
L'Autorità d'ambito di Bologna – Ato Bo (costituita dalla Provincia di Bologna e dai suoi 60 Comuni ) si è riunita lo scorso 15 marzo per decidere di concedere o meno ad Hera  l'adeguamento tariffario richiesto. La decisione è stata rinviata al prossimo aprile. Sel chiede ai soci di maggioranza di Hera, cioè i Comuni, ed in particolare a quelli del Circondario imolese, soci di ConAmi, “i quali stoltamente hanno venduto parte delle reti per pesare maggiormente all'interno del Consiglio di amministrazione di Hera, di farsi sentire: opporsi fermamente a qualsiasi forma di aumento tariffario per tutelare i bisogni dei cittadini”.
“Sinistra ecologia libertà” è  ancora più convinta “della validità dei referendum sulla ripubblicizzazione dell'acqua, che produrranno la fine del processo di privatizzazione e l'eliminazione della remunerazione del capitale investito; questo aspetto potrà essere utilizzato per diminuire la bolletta e per rilanciare gli investimenti nel  settore idrico e per tutelare l'acqua, bene comune”.
In vista dell referendum il comitato “Acqua pubblica” ha chiesto che l'eventuale adeguamento delle tariffe venga discusso successivamente agli esiti della consultazione referendaria.