Imola. Il film “Un Po di petrolio” sarà proiettato domenica 27 marzo, ore 20, all’Archivio storico Fai (entrata dal cortile interno di via Caterina Sforza – parcheggio laterale dell’ospedale vecchio, ingresso gratuito). L’iniziativa è organizzata dal coordinamento di Promozione culturale, in collaborazione con il gruppo imolese di Studi antinucleari.
A seguire, dalle 21, si svolgerà un dibattito con il regista Nicola Angrisano ed il gruppo imolese di Studi antinucleari sulle nocività e le dinamiche di trattamento e smaltimento di rifiuti industriali e scorie radioattive, ricordando come l'Italia nel 2011 non abbia ancora definito una modalità di gestione delle scorie nucleari situate sul proprio suolo, e come una delle maggiori fonti di guadagno per le mafie sia lo smaltimento dei rifiuti tossici & nocivi.

“Un Po di petrolio”
Regia: Nicola Angrisano; montaggio: Isabella Urru; 30’, colore, 2010
Anno 2010. Petrolio sversato nei fiumi e nei mari, devastazione degli ecosistemi. In Italia si assiste all’ennesimo disastro ambientale, lo sversamento di petrolio nel fiume Lambro, affluente del fiume Po, volutamente rimosso dalla cronaca italiana. La gestione in emergenza della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione “green economy”, realizzate in vista dell’Expo milanese del 2015. Rientrato l’allarme, e paludata l’inchiesta, proviamo a capirne di più percorrendo le rive dei fiumi più inquinati d’Europa, da anni vere e proprie discariche a cielo aperto di rifiuti industriali italiani.