Imola. Un presidio contro la guerra in Libia si svolgerà domenica 27 marzo, dalle 11 alle 12.30, in piazza Caduti per la Libertà a Imola, organizzato dal “Coordinamento contro la guerra” fino ad ora formato da Federazione della Sinistra, Sinistra critica, Cobas, Usb, Giovani comunisti, Studenti inMovimento e adesioni singole.
“È in corso contro la Libia una guerra condotta da alcuni paesi occidentali – recita il comunicato – , l’Italia tra questi,  che, col pretesto di difendere i diritti umani della popolazione, ha come obbiettivo la conquista e il controllo delle risorse energetiche e il tentativo di riprendere sotto il proprio controllo l’Africa del Nord attraversata nelle settimane scorse da rivolte popolari a sfondo sociale. L’intervento militare autorizzato dall’Onu, guidato dalla Nato, dagli Usa, da potenze ex coloniali e da stati arabi che nei loro paesi reprimono sanguinosamente le manifestazioni popolari, non ha finalità umanitarie ma rappresenta un tentativo di ricolonizzazione e occupazione che contrasta con la Carta delle Nazioni Unite e con l’articolo 11 della nostra Costituzione. Se fossero interessate la pace, i diritti umani, l’autodeterminazione dei popoli, si doveva praticare la proposta del Venezuela: approntare una forza di interposizione  composta da stati neutrali che portasse le parti al tavolo di trattativa. L’intervento armato in Libia rappresenta un’altra tragedia imposta a quel popolo ed allontana la prospettiva di un paese indipendente, laico e democratico, unica alternativa ai progetti di balcanizzazione e spartizione che la renderebbero facile preda della voracità  delle multinazionali petrolifere e delle potenze straniere neocoloniali e imperialiste”.
Il Coordinamento spiega poi che essere contro la guerra non significa sostenere Gheddafi: “Ribadiamo la netta condanna del suo regime personale e dispotico, ma anche delle gravi complicità che hanno caratterizzato le relazioni tra il governo italiano e quel regime, a cui l’Italia ha delegato la repressione e il contenimento, manu militari, dei profughi e degli immigrati. Ci chiediamo: perché non si richiedono ‘soluzioni umanitarie’ in Barhein dove truppe saudite straniere appoggiano il sultanato nella repressione popolare? E come mai le risoluzioni Onu sono carta straccia quando riguardano i bombardamenti israeliani in Palestina? Per tutto questo condanniamo i bombardamenti in atto sulla Libia condotti dalla Nato e chiediamo sia interdetto l’uso delle basi collocate sul nostro territorio, dalle quali parte l’aggressione militare e chiediamo che l’Italia si ritiri dalla cosiddetta ‘coalizione dei volonterosi’ perché il nostro paese non deve e non può essere supporto agli eserciti in guerra se non violando l’articolo 11 della Costituzione: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione  delle controversie internazionali’.
Il comunicato si conclude con un appello alla società civile, alle forze politiche, all’associazionismo affinchè “si mobilitino immediatamente e costantemente per la pace e contro la guerra, contro la produzione e il commercio delle armi, spesso fornite ad entrambe le parti in causa, e per il disarmo, per l’immediato cessate il fuoco seguito dalla trattativa, per il sostegno e l’accoglienza ai profughi ed alle vittime del conflitto”.
Per adesioni all’appello scrivere a: prcimola@gmail.com.