Imola. Un medico che lascia la sanità pubblica non per fine, ma per scelta fa pensare. Fa pensare al disagio che vivono gli operatori, soprattutto se questi rappresentano un punto di riferimento per i pazienti. Fa pensare anche ad una organizzazione della sanità incapace di tenersi stretta i suoi professionisti, che guarda sempre di più ai budget e sempre meno alla qualità del servizio. Continuiamo a sentire proteste per i tempi di attesa troppo lunghi, proteste che poi si affievoliscono e sconsolati tanti dicono: “Siamo andati al poliambulatorio tal dei tali e in due giorni abbiamo fatto tutto”. Ma questo regge se uno può permettersi quei costi e se non può?
Ma torniamo al dottor Giuseppe Ricci Petitoni che il prossimo mese di maggio cesserà la sua attività di radiologo presso l’ospedale nuovo di Imola. E se non fosse stato per diversi colleghi, questa scelta sarebbe passata sotto silenzio.
“I medici di famiglia e i pediatri imolesi salutano e ringraziano il  dr. Ricci Petitoni rammaricati  per le sue dimissioni dalla radiologia dell'ospedale di Imola – scrivono una sessantina di loro -. In tanti anni di lavoro, i colleghi ospedalieri, i medici di famiglia e i pediatri, i tanti pazienti che lo hanno incontrato  hanno trovato in lui oltre che un ottimo professionista  un sicuro punto di  riferimento  in caso   di  dubbi  o di diagnosi difficili.  Accanto a queste qualità professionali egli è stato sempre disponibile e presente nei momenti in cui l’ammalato  aveva  bisogno, e questo anche oltre il normale orario di lavoro”.
Anche i medici e i pediatri mettono l’accento sul disagio che ha portato alla scelta: “Le dimissioni del dottor Ricci Petitoni, espressione di un reale disagio, rappresentano per la sanità pubblica la perdita di un professionista che la qualificava e per i pazienti il venire meno in ospedale di uno specialista di grande umanità. Mentre ringraziamo Giuseppe per il prezioso  servizio  che ha svolto, pensiamo  che questo avvenimento debba fare riflettere il mondo sanitario imolese e i suoi amministratori sull’importanza di mantenere, stimare e valorizzare  la professionalità dei propri operatori e non di perderla, come in questo caso”. (Valerio Zanotti)