San Lazzaro di Savena. Crisi alla Eurodent di Idice (frazione di San Lazzaro di Savena, comune alle porte di Bolona). I dipendenti sono scesi in sciopero mercoledì 13 aprile a causa del mancato pagamento del salario. Le difficoltà sono tali che, secondo voci non confermate, sarebbero a rischio anche i versamenti dei contributi. L’ Eurodent, azienda di apparecchiature elettromedicodentali, è stata anche leader in Europa nel settore, quando contava circa cento dipendenti. In pochi anni complice la crisi e scelte sbagliate, è scesa a 65 dipendenti perdendo anche quote di mercato. La situazione precipita all’inizio del 2010, quando per la prima volta in oltre mezzo secolo di attività, l’ Eurodent apre la procedura di Cassa integrazione a rotazione dal mese di gennaio fino al mese di giugno. La crisi, che consiste in mancanza di liquidità, vede comunque mantenere gli ordini dei clienti. Ma per la mancanza di liquidità, diventa impossibile pagare i fornitori, che impediscono a loro volta il rifornimento di materiale. Da qui la crisi si aggrava, fino all’inizio del 2011, quando la proprietà Eurodent riapre la procedura di Cassa integrazione ancora una volta, da gennaio 2011, fino al mese di maggio almeno. Alcuni problemi di pagamenti del salario si presentano già nei primi mesi dell’anno, con forti slittamenti. Poi all’inizio del mese di aprile, l’annuncio verbale da parte dell’azienda di non pagare il salario del mese. Voci di mancati pagamenti anche dei contributi cominciano a circolare. Poi nella riunione di mercoledì mattina, 13 aprile, in un vertice aziendale tra direzione e proprietà aziendale, Rsu (formata da Fiom e Fim), sindacati esterni e Confindustria, viene ufficializzato il mancato pagamento del salario, e in via informale, viene data comunicazione, da parte del proprietario dell’ Eurodent, Nico Conti,  della possibilità che un socio esterno possa rilevare parte della società e riuscire a pagare dipendenti e fornitori. Mercoledì pomeriggio, assemblea lampo tra sindacati, Rsu e lavoratori. Assemblea durante la quale i lavoratori dichiarano di non fidarsi delle prospettive annunciate e proclamano un immediato sciopero di protesta di un ora davanti ai cancelli della fabbrica. Adesione al 97%, mancano solo tre impiegati dell’Ufficio commerciale. La prossima settimana nuova assemblea tra lavoratori e sindacati per decidere nuove forme di lotta.