Regione. La commissione Bilancio, affari generali e istituzionali ha licenziato il progetto per la prevenzione di infiltrazioni di stampo mafioso nella regione Emilia Romagna, con il voto favorevole espresso all’unanimità dei presenti (pd, pdl, mov 5 stelle). Il testo approderà in Aula nel corso della prossima tornata di Consiglio prevista per la settimana prossima.
La proposta spiegata dal relatore intende riaffermare la cultura della legalità secondo il principio di non convivenza con la criminalità organizzata, utilizzando gli strumenti di prevenzione di cui la Regione nell’ambito delle sue competenze si può avvalere. Tra i punti rilevanti del progetto vediamo le misure di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni, grazie ad una rete di accordi e convenzioni con enti locali. Prevista poi la creazione di un osservatorio regionale sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso, in rapporto con le principali associazioni rappresentative del volontariato, del mondo dell’impresa, della cooperazione e della rappresentanza sindacale. Altri aspetti centrali del progetto di legge riguardano le azioni finalizzate al recupero dei beni confiscati: prevista l’assistenza legale e amministrativa da parte della Regione agli enti locali assegnatari per snellire i tempi di acquisizione degli immobili. La norma stabilisce poi lo stanziamento di contributi in favore di enti locali e di soggetti concessionari dei beni confiscati alle mafie per concorrere a opere di restauro e arredo degli edifici in questione e per favorirne il riutilizzo in funzione sociale. Nella finanziaria regionale è già previsto a tale scopo un fondo di 1 milione di euro. Tra le ulteriori azioni del progetto di legge ci sono gli interventi a sostegno delle vittime di reato e la costituzione di un centro di documentazione, aperto alla fruizione dei cittadini, sui fenomeni connessi al crimine mafioso con specifico riguardo al territorio regionale.
“Il progetto di legge esaminato in commissione- ha spiegato il relatore – è stato il prodotto di un percorso partecipativo attivato già nelle prime fasi della sua stesura e proseguito con le due audizioni con i rappresentanti di associazioni e istituzioni promosse dalla commissione Bilancio”. La vicepresidente spiega poi che “raccogliendo i suggerimenti e le osservazioni emersi dai due incontri, la Giunta regionale ha voluto alcune modifiche al testo originario, oggi tutte accolte all’unanimità dalla commissione. Le modifiche hanno riguardato in particolare: l’inserimento di un nuovo articolo che prevede specifici interventi per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di illegalità nel settore ambientale; il riconoscimento di una maggiore evidenza all’apporto e al protagonismo del mondo dell’impresa, della cooperazione, del lavoro e delle professioni nelle azioni di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata; la promozione di iniziative di formazione per i dipendenti pubblici degli enti locali; la previsione di contributi anche ai concessionari di beni confiscati e non solo agli enti locali assegnatari. Tra le politiche a sostegno delle vittime di fenomeni di violenza, con un emendamento si è previsto che gli interventi siano realizzati anche tramite programmi di protezione e di assistenza previsti da norme regionali già vigenti (L.r. 5/2004 e L.r. 228/2003). Altra novità introdotta con un emendamento la possibilità per la Giunta regionale di costituirsi in giudizio nei processi nei quali si valuti la necessità di tutelare diritti e interessi lesi dalla criminalità organizzata e mafiosa”. Una commissione designata dovrà poi ogni due anni presentare una relazione dettagliata sulla situazione alla Giunta. Prevista infine anche la possibilità di promuovere forme di valutazione partecipata coinvolgendo i cittadini e i soggetti attuatori degli interventi sanciti dalla legge.