Imola. I 34.000 euro ricavati dello spettacolo dello scorso anno “ci hanno permesso di far fronte parzialmente ai costi del riscaldamento ed è stato una buona boccata d’aria”. Prende spunto da queste cifre e dal prossimo spettacolo che si terrà il 2 maggio la presidente della casa di accoglienza “Anna Guglielmi”, Claudia Gasperini, per fare il punto della situazione sulla struttura di Montecatone e la lanciare un appello: “La gente che ci conosce da vicino sa quanto gli operatori ed i volontari abbiano a cuore la drammaticità delle persone a cui è capitata una situazione al limite della sopportabilità. Non è sufficiente fornire i mezzi adeguati ai bisogni, ci vuole il cuore!”.
La cooperativa sociale “Anna Guglielmi” gestisce l’attività di accoglienza dei parenti dei ricoverati nell’ospedale di Montecatone, provenienti da tutta Italia nei locali ricevuti in comodato gratuito dal Comune di Imola. L’ accoglienza è qualificata dal punto di vista logistico con ambienti ed attrezzature accessibili e fruibili sia da persone disabili che dai loro accompagnatori. Particolare è l’attenzione tecnica e a tutto ciò che favorisce l’ autonomia delle persone con disabilità. La presenza di operatori e volontari competenti e formati è 24 ore su 24.
“Ci preoccupiamo di collaborare costantemente con il Dipartimento per il reinserimento nei servizi di assistenza sociale e psicologica e con l’educatore ed il personale sanitario che hanno in carico il paziente e la famiglia. Insieme al Dipartimento elaboriamo e realizziamo percorsi personalizzati con lo studio di momenti formativi rivolti ai pazienti ed ai familiari sul tema dell’autonomia. Utilizziamo ambienti ed attrezzature della casa al fine di preparare il paziente ed i familiari al rientro in casa. Volontari realizzano momenti ricreativi,di riflessione e di festa per i familiari e pazienti”.
Nel 2010 la struttura ha ottenuto la certificazione del Sincert in quanto conformi ai requisiti della norma per i sistemi di gestione per la qualità UNI EN ISO 9001:2008 per il campo applicativo “Erogazione del servizio di ospitalità alberghiera e disabili che effettuano terapie in day hospital, agli accompagnatori e familiari di pazienti in regime di ricovero presso strutture ospedaliere riabilitative”.
Ma in queste condizioni, per  una cooperativa che si è sempre e solo sorretta grazie ai proventi del proprio lavoro e alle donazioni di privati ed aziende, senza usufruire di contributi pubblici, la situazione si sta ora facendo difficile.
“I costi di gestione su base annua ammontano a 400.000 euro; basti pensare che solo il riscaldamento nel 2010 ci è costato 50.000 euro, e 24.000 l’ energia elettrica.Nel 2010 i nostri dipendenti hanno percepito uno stipendio medio mensile di 1253 euro che sommati alla quota di oneri sociali e al Tfr, diventano per la cooperativa un costo complessivo di 193.000 euro. A questi costi vanno aggiunti i canoni di manutenzione periodica degli impianti, i materiali di consumo, le assicurazioni obbligatorie, gli ammortamenti che ammontano ad oltre 38.000 euro, le imposte e tutti i costi fissi legati alla gestione della attività che gestiamo. Fino al 2009 gli indici di occupazione molto alti e le donazioni erano sufficienti a coprire i costi e a consentire di offrire un servizio di alto livello sia dal punto di vista ricettivo che di supporto alle famiglie, mantenendo rette contenute, in piena collaborazione con l’ ospedale di Montecatone. Le rette applicate sono le stesse dal 2006 e non abbiamo volutamente apportato aumenti per non mettere in difficoltà le famiglie già duramente provate dalla crisi e dalla situazione di disagio e sofferenza in cui versano”.
La presidente a questo punto però mette le carte sul tavolo per rendere consapevoli tutti delle difficoltà: “Il 2010 per l’ospedale è stato un anno molto impegnativo che ha visto un avvicendamento di cariche ai vertici della struttura e scelte strategiche dettate da situazioni contingenti: una di queste scelte è stato il cambiamento del mix nei ricoveri aumentando i pazienti regionali rispetto agli extra-regionali meno remunerativi. Questa flessione ha determinato un calo negli indici di occupazione di Casa Guglielmi (i pazienti regionali vista la vicinanza usufruiscono meno del nostro servizio potendo muoversi in giornata) e quindi una sensibile diminuzione negli incassi. I contributi e le donazioni raccolte non sono bastati a reggere la flessione, tanto è vero che nel 2010 il bilancio è stato chiuso con una perdita di 48.000 euro e al 31/03/2011 il disavanzo è già di 16.000 euro Un altro motivo che ha portato ad un calo degli indici di occupazione è da imputare alla crisi economica che sta colpendo duramente le famiglie. Negli ultimi mesi è capitato spesso che arrivassero pazienti a Montecatone accompagnati dai familiari che sono stati costretti a rientrare a casa lasciando il paziente solo, costretti a riprendere il lavoro per timore di perderlo o a cercarne uno dal momento che chi lavorava ora è a Montecatone ricoverato”.
Allora che fare? “Il Comune di Imola e l’ospedale sono attenti a questa realtà e si sono impegnati a verificare insieme le possibili soluzioni entro tempi brevi. La cooperativa ha ridotto tutti i costi al minimo internalizzando servizi che in precedenza erano stati dati in appalto. Abbiamo apportato una riduzione del personale aumentando il carico di lavoro dei 7 soci lavoratori che già coprono tutti i servizi su turni nell’arco delle 24 ore. Soci e volontari si stanno adoperando per mantenere un servizio consono ai bisogni spendendo tempo ed energie anche a titolo gratuito”.
Un appello senza nessun scopo di polemica, quello di Claudia Gasperini, che ha lo scopo però di smuovere qualcosa. La prima conseguenza è stata la riconferma del forte rapporto di collaborazione tra Montecatone e Casa Guglielmi. Nel corso di un incontro tra il presidente di Montecatone Riabilitation Istitute, Giovanni Bissoni, e la stessa presidente della cooperativa sono stati condivisi “l’utilità e le necessità di proseguire la collaborazione, proprio nella direzione di valorizzare le risorse di Casa Guglielmi nell’ambito del progetto riabilitativo dei pazienti ricoverati a Montecatone”. Nello scorso nel mese di marzo è stata firmata una convenzione che prevede forme di collaborazione diverse, che vanno dalla realizzazione a Casa Guglielmi di iniziative formative, come il corso annuale per volontari, allo studio di percorsi pre-domicilio da proporre a quei pazienti per i quali sarebbe importante un’esperienza intermedia tra l’Ospedale e il ritorno a casa. Un calendario di incontri serrati è in agenda già dalla prossima settimana, al fine di dare sviluppo alle linee della Convenzione e di valutare congiuntamente i problemi recentemente emersi.

Lo spettacolo del 2 maggio a Imola