Bologna. Una visita per dare la possibilità di “toccare con mano” una storica “porta di ingresso” della città per poi ammirare il tramonto dalle merlature della Porta seicentesca. Sabato 30 aprile, a partire dalle 19, in occasione della “Notte blu” il programma si arricchisce con un aperitivo sul terrazzo di Porta Galliera (piazza XX Settembre) allietato dal folk irlandese dei “Radadum”. La visita guidata e il concerto sono gratuiti, dato il numero di posti limitato è consigliabile confermare la partecipazione contattando la segreteria organizzativa al numero 051.243080 o all'indirizzo mail: portagalliera@legambienteonline.it
Come sempre, le visite guidate si svolgono anche al venerdì mattina alle 10, in occasione del mercato a Km zero di “Campagna Amica” di Coldiretti.
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Porta Galliera
Porta Galliera era una delle 12 porte di ingresso alla città della terza e ultima cerchia di mura di Bologna, sorta a partire dal 1226, con funzione di difesa contro gli attacchi esterni e di barriera daziaria. L'originaria Porta Galliera, di cui ora ci rimangono solo dei disegni dell'epoca come testimonianza, fu costruita nel XII sec. La vecchia porta trecentesca aveva la forma di una torre quadrangolare posta a cavaliere della strada con antistante ponte levatoio, che consentiva il superamento del fossato, largo circa 8 metri, poggiandosi su un avancorpo in muratura. La Porta attuale è quella che fu ricostruita tra il 1659 e il 1663, insieme ai tratti di mura adiacenti, sul progetto finale di Provaglia, distruggendo la struttura originaria che era fortemente dissestata. La nuova costruzione presenta due facciate: quella rivolta verso l'esterno più severa e minacciosa, per sottolinearne l'aspetto difensivo; l'altra, dalla parte interna della città, dai lineamenti barocchi.
Nel 1777 tutti i ponti levatoi delle porte di Bologna furono sostituiti da ponti in pietra, perché le catene di richiamo, sbattendo contro la porta, causavano continui contraccolpi alle strutture, obbligando a frequenti e costose riparazioni dei casseri. Nel 1848 la Porta fu protagonista dell'evento militare più importante del Risorgimento Bolognese: l'8 agosto attraverso di essa il popolo bolognese scacciò gli austriaci, trasformando Porta Galliera in un “Monumento alle patrie memorie”, titolo che la salvò da mutilazioni edilizie di inizio '900, quando furono abbattute le mura e avviate le trasformazioni urbanistiche per la nuova viabilità. Nel 1933, ad opera dell'ing. Zucchini, vennero eseguiti interventi di rifacimento delle strutture, dei solai e dei manti di copertura, in cui fu utilizzato ampiamente il cemento, adoperato anche per le decorazioni di facciata in arenaria ormai in disastrose condizioni per via della sua friabilità. Nel 1948, furono ricostruite le parti lesionate dai bombardamenti del 1944, che avevano distrutto la parte sopraelevata sul lato rivolto a nord, creando uno squarcio nella copertura e nelle murature perimetrali.
Nel 2001 gli interventi di manutenzione sono stati seguiti da un progetto più ampio di sistemazione urbanistica di tutta l'area, che ha voluto riagganciare la Porta al tracciato di via Galliera, creando una piazza pedonale di collegamento e ha lasciato a cielo aperto un'area di scavo davanti alla Porta per mostrare la stratificazione delle strutture che si sono succedute negli anni, che si oltrepassa attraverso una passerella pedonale, riproponendo la suggestione dello scavalcamento del fossato.