Bologna. Gli imprenditori, per fortuna, non sono tutti allineati con Marchionne e le sue Newco: “Fate come dico io o me ne vado”. Oppure con i manager Thyssen che dopo essere stati condannati per il rogo e la morte di 7 operai hanno affermato: “Cosi non possiamo più investire in Italia”. Esistono anche le imprese come la Bonfiglioli Riduttori che per migliorare l’efficienza, l’eccellenza e il potenziamento del gruppo in Europa e nel resto del mondo, riporta in Italia parte della produzione delocalizzata in Slovacchia. Nello specifico si parla della “serie 500”, motoriduttore storico che tornerà ad essere prodotto in Romagna. Il piano di sviluppo prevede di portare nel 2013 il fatturato vicino ai 900 milioni di euro. Il presidente, Sonia Bonfiglioli, afferma che puntano alla competenza, attraverso assunzioni specifiche ed inoltre intendono migliorare l’organizzazione industriale per eliminare gli sprechi e i relativi costi. Per innovazione, sviluppo e ricerca nell’arco dei 3 anni sono previsti dai 90 ai 100 milioni di investimenti. Potenzieranno i 3 centri produttivi italiani, Calderara di Reno, Vignola e Forli, con ottimizzazione della logistica e riduzione dei tempi di consegna. Il Gruppo Bonfiglioli, per non trascurare le aree emergenti, è presente con dei siti produttivi anche in Cina e in India. Comunque la flessibilità, la qualità, la vicinanza ai clienti e ai vari mercati, insieme alla ricerca per l’innovazione sono una garanzia e una buona filosofia che favorisce la crescita. Ricordiamo che tutte queste sinergie produttive e commerciali hanno comportato, nel corso degli anni, alla fortissima riduzione dei magazzini, recuperando in economia gestionale, ma possibile solo con una grande capacità produttiva, flessibile e di qualità. (Angelo Gentilini)