Faenza. Tutto pronto per l’annuale “Festa della Cooperazione”. L’evento, che si svolgerà dal 26 al 29 maggio ha scelto come leit motiv la frase con la quale Giovanni Paolo II si rivolse alla cooperazione faentina 25 anni fa: “Voi sapete che il bene dei singoli può coincidere con quello di tutti, e che il bene comune si rivela più grande della somma dei beni individuali”.
“Quella di quest'anno sarà un'edizione un po’ particolare – sottolinea il direttore provinciale di Confcooperative Andrea Pazzi – perché abbiamo scelto di legare la Festa della Cooperazione, oltre al 25esimo della venuta del Papa a Faenza, anche ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il principio base della cooperazione è l’unità, lo stare insieme come fondamento del bene comune”.
L’inaugurazione della manifestazione, che come ogni anno si comporrà di numerosi appuntamenti di approfondimento e confronto, si terrà giovedì 26 maggio alle ore 17.30 all’interno del chiostro della Casa del Popolo di via Castellani 25 cui seguirà il convegno dal titolo “Microcredito etico-sociale ravennate e imolese”: un’occasione per riflettere, a 6 mesi dall’Accordo, sull’esperienza avviata dal Credito Cooperativo ravennate e imolese in collaborazione la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche e le associazioni aderenti per il micro-finanziamento a persone e imprese. Dalle ore 20.30 invece, dopo l’aperitivo, si terrà una tavola rotonda dal titolo “Dalla conferenza economica, oltre la crisi: lo sviluppo che progettiamo per la nostra città” cui prenderanno parte Carlo Dalmonte, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, Alberto Mazzoni per il mondo dell’artigianato, Paolo Caroli per quello del commercio, Tomaso Tarozzi in rappresentanza dell’industria e Antonio Cinosi, in rappresentanza delle associazioni sindacali. Condurrà la serata Maurizio Marabini de Il Resto del Carlino.
Venerdì 27 maggio a partire dalle ore 15.30, sempre in via Castellani 25, gli studenti e i docenti delle scuole superiori potranno partecipare a un “Laboratorio di didattica e di esperienza cooperativa” e assistere alla presentazione del libro di Marco Reggio “Game over, play again” a cura dello stesso autore. Contemporaneamente, in piazza del Popolo, torna il “Giocacittà” per i più piccoli a cura delle cooperative Kaleidos e Laghetto del Sole. Dalle ore 19 in piazza della Molinella l’evento/concerto “Sbaracca», organizzato dall’associazione dei Giovani cooperatori: nel corso della serata, oltre allo stand gastronomico, momenti di approfondimento grazie al contributo dell’associazione Libera Terra e il concerto del gruppo folk “Tziganotchka”, realizzato con l’assistenza di Materiali musicali.
La giornata di sabato 28 maggio si aprirà alle ore 10 nella Sala consiliare del Comune di Faenza con il convegno dal titolo “A 25 anni dal discorso di Giovanni Paolo II alla cooperazione. Faenza 10 maggio 1986” organizzato da Confcooperative, Legacoop, Agci e Fondazione Dalle Fabbriche: dopo i saluti del sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il vescovo Monsignor Claudio Stagni, Alessandro Azzi, presidente di Federasse e Giuliano Poletti, in rappresentanza dell’Alleanza delle cooperative italiane, rifletteranno sul discorso che il pontefice polacco tenne al mondo cooperativo faentino 25 anni fa. A presiedere i lavori Everardo Minardi, presidente della Fondazione Dalle Fabbriche. In serata la Festa della Cooperazione si sposterà nei locali di Agrintesa di via Galilei 15 dove alle ore 21 la cooperativa culturale Tratti metterà in scena lo spettacolo “Insem, insieme… italiani in dialetto romagnolo, e altre storie”, dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
La Festa si concluderà domenica 29 maggio con un ricco calendario: alle ore 11, come da tradizione, presso i locali di Agrintesa, don Antonio Bonoli celebrerà la Santa Messa mentre a partire dalle ore 15.30 animazione per grandi e piccini, lotteria della cooperazione e tappa conclusiva del giro ciclistico “Pesche nettarine di Romagna”. Chiuderanno la Festa della Cooperazione faentina le musiche dell’orchestra Luca Bergamini a partire dalle ore 21. “Questa manifestazione è oggi più che mai attuale – conclude Pazzi – perché promuove e testimonia il ruolo della cooperazione in una società dinamica e in profondo cambiamento. In un mondo che propone un’infinità di modelli imprenditoriali noi scegliamo quello cooperativo: il più efficace strumento di unione tra lavoro, capitale e impresa”.