Imola. Silenzio assoluto sul futuro della Cnh (gruppo Fiat). Nonostante gli impegni presi dal ministero dello Sviluppo economico lo scorso 20 aprile, alla presenza delle istituzioni provinciali e regionali, di convocare un incontro entro il mese di maggio 2011, al fine di concretizzare il progetto di reindustrializzazione del sito imolese che attualmente occupa 183 dipendenti, ancora nulla s è mosso. “Ad oggi vige un silenzio assordante e l'unica certezza, per ora, è che tra pochi giorni, dal 1° giugno, lo stabilimento imolese sarà interamente dismesso – commentano Stefano Pedini, Marzia Montebugnoli e Paolo Liverani, rispettivamente segretari di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil -. Da oltre 2 anni le lavoratrici e i lavoratori della Cnh vivono una situazione estremamente difficile senza una reale prospettiva occupazionale. Tra 11 mesi scade la cassa integrazione con la possibilità di avere ulteriori 12 mesi solo, se nel frattempo, sarà ricollocato almeno il 30% del personale. I giorni, le settimane e gli anni passano e il nostro territorio vede chiudere la più grande impresa privata, che assicurava occupazione, considerando anche l'indotto, ad oltre 550 addetti”.
“I lavoratori della Cnh sono stanchi da questi rinvii infiniti. Al fine di salvaguardare tanti posti di lavoro e non desertificare il territorio – continuano i sindacalisti – chiediamo alle istituzioni locali e regionali di sollecitare l'incontro con il Ministero e ricercare tutte le soluzioni che possono concretizzare la reindustrializzazione del sito produttivo e dei suoi posti di lavoro”.